venerdì 13 gennaio 2012

Jacareí, 2 ottobre 2011 - Messaggio di Maria


Figli miei, oggi commemorate la FESTA DEI VOSTRI SANTI ANGELI CUSTODI. Gli angeli custodi vi guidano, vi proteggono, vi illuminano, vi conducono tutti i giorni sempre più sul cammino del bene, della grazia, della santità e del compimento della volontà del Signore.
Lasciatevi condurre da loro, perché non c’è uomo più felice di colui che sia lascia condurre dal suo angelo custode e segue le sue ispirazioni.

Voi, nel momento in cui eravate davanti al bene e al male, al peccato e alla virtù, avete sentito l’appello del vostro angelo custode che, attraverso la vostra coscienza, vi spingeva a rifiutare il peccato e scegliere la virtù. Così, figli miei, potete identificare in ogni momento i suggerimenti che il vostro angelo custode vi dà per allontanarvi sempre più da tutto ciò che è contrario alla volontà del Signore, per condurvi sempre più a ciò che Egli gradisce.

Siate docili a questi suggerimenti! Lasciatevi condurre dal vostro angelo custode, sulla strada che vi ho indicato qui da tanti anni, che è quella della CONVERSIONE, della PREGHIERA, della PENITENZA e della SANTITÀ.

Quando pregate il vostro ROSARIO tutti i giorni, il vostro angelo custode prega con voi, unisce la vostra preghiera alla sua e offre tutto al Signore, per la vostra santificazione e per la vostra salvezza.
Pregate dunque il rosario sempre più, insieme agli angeli, avendo sempre la consapevolezza che il vostro angelo custode sta pregando con voi e, pertanto, che dovete mettere tutto l’impegno del vostro cuore nella preghiera.

Il vostro angelo custode vi conosce meglio di quanto voi stessi vi conoscete. Sa quali sono le vostre debolezze, quali sono le vostre inclinazioni al male, conosce tutti i difetti che ci sono in voi. Ed è per questo che viene sempre in vostro aiuto, portandovi la benedizione di Dio, portando da Dio a voi tutte le grazie di cui avete bisogno, per essere più forti della vostra natura corrotta, del peccato che è in voi, in modo che possiate essere veramente vincitori di voi stessi, della carne e del mondo.

Il vostro angelo custode conosce anche le vostre inclinazioni al bene, le vostre virtù. Per questo, egli sempre vi ispira, sempre vi spinge a cercare di fare il bene, a cercare di mettere in pratica le virtù cristiane, sempre tenta di indirizzarvi alle opere sante. In modo che così possiate, ogni giorno, crescere sempre più nelle virtù, incoraggiando in voi la pratica del bene.

Lasciatevi guidare! Lasciatevi condurre dalle soavi ispirazioni del vostro angelo custode. In modo che, così, possa realizzarsi sempre più nella vostra vita il divino PIANO D’AMORE DEL SIGNORE!

Io sono la REGINA DEGLI ANGELI e li ho inviati tutti per custodirvi, proteggervi e condurvi. L’Esercito Celeste lotta al vostro fianco contro tutte le forze del male, del mio avversario, che in questi tempi è uscito per conquistare tutto il mondo, per sedurlo e allontanarlo da Dio. Voi, con i miei angeli di luce, lottate contro il mio avversario e tutte le forze delle tenebre, diffondendo sempre più la luce del mio amore nel mondo intero.

Andate avanti, figli miei! Proseguite e non perdetevi d’animo, perché al vostro fianco lottano gli angeli del Signore, che combattono valorosamente con voi per la vittoria del bene, per la vittoria del mio CUORE IMMACOLATO e dei vostri cuori insieme a me.

Continuate a pregare tutte le preghiere che vi ho dato qui, perché attraverso di esse si realizzerà non soltanto il maggior TRIONFO DEL MIO CUORE IMMACOLATO nella vostra vita e nel mondo, ma anche il TRIONFO DEI SANTI ANGELI in voi, nelle vostre famiglie e nella Terra intera.
In questo momento benedico tutti con amore.

Apparizioni di Jacarei in Brasile. Qualche messaggio


Le apparizioni di Jacareí
Jacareí, 9 ottobre 2011 -
 Messaggio di Maria

Miei amati figli! Sono la Signora del Rosario, sono la Signora della Pace, sono l’Immacolata 
Concezione, sono la vostra Celeste Comandante che vi guida tutti in questi tempi della grande 
tribolazione, della grande apostasia, del grande peccato, attraverso il mare tempestoso di 
questa vita, vi porto sempre più in sicurezza fino al porto della salvezza dove Dio, Nostro 
Signore, vi attende tutti con le sue braccia amorevoli sempre tese verso di voi, i suoi figli,
per ricevervi, perdonarvi, purificarvi, santificarvi e rendervi sempre più ricolmi del suo amore 
e della sua grazia.

Sono la vostra Celeste Comandante che, con passo saldo e deciso attraverso le molte 

apparizioni avvenute su tutta la faccia della Terra, principalmente quelle di questo tempo, 
quando appaio in modo nuovo, straordinario, quotidiano, profondo e intenso, vi conduco 
sicuramente sulle vie della santità, dell’amore, della pace, della penitenza, della preghiera 
e, soprattutto, del perfetto compimento della volontà del Signore.

