lunedì 21 maggio 2012


3.654 - 15 maggio 2012
Cari figli, riponete la vostra fiducia in Gesù. Non perdetevi d’animo. Sono vostra Madre e sarò al vostro fianco. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Dite a tutti che Dio ha fretta. Ecco il tempo della grazia per le vostre vite. Non tiratevi indietro. Camminate verso un futuro di grandi prove, ma coloro che resteranno fedeli fino alla fine saranno vittoriosi. Prendetevi cura della vostra vita spirituale. Non potete vivere lontani dalla grazia di mio Figlio Gesù. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Non voglio obbligarvi, ma ascoltatemi. Soffro per quello che vi aspetta. A Cochabamba si udranno grida e lamenti. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Coraggio. Quando tutto sembrerò perduto, la pace verrà sulla Terra e i giusti riceveranno la loro ricompensa. Rallegratevi e testimoniate che siete del Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.653 - 14 maggio 2012
Cari figli, io vi amo così come siete. Non perdete la speranza. Affidatevi al Signore ed Egli si penderà cura di voi. Solo in Lui è al vostra vittoria. Inginocchiatevi in preghiera. Ecco il tempo opportuno per il vostro ritorno. Allontanatevi dal peccato e servite Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. L’umanità vive nelle tenebre del peccato e io sono venuta dal Cielo per portarvi la Luce. Siate docili. Conosco ciascuno di voi per nome e supplicherò il mio Gesù per voi. Coraggio. Un fatto doloroso accadrà a Berlino e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Un fatto simile accadrà ad Ica. Pregate. Ecco i tempi difficili per l’umanità. Non state con le mani in mano. Mio Figlio vi ama e vi attende con immenso amore di Padre. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.652 - 12 maggio 2012
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per indicarvi il cammino della conversione. Aprite i vostri cuori alla mia chiamata, perché desidero condurvi a Colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita. Non tiratevi indietro. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità si è allontanata dal Creatore e cammina verso un grande abisso. Tornate in fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Rimanete uniti a Gesù nell’ascolto della Sua Parola e fortificatevi con l’Eucaristia. Non potete vivere lontani dal mio Gesù. Egli è il vostro Tutto e solo in Lui è la vostra vera liberazione. Verranno per voi tempi difficili, ma io sarò al vostro fianco. Non perdetevi d’animo. Quando sentite il peso delle difficoltà, chiamate Gesù. Egli è al vostro fianco, anche se non lo vedete. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono scritti in Cielo. Voglio vedervi felici già qui sulla Terra e più tardi con me in Cielo. Avanti senza paura. Un fatto doloroso accadrà a Siviglia e si ripeterà a Lima. Soffro per quello che vi aspetta. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.651 - 10 maggio 2012
Cari figli, vi amo così come siete e sono venuta dal Cielo per benedirvi. Abbiate coraggio. Non perdetevi d’animo davanti alle vostre difficoltà. Mio Figlio Gesù è con voi. Confidate in Lui che vede nel segreto e vi conosce per nome. Voi appartenete al Signore ed Egli si aspetta molto da voi. Non rimanete fermi nel peccato. Ecco il tempo del vostro ritorno. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della fede. Quando sentite il peso della croce, chiamate Gesù. Egli è il vostro tutto e senza di Lui non potete fare nulla. Ricolmatevi di speranza, niente è perduto. La vostra vittoria è nel Signore. L’umanità si è contaminata con il peccato ha bisogno di essere curata. Pregate. Se gli uomini si riconciliassero con Dio, per mezzo del Sacramento della Confessione, ben presto l’umanità sarebbe curata spiritualmente. Soffro per le vostre sofferenze. Michoacán berrà il calice amaro del dolore e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Inginocchiatevi in preghiera. Conosco le vostre necessità e supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.650 - 8 maggio 2012