Vi porto tutti i giorni a un amore sempre maggiore, in modo che dai vostri cuori esca sempre 

il più puro e perfetto nardo dell’amore per il Signore. Affinché tutti i giorni dalle vostre anime 
si elevi fino al Cielo l’inno del perfetto amore per il Signore, affinché Egli possa veramente 
essere glorificato da voi, essere esaltato da voi, essere amato da voi e in voi possa compiacersi, 
essere soddisfatto avendo in voi il suo giardino, dove fioriscono tutte le virtù e dove 
Egli può finalmente sentire il soave profumo di tutta la santità della vostra anima.

Vi porto sempre più a una maggiore fiducia nel Signore e in me, facendovi sempre più vivere 

dell’amore divino, dipendere da questo amore, proseguire sempre più sulla strada di questo 
amore, in modo che nella vostra vita in tutto e per tutto cerchiate sempre più di fare la volontà 
del Signore, confidando sempre che Egli è con voi, che Egli conosce le vostre sofferenze, che 
Egli vede le vostre difficoltà, così come anche la fede che vi anima. E così il Signore può venirvi
 incontro sempre di più, per condurvi sulla strada del compimento del suo divino beneplacito.

Vi porto a una speranza sempre maggiore che l’Amore di Dio, che il mio Amore, trionferanno in 

questo mondo di peccato e che satana, che già fu schiacciato da me nella mia Immacolata 
Concezione, che già fu schiacciato dal mio Divin Figlio Gesù Cristo quando Egli morì sulla croce, 
che già fu sconfitto dal mio Divin Figlio nella sua gloriosa Resurrezione, lo sarà nuovamente, 
ancora una volta, quando verrà il Trionfo del mio Cuore Immacolato.

Allora, tutte le opere di Satana saranno abbattute, tutte le grandi fortezze di peccato che satana 

ha creato in questo mondo, producendo e promuovendo una società senza Dio, crolleranno a terra 
trasformandosi in cumuli di cenere. E il mio Cuore Immacolato, che durante tutto questo tempo ha 
lavorato con i miei figli piccoli, umili e sconosciuti di questo mondo, finalmente rifulgerà con grande 
splendore schiacciando tutto ciò che stana ha innalzato e costruito con tanto rumore, superbia, 
ostentazione e orgoglio. Allora il mio Cuore Immacolato proclamerà la sua Vittoria e anche i miei 
figli vinceranno con me. Tutti coloro che portarono con me la croce della persecuzione, 
dell’incomprensione, dell’esclusione, della solitudine, della sofferenza, in quel giorno glorioso con
 me esulteranno di gioia e canteranno migliaia di lodi al Signore!

Per questo vi animo sempre più, vi riempio sempre più di una ferma speranza che tutte le mie 

promesse si compiranno.
Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!
Come promisi a Fatima, come ho ripetuto in tutte le mie apparizioni: a La Salette, a Medjugorje 

e anche qui.

Vi porto tutti i giorni a una fede sempre maggiore, facendo in modo che la vostra anima confidi 

sempre più nel Signore, si affidi al Signore, viva sempre più nell’amicizia con il Signore, proseguendo 
sul cammino dei suoi Comandamenti, del suo Amore ed esercitandovi sempre più nella fede, 
purificandola, liberandola di ogni interesse personale, di ogni interesse umano e carnale, portandovi 
a vedere sempre oltre le apparenze contrarie della vostra vita.

Vi porto a credere contro tutto ciò che vi dice di non credere nel Signore, facendo in modo che 

la vostra fede, sempre più salda e sempre più resistente, cresca di giorno in giorno, purificata 
dalle prove e dalle sofferenze che il Signore permette, ma dalle quali la vostra fede esce sempre 
più provata, temprata e fortificata. Così, come forti torri, la vostra fede vi sostiene ogni giorno 
di più, vi dà forza per vincere tutte le sofferenze e tribolazioni che sorgono sul vostro cammino.

Vi porto anche sempre a una maggiore vita di preghiera e di sacrificio, aiutandovi sempre più a 

pregare con il cuore, a cercare la volontà del Signore, a mettervi nelle mani del Signore per 
compiere il suo piano con generosità, senza imporre condizioni. E anche a farvi crescere ogni 
giorno nel sacrificio, offrendo molti, molti e piccoli fiori di piccoli sacrifici quotidiani che, uniti 
ai miei Dolori e alla sofferenza di mio Figlio Crocifisso attrarranno una copiosa pioggia di 
misericordia, di grazia e di conversione sul mondo intero.

Infine, vi porto sempre a un amore più grande, insegnandovi sempre a vivere nel perfetto amore, 

insegnandovi sempre più che l’amore è ciò che Dio cerca nei vostri cuori, che è l’amore quello 
che da vent’anni sto cercando nei cuori dei miei figli. Infatti, sono venuta qui per cercare figli 
pronti, docili, coraggiosi, di grande valore, figli veramente ardenti nell’amore per il Signore e per 
me, perché attraverso di essi la mia mistica luce arrivi a tutti i cuori dei miei figli, specialmente 
dei più lontani.

Così, figli miei, vi porto sempre a un amore più profondo per il Signore e per il mio Cuore 

Immacolato, aiutandovi tutti i giorni a crescere nel vero amore, che non è altro che il morire
 sempre più a voi stessi, al mondo e alle creature. Affinché così possiate vivere sempre più 
per Dio, per il Signore, per il compimento della sua santa volontà, attraverso di me.

In questo modo le mie apparizioni qui sono un continuo portarvi a tutte queste cose, affinché 

la vostra vita sia una vera vita in Dio, sia una vita completa nella pace divina, sia un vibrante 
inno di amore per il Signore tutti i giorni della vostra vita.

Venite figli miei, abbandonatevi completamente a me! Ditemi il vostro sì, affinché finalmente 

il mio piano di amore possa essere concretizzato, realizzato in ciascuna delle vostre vite.
Le mie apparizioni qui a Jacareí sono l’ultima chiamata che vi faccio, è l’ultima volta che vengo 

dal Cielo sulla Terra per chiedere il vostro sì, per ricevere il vostro sì e per condurre il vostro sì 
fino a Dio.
Se voi, figli miei, rifiutate di darmi il vostro cuore, se non mi affidate la vostra vita, se non mi date 

il vostro sì, allora il mio Cuore Immacolato non potrà agire in voi, non potrà realizzare in voi il 
piano del Signore.

Venite! Lasciatevi condurre da me fintanto che mi lascio incontrare da voi! Venite, consegnatevi 

a me, fintanto che Io, nelle mie apparizioni qui, mi sto ancora consegnando tutta a voi!
Venite! Amatemi ora con tutto il vostro cuore, fintanto che ancora sono qui, amandovi con tutto il 

mio Cuore Immacolato.
Venite e pregate il rosario! È attraverso il rosario che trionferò in voi, nelle vostre famiglie e nel 

mondo intero! Continuate con tutte le preghiere che vi ho dato qui. Continuate a usare la mia 
Medaglia della Pace, perché attraverso di essa, metterò in fuga sempre più il demonio da voi e 
dalle vostre famiglie! Usate anche la Medaglia che rivelai a mia figlia Amália Aguirre, la Medaglia 
delle Lacrime, perché attraverso quella medaglia farò scendere tutti i giorni sulle vostre anime, 
sulle vostre famiglie e sul mondo intero, grazie efficacissime delle mie lacrime. E voi, allora, 
potrete finalmente camminare più velocemente sulla strada della santità e della salvezza alla 
quale vi ho chiamati qui.

In questo momento benedico tutti generosamente da Pompei, da Heroldsbach, da Craveggia e da 

Jacareí*.
Pace, miei figli molto amati, pace a te Marcos, il più caro e coraggioso dei miei figli.

*ipotizzo che la Madonna citi questi luoghi in quanto sedi di apparizioni passate, alcune delle quali non riconosciute:

a Pompei al Beato Bartolo Longo (1872), a Heroldsbach a quattro bambine (1949), a Craveggia a una donna (1961)


Messaggio di San Luigi Maria Grignion de Montfort
Amati fratelli miei! Io, Luigi Maria Grignion de Montfort, vi saluto e vi benedico oggi con la 

Madre di Dio.
Amate il Cuore Immacolato di Maria dal profondo dei vostri cuori, in modo che possiate essere 

i veri apostoli di questo Cuore Immacolato, degli ultimi tempi.

Siate gli apostoli degli ultimi tempi della Madre di Dio, facendo tutto ciò che via ha detto di fare qui. 

Cercando sempre più di fare della vostra vita una continua e fervente preghiera, un vibrante inno 
di amore a Dio Nostro Signore e a Lei, e sempre più un fascio luminoso affinché i vostri fratelli, che 
giacciono nelle tenebre del peccato, possano scorgere la luce, venire verso la luce e tornare al 
Signore Nostro Dio.

Siate gli apostoli degli ultimi tempi della Madre di Dio, facendo sempre più della vostra vita una 

continua eco dell’eterna verità, annunciando senza paura i messaggi della Madre di Dio al mondo 
intero, insegnando a tutti a pregare il santo rosario, dando a tutti le ore sante di preghiera che Lei 
vi ha dato qui, facendo sempre più della vostra vita un continuo e profondo sì a tutto ciò che Dio e 
Lei vi sollecitano nelle loro apparizioni qui. Affinché così la vostra vita, trasformata in un vero sole
luminoso, possa illuminare tutti coloro che, giorno dopo giorno, languiscono sempre più nelle tenebre 
del peccato, e così tutti possano ricevere la luce, tutti possano conoscere la luce dell’amore e 
della grazia di Dio e tutti possano finalmente incontrare Dio, darsi a Dio e vivere una vera vita in Dio.

Siate i veri apostoli degli ultimi tempi della Madre di Dio, mettendo nelle sue mani ciò che avete 

di più prezioso, il vostro cuore. Vivendo in una completa dipendenza da Lei, cercando sempre più 
di fare tutto con Lei, per Lei e in Lei, nello spirito di Maria, ossia con i suoi sentimenti, le sue 
intenzioni e le sue santissime finalità, che sono dare gloria a Dio e renderlo conosciuto e amato 
da tutti gli uomini portandoli così alla salvezza del Signore.