Cari figli, restate saldi sul cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Non vivete lontani da Gesù. Egli è la certezza della vostra vittoria. Date la mano a Gesù e, al suo fianco, camminate nella verità. Solo Lui è la vostra Via, Verità e Vita. Non lasciatevi ingannare dalla falsa scienza. La vera sapienza è quella che viene da Dio. Liberatevi veramente dei vostri peccati e servite il Signore con gioia. Cercate forza nell’Eucaristia e nelle Parole di mio Figlio Gesù. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Verranno giorni difficili per gli uomini e le donne di fede. Ecco il tempo opportuno per il vostro ritorno. Non state con le mani in mano. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.649 - 5 maggio 2012
Cari figli, amate e difendete la verità. Quando la verità non è presa sul serio, la menzogna vince. Vivete nel tempo in cui la creatura è valorizzata più del Creatore e per questo i miei poveri figli vivono come ciechi alla guida di altri ciechi. Soffro per quello che vi aspetta. I prescelti per difendere la verità la negheranno. Ci sarà una grande crisi di fede e pochi resteranno nella verità. Non permettete che il demonio vinca. Mio Figlio è la Verità Assoluta del Padre ed Egli aspetta la vostra testimonianza di coraggio in difesa della verità. Qualunque cosa accada, restate con la verità. Abbiate fiducia, fede e speranza. Quelli che resteranno saldi nella fede e nella difesa del Vangelo saranno ricompensati dal Signore con grande generosità. Avanti senza paura. Io vi amo e sono sempre al vostro fianco, anche se non mi vedete. Non allontanatevi dalla preghiera. Quando siete lontani, diventate bersaglio del demonio. Siate del Signore. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Quando tutto sembrerà perduto sorgerà per voi una grande gioia. Non tiratevi indietro. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.648 - 1 maggio 2012
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per offrirvi il mio amore. Siate miti e umili di cuore, perché solo così potete contribuire al trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Mio Figlio Gesù è il vostro grande amico e vi chiama alla santità. Non tiratevi indietro. L’umanità cammina verso l’abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Quelli che stanno a Barnaul vivranno momenti di grande tribolazione. Soffro a causa delle vostre sofferenze. Tornate a Colui che è il vostro Tutto e conosce ciascuno di voi per nome. Vi chiedo di vivere con gioia il Vangelo del mio Gesù. Ecco il tempo opportuno per il vostro ritorno. Fuggite dal peccato e riconciliatevi con Dio per mezzo del Sacramento della Confessione. Lasciate che la vostra vita parli del Signore più che le vostre parole. Abbiate coraggio. Non perdetevi d’animo. Io vi amo e pregherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.647 - 30 aprile 2012
Cari figli, date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Allontanatevi dal peccato e servite il Signore con fedeltà. Vi chiedo di continuare saldi sul cammino della preghiera, dell’amore e della fedeltà. Mio Figlio Gesù vi ama e conosce ciascuno di voi per nome. Confidate in Lui e non permettete che le cose del mondo vi allontanino dalla grazia del mio Gesù. Io voglio aiutarvi, ma dipende da voi quello che faccio. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio. Gli uomini si sono allontanati dal Creatore e sono diventati schiavi del peccato. Non permettete che il demonio vi inganni. Pregate. La vostra vittoria è nella forza della preghiera. Alimentatevi dell’Eucaristia e fortificatevi nella Parola di mio Figlio Gesù. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Il Ciad* vivrà l’angoscia di un condannato e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Non tiratevi indietro. Io sarò al vostro fianco. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

*nell’originale: Chade

3.646 - 29 aprile 2012
Cari figli, vi amo. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in Cielo. Abbiate coraggio, fede e speranza. Confidate pienamente nel Potere di Dio. Egli è il vostro Tutto e senza di Lui nulla siete e nulla potete fare. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Sono felice che siate qui. Pregherò il mio Gesù per voi. Non perdetevi d’animo. Conosco le vostre necessità e come Madre voglio