In questo modo vivrete quella vera devozione che tanto vi ho insegnato, che tanto ho raccomandato 

e che ho lasciato come il mio più prezioso dono e testamento ai miei figli e al mondo intero, 
contenuto nel “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”.

Io, Luigi de Montfort, voglio aiutarvi a essere i veri apostoli degli ultimi tempi, i veri apostoli della 

Madre di Dio, vivendo sempre più come rose mistiche. Rose bianche di preghiera, rose rosse di 
sacrificio, rose giallo-dorate di penitenza, affinché così la vostra vita si trasformi in un immenso 
rosario, in un immenso roseto in onore della Madre di Dio, dove lei possa congratularsi, 
compiacersi con voi e in voi vedersi imitata, vedersi seguita, vedersi obbedita e perfettamente 
corrisposta.

Queste apparizioni di Jacareí sono il dono più grande che Dio ha dato al mondo in questi ultimi 

tempi! È una grazia che, anche se aveste mille vite e mille cuori da dare al Signore in segno di 
gratitudine, di ringraziamento per questo bene che Egli vi dà, ancora non sarebbe sufficiente. 
Perché qui tutto il cielo, tutta la corte celeste si è aperta per riversare su di voi parole di luce, 
voci di cielo, parole di amore e di vita eterna. E qui tutta la corte celeste è scesa per aiutarvi, 
proteggervi, condurvi, formarvi e guidarvi sempre più sul cammino della santità, della salvezza 
e della pace.

Pertanto, corrispondete con tutto il vostro amore, con tutta la vostra anima e con tutto il vostro 

cuore a questo dono che tante generazioni vollero e non ebbero, ci sono tante persone che vollero
 udire e non udirono ciò che voi udite. Pertanto, che dal vostro cuore irrompa, sgorghi una 
fonte inesauribile, perpetua e generosa di amore, di fedeltà e di profondo abbandono di voi 
stessi al Signore e alla Madre di Dio.

Io sono sempre con voi quando pregate, sempre quando soffrite, sempre quando la vostra 

anima si trova in grande afflizione. Sono al vostro fianco per raccogliere le vostre lacrime, 
asciugarle, dare nuovo animo e nuova forza ai vostri cuori per poter proseguire.

Non temete! Io sono con voi tutti i giorni, conosco tutto ciò che satana fa contro di voi, conosco 

tutto ciò che soffrite da parte degli uomini che vi perseguitano, non vi comprendono, 
non vi aiutano, vi giudicano e condannano. Sono sempre al vostro fianco per aiutarvi a portare 
la croce fino alla vostra gloriosa resurrezione, fino alla vostra vittoria.

Vi coprirò sempre più con il mio manto di luce, per difendervi da tutti gli attacchi di satana e 

del mondo e per darvi sempre più la vittoria in nome del Signore!

Vivete ora nel tempo della grande tribolazione e pertanto è impossibile che non soffriate nulla. 

È impossibile che la vostra fede non sia provata, ma io sarò con voi per aiutarvi a vincere tutte 
queste prove e farvi arrivare trionfanti nella grande vittoria che il Signore prepara per voi quando 
vedrete Nuovi Cieli e Nuove Terre, vedrete un nuovo Regno scendere dall’alto su di voi, i vostri 
occhi contempleranno meraviglie che gli occhi umani non hanno mai visto*, terre antiche corrose 
dal peccato scompariranno e nuove terre pure e belle sorgeranno davanti ai vostri occhi. 
Tutte le vostre lacrime saranno asciugate, tutta la vostra sofferenza passerà come una notte 
che cede posto al giorno, come foglie portate dal vento, così le vostre tribolazioni in un istante
saranno spazzate via dalla vostra vista e dal vostro cuore salirà il più vibrante inno di lode e di 
gioia per il Signore, per il Signore e la Vergine Maria.

Io, Luigi, in questo momento vi benedico con tutto il mio amore e specialmente te Marcos, 

il più coraggioso dei miei fratelli, dei miei figli, che tanto propaga la vera devozione alla 
Santissima Vergine che io insegnai, e che ha coltivato con santo zelo in tutte le anime questo 
vero e sacro amore!

*letteralmente “i vostri occhi contemplarono meraviglie che gli occhi umani non vedranno mai”, ma l’ho preso per un errore di tempi verbali

Perché la liturgia? Cosa significa liturgia? (CCC 1066-1070)




di Juan José Silvestre*


Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), dopo la professione di fede, sviluppata nella prima parte, si passa alla spiegazione della vita sacramentale, nella quale Cristo è presente, attua e continua l'edificazione della sua Chiesa.
Infatti, se nella liturgia non emergesse la figura di Cristo, che è il suo principio ed è realmente presente per renderla valida, non avremmo più la liturgia cristiana, completamente dipendente dal Signore e sostenuta dalla sua presenza.
Quindi, esiste un rapporto intrinseco tra fede e liturgia, entrambe sono intimamente unite. In realtà, senza la liturgia e i Sacramenti la professione di fede non avrebbe efficacia, perché mancherebbe della Grazia che sostiene la testimonianza dei cristiani.
E «dall'altra parte, l'azione liturgica non può mai essere considerata genericamente, a prescindere dal mistero della fede. La sorgente della nostra fede e della liturgia eucaristica, infatti, è il medesimo evento: il dono che Cristo ha fatto di se stesso nel Mistero pasquale» (Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis, 34).
Se apriamo il Catechismo nella sua seconda parte, si legge che la parola “liturgia” significa originariamente «servizio da parte del popolo e in favore del popolo». Nella tradizione cristiana vuole significare che il Popolo di Dio partecipa all'«opera di Dio» (CCC, 1069).
In che cosa consiste questa opera di Dio alla quale noi partecipiamo? La risposta del Catechismo è chiara e ci permette di scoprire l'intima connessione esistente tra fede e liturgia: «Nel Simbolo della fede, la Chiesa confessa il mistero della Santa Trinità e “il mistero della sua volontà, secondo [...] la sua benevolenza” (Ef 1,9) su tutta la creazione: il Padre compie il “mistero della sua volontà” donando il suo Figlio diletto e il suo Santo Spirito per la salvezza del mondo e per la gloria del suo Nome» (CCC, 1066).
Infatti, «quest’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’Antico Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione» (CCC, 1067).
È questo il mistero di Cristo che la Chiesa «annunzia e celebra nella sua liturgia, affinché i fedeli ne vivano e ne rendano testimonianza nel mondo» (CCC, 1068).
Per mezzo della liturgia «si effettua l'opera della nostra redenzione» (Concilio Vaticano II, Sacrosanctum Concilium, 2). Pertanto, come fu inviato dal Padre, Cristo ha inviato gli Apostoli a predicare la redenzione e ad «attuare l'opera di salvezza che annunziavano, mediante il Sacrificio e i Sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita liturgica» (ibid., 6 ).
Così vediamo che il Catechismo sintetizza l'opera di Cristo nel mistero pasquale, che è il suo nucleo essenziale. E il nesso con la liturgia è ovvio, poiché «attraverso la liturgia Cristo, nostro Redentore e Sommo Sacerdote, continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l’opera della nostra redenzione» (CCC, 1069).
Quindi, questa «opera di Gesù Cristo», perfetta glorificazione di Dio e santificazione degli uomini, è il vero contenuto della liturgia.
Questo è un punto importante perché, sebbene l'espressione e il contenuto teologico-liturgico del Mistero pasquale dovrebbero ispirare lo studio teologico e la celebrazione liturgica, non è sempre stato così.
Infatti, «la maggior parte dei problemi collegati all'applicazione concreta della riforma liturgica ha a che fare con il fatto che non è stato tenuto sufficientemente presente il peso dato dal Concilio Vaticano II alla Pasqua […]. Pasqua significa inseparabilità della Croce e della Risurrezione [...]. La Croce sta al centro della liturgia cristiana, con tutta la sua serietà: un ottimismo banale che nega la sofferenza e l'ingiustizia nel mondo e riduce l'essere cristiani all'essere cortesi non ha nulla a che fare con la liturgia della croce. La redenzione è costata a Dio la sofferenza di suo Figlio, la sua morte, e l’“exercitium” della redenzione, che, secondo il testo concilare, è la liturgia, non può avvenire senza le purificazioni e le maturazioni che vengono dalla sequela della croce» (J. Ratzinger / Benedetto XVI, Teologia della liturgia, LEV, Città del Vaticano 2010, pp. 775-776).
Questo linguaggio si scontra con quella mentalità incapace di accettare la possibilità di un reale intervento divino in questo mondo, in soccorso dell'uomo. Quindi, «la confessione di un intervento redentore di Dio per cambiare questa situazione di alienazione e di peccato è vista da quanti condividono la visione deista come integralista, e lo stesso giudizio è dato a proposito di un segnale sacramentale che rende presente il Sacrificio redentore. Più accettabile, ai loro occhi, sarebbe la celebrazione di un segnale che corrispondesse a un vago sentimento di comunità. Il culto però non può nascere dalla nostra fantasia; sarebbe un grido nell'oscurità o una semplice autoaffermazione. La vera liturgia presuppone che Dio risponda e ci mostri come possiamo adorarlo. “La Chiesa può celebrare e adorare il mistero di Cristo presente nell'Eucaristia proprio perché Cristo stesso si è donato per primo ad essa nel Sacrificio della Croce” (Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis, 14). La Chiesa vive di questa presenza e ha come ragion d'essere e di esistere quella di diffondere tale presenza nel mondo intero» (Benedetto XVI, Discorso del 15.04.2010).
Questa è la meraviglia della liturgia che, come ricorda il Catechismo, è culto divino, annuncio del Vangelo e carità in azione (cf. CCC, 1070). È Dio stesso che agisce e noi siamo attratti da questa sua azione, per essere trasformati in Lui.

* Juan José Silvestre è professore di Liturgia presso la Pontificia Università della Santa Croce e consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice

La nostra liturgia: un segno di amore per noi cristiani.non riconosciuto da tanti battezzati.


Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Ho letto ieri da un libro la testimonianza di una donna convertita dal satanismo, era diventata sacerdotessa di una sètta satanica, ed è uno scritto davvero sconvolgente. Spero di inviarvelo non appena mi trascriveranno il testo. Se molti cristiani adorassero Gesù come i satanisti adorano la bestia, vivrebbero una vita felice. La testimonianza è raccapricciante, racconta che la notte tra il 5 e il 6 gennaio in odio alla prima manifestazione di Gesù Bambino, durante la messa nera viene ucciso un bambino di pochi mesi, partorito di nascosto con la complicità di un medico amico e non iscritto all’anagrafe. Il neonato viene squartato e il suo sangue bevuto… Altre cose che vi risparmio ma che sono tremendamente vere.
La messa nera è perfettamente imitazione della nostra Messa, ma tutto viene svolto al contrario, con la Croce capovolta e le preghiere rivolte a satana.
Mentre il 90% dei cattolici che vanno a Messa non conoscono il significato del Sacrificio di Gesù e non vedono l’ora di uscire dalla Chiesa, i satanisti trascorrono lunghe ore a studiare e a trovare nuove preghiere per dare gloria a quel fallito che si è ribellato a Dio. Come ho scritto ieri, molte persone nella giornata hanno premura di fare tante cose e tralasciano la cosa più importante: adorare, lodare, ringraziare Gesù. Non riescono a capire che Gesù è il Bene, tutto il resto arriva da Lui.
La persona che non prega o prega male è esposta ad ogni attacco di satana e l’accecamento intellettuale è profondo, chi prega è invece protetto dalla Grazia e satana non può fare molto.
L’azione ordinaria di satana tocca tutti con le tentazioni, mentre l’azione straordinaria non và a colpire l’anima bensì la psiche e il corpo. E dove satana trova la porta aperta per la mancanza della Grazia di Dio o di una razionalità che avvolge la Fede, ha libertà di agire e arrecare anche danni. Soprattutto modifica letteralmente i pensieri, infonde tristezza e abbattimento, acceca l’intelletto e fa sentire la persona, perfetta in ogni sua opera corrotta.
Quante persone sono convinte di avere capito tutto e danno lezioni anche a Gesù riguardo il Vangelo!
Cosa puoi fare quando ti ritrovi un familiare, un amico o un collega che parla come se fosse Dio davanti a Mosè e rilascia i suoi dieci Comandamenti? Niente, non puoi cambiare ciò che solo Gesù può cambiare. E allora la ragione è il loro dio, sanno solamente che 2+2=4, non riescono a vedere oltre, non possono assolutamente capire la volontà di Dio e la sostituiscono sempre con i propri ragionamenti.
Tra i Doni dello Spirito Santo, l’Intelletto è quello di cui abbiamo bisogno, non inteso come intelligenza pura che segue la ragione, al contrario, è la presenza di Dio che illumina chiaramente l’invisibile. Ecco la spiegazione del Dono dell’Intelletto:
“L'Intelletto è una luce soprannaturale, che illumina l'occhio dell'anima fortificandola e donandole una più estesa vista sulle cose divine.
L'intelligenza ci fa apparire le cose spirituali come nuda Verità (San Tommaso).
Si rivela la bellezza piena d'incanto dei misteri di Dio ed appaiono armonie nuove che portano ad una dolcezza infinita. Tutto sembra nuovo all'anima, la Verità è colta in maniera più completa.
La condizione indispensabile per il Dono dell'Intelletto è la purezza di cuore : un cuore puro è un cuore sincero, limpido, leale, trasparente, libero da ogni male.
Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti ed agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt.5,8).
Bisogna essere piccoli, lasciarsi purificare, spogliarsi di tutto, anche delle certezze più assolute. Il Dono dell'Intelletto dona all'anima una conoscenza profonda della propria vita, le fa capire i disegni di Dio facendola raggiungere lo scopo della sua esistenza”.
L’umanità tornata pagana non può capire che oggi vive sotto la tirannia di satana e che lui vuole distruggere tutto. Senza le apparizioni di Medjugorje e di quei luoghi autentici (una decina) in cui la Madonna ha chiesto molta preghiera e digiuni, sarebbero avvenuti già disastri causati dalla violenta arroganza degli uomini.
In questi giorni vi sto inviando il testo del mio libro “Santo Rosario meditato”, diviso in capitoli brevi per una buona assimilazione, perché il cammino spirituale inizia con l’Eucaristia cercata e adorata, e con il Rosario, compendio del Vangelo.
Ed è stata importante la lettura della rivelazione di Gesù e della Madonna sulla Messa alla mistica Catilina, parole che danno una convinzione profonda sull’importanza del Sacrificio Eucaristico e quale deve essere la risposta di quanti vi partecipano. Questo testo di Catilina merita un’attenzione particolare, la spiegazione della Messa come la descrive Gesù è illuminante e ci spinge a viverla con vera partecipazione.
La Santa Messa è di una potenza assoluta.
Un altro testo importante per capire il senso della vita e che ho pubblicato sul mio sito è la testimonianza di Gloria Polo, invito tutti a meditare con attenzione la sua esperienza straordinaria. http://www.gesuemaria.it/sono-stata-alle-porte-del-cielo-e-dellinferno.html
Il Vangelo di oggi ci mostra la Fede di un lebbroso che supplicava Gesù in ginocchio e gli diceva: “Se vuoi, puoi purificarmi!”. Questa è la Fede di chi cammina nella Via della vera conversione, che non è solo la frequenza della Messa o qualche opera di carità. Gesù ci chiede di cambiare il cuore, allontanando il peccato e lottando costantemente contro quei pensieri che spingono inevitabilmente le persone deboli ad esaltare i vizi.
L’invocazione del lebbroso la dobbiamo cambiare in: “Se voglio, posso santificarmi”.
È nostro compito santificarci, non lo può fare Gesù al posto nostro, ma oggi pochi pensano seriamente alla propria santificazione. È più facile sostituirsi a Dio che fare la volontà di Dio. Non è solo lo spirito della New Age, è mentalità corrente tra i cristiani illudersi di essere un piccolo dio e di non avere bisogno della Grazia sacramentale.
Abbiamo bisogno di un cuore puro, solo così l’intelletto seguirà la volontà di Dio e amerà con il Cuore di Dio. La compassione di Gesù verso i malati spiega la sua infinita bontà, non possiamo limitarci ad una conoscenza astratta della vera compassione verso gli altri, dobbiamo viverla allontanando dal nostro cuore tutto ciò che non è amore, verità, giustizia!

Santo Rosario: preghiera completa - Estratto da Santo Rosario meditato


Santo Rosario: preghiera completa

Estratto da
Santo Rosario meditato


di Padre Giulio Maria Scozzaro

Santo Rosario: preghiera completa
Il Santo Rosario è considerato una preghiera completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza. Con il Rosario, infatti, meditiamo i “misteri” della gioia, della luce, del dolore e della gloria di Gesù e Maria. È una preghiera semplice, umile così come Maria. È una preghiera che facciamo insieme alla Madre di Dio. Quando con l’Ave Maria La invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudisce sempre la nostra domanda, unisce la sua preghiera alla nostra.
Il Rosario è una sintesi di tutto il Vangelo, i misteri che si meditano sono armonie angeliche, che ci permettono di godere la pace del Cielo, ci trasmette la gioia e la delizia conosciuta su questa terra dai Santi.
Nel Rosario non possiamo separare l’aspetto puramente devozionale da quello teologico dottrinale. Questi due elementi sono così uniti da costituire un unico corpo. Se consideriamo i misteri e tutta la sua articolazione delle parti, scopriamo una preghiera tutta permeata della Parola di Dio, perché il fondamento del Rosario è la Parola di Dio ed è anche il suo modo di essere.
Il messaggio del Rosario è uno solo: il Vangelo. Se si condivide questo messaggio meditato nel Rosario, nasce la comunione di intenti nella Chiesa. Recitando il Rosario conosci il Vangelo, ti lasci assorbire dallo stesso Spirito che operava in Gesù nella sua missione pubblica; che operava in Maria, dall’Annunciazione fino all’Assunzione, e che continua ad operare ineffabilmente e potentemente nella Persona della sua Sposa amatissima.
Quando si parla dell’Annunciazione, conosciamo il dialogo tra la Vergine e l’Arcangelo Gabriele; ma anche sotto la croce avvenne un’altra Annunciazione, la seconda. Nel primo annuncio la Madonna accolse il Figlio di Dio nel suo grembo, nel secondo annuncio la Madonna ha accolto ognuno di noi nel suo Cuore Immacolato. Poco prima di spirare, Gesù ha detto: “Figlio, ecco la tua Madre”. Questo è il secondo annuncio e lo compie Gesù, donando tutti gli esseri umani a Maria. Nel primo, Dio Padre per mezzo dell’Arcangelo dona Gesù a Maria; nel secondo, Gesù stesso dona tutti noi a Maria. È sempre Maria a ricevere Gesù e tutti noi.
Il Rosario è un annuncio di Fede perché fondato sugli eventi che hanno determinato il mistero della redenzione di ciascuno di noi.
Il Rosario è Maria che contempla la storia del suo Figlio e quanto è stato compiuto per la Redenzione. È la preghiera di Maria, è la preghiera che permette a Maria di agire in un’anima come piace a Lei, per ricolmare di Grazie quell’anima.
Il primo lavoro che compie la Madonna è quello di trasmettere il suo Spirito, affinché il suo Sposo -lo Spirito Santo- riversi i suoi doni nell’anima in cui trova la sua Sposa. È Maria ad attrarre lo Spirito Santo in un’anima, e senza la sua presenza, lo Spirito di Dio non opererebbe. Così vuole Dio.
Scrive Paolo VI nella “Marialis cultus” al n. 44: “… è apparsa in più vivida luce l’indole evangelica del Rosario, in quanto dal Vangelo esso trae l’enunciato dei misteri e le principali formule; al Vangelo si ispira per suggerire, muovendo dal gioioso saluto dell’Angelo e dal religioso assenso della Vergine, l’atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo: e del Vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale: l’Incarnazione del Verbo  contemplato nel momento decisivo dell’Annuncio fatto a Maria”.
Il Rosario è il Vangelo che diventa preghiera, l’inno a Dio per mezzo di Maria. La recita devota e fiduciosa del Santo Rosario è la preghiera di Gesù, preghiera cristocentrica, che ripresenta il ricordo di quanto fece Gesù, la sua opera di Redenzione viene meditata e diventa sempre più dominante la presenza dello Spirito di Gesù.
Il Rosario fa rivivere tutte le tappe del “dogma della redenzione”, equilibra il cuore e la mente, e li conduce  nell’adesione al volere divino, il quale permette di accogliere la Parola e di metterla in pratica.
Un’adesione che non è puramente esteriore, ma investe e riveste di significato, ogni momento della nostra vita, per dire sempre sì a Dio, non solo quando siamo nella gioia, ma anche quando il dolore ci opprime e fa diventare pesante il nostro cammino.
Le anime buone e spirituali riconoscono la grande importanza del Santo Rosario e dedicano ogni giorno del tempo alla contemplazione dei divini misteri. È una preghiera piena di amore, così facile e al tempo stesso così ricca. È una sintesi della preghiera. Include la lode alla Madonna nell’Ave Maria, la supplica nella Santa Maria, la contemplazione nei misteri, il Padre Nostro come glorificazione ed invocazione al Padre, punto terminale di ogni nostra supplica, di ogni preghiera.
Possiamo affermare che il Rosario è una professione di Fede. “È il Credo fatto preghiera”, affermava il Cardinale Newman. Pregando il Rosario, dinanzi ai nostri occhi scorre tutto il mistero della nostra Redenzione, la nostra mente contempla la vita di Gesù e di Maria, il nostro cuore gioisce per quanto è stato compiuto per ognuno di noi, quanto amore hanno sprigionato i due Sacratissimi Cuori.
Inteso così, il Santo Rosario diventa una confessione di Fede storica, perché i misteri ci fanno riattraversare con Maria gli eventi salvifici della nostra Redenzione. In ogni mistero si considera ogni evento della vita di Gesù, ci aiuta a leggere più attentamente la sua vita, ad entrare meglio e in modo esistenziale negli avvenimenti realmente accaduti di Gesù Cristo. Questa è la grande importanza del Santo Rosario, che non è solo preghiera vocale, ma considerazione approfondita di ciò che Gesù fece e disse.
Recitando il Santo Rosario, la Madonna ci trasforma nel suo Figlio Gesù. La Maternità di Maria continua in noi.
Il lavoro che compie la Madonna nelle anime umili, è silenzioso e nascosto, ma interiormente ci trasforma e attira le compiacenze di Gesù su ognuno di noi.
È attraverso la recita del Rosario che chiediamo Grazie ed aiuto a Gesù e a Maria, e riceviamo da Loro la forza per realizzare degnamente il cammino della nostra santificazione, per essere “perfetti come è perfetto il Padre che è nei cieli” (Mt 5,48). Questa santa preghiera del Rosario, ci permette di imitare la Madonna che “conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,51).
La Madonna che accoglie la Parola diventa il terreno buono che, accogliendo il seme, fa germogliare il frutto (cf. Lc 8,15). Anche noi dobbiamo essere terreno buono per lasciare “riposare” la Parola di Dio, e crescere in santità proprio per avere accolto questa Parola di verità.
Il Santo Rosario è stato definito: “Catena d’oro che ci lega a Dio. Vincolo d’amore che ci unisce agli Angeli. Torre di salvezza negli assalti dell’inferno. Porto sicuro nel comune naufragio”.
È il libro di tutti. Il Santo Rosario è divenuto popolare come la Croce; è divenuto il libro di tutte le preghiere e delle preghiere di tutti.
Papa Paolo VI nella sua Enciclica “Marialis Cultus” ha scritto sul Rosario: «Preghiera evangelica, incentrata nel mistero dell’incarnazione redentrice, il Rosario è, dunque, preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico -la ripetizione litanica del “Rallegrati, Maria”- diviene anch’esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell’annuncio dell’Angelo e del saluto della madre del Battista: “Benedetto il frutto del tuo seno” (Lc 1,42). Diremo di più: la ripetizione dell’Ave Maria costituisce l’ordito, sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri: il Gesù che ogni Ave Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, di volta in volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme; presentato dalla Madre al tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell’orto; flagellato e coronato di spine; carico della croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito. È noto che, appunto per favorire la contemplazione e far corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo -e la consuetudine si è conservata in varie regioni- aggiungere al nome di Gesù, in ogni “Ave Maria”, una clausola che richiamasse il mistero enunciato» (MC 44).
Il Papa Giovanni Paolo II ha sempre affermato: “Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità”.
Il Patrono dei moralisti, Sant’Alfonso M. dé Liguori scriveva nel suo celeberrimo libro “Le Glorie di Maria”: “Tra tutte le pratiche di lode a Maria, non ne conosco alcuna più gradita alla Madre di Dio del Rosario”.
“Il Rosario è un modo eminentemente vantaggioso di pregare, quando è recitato correttamente”, predicava  San Francesco di Sales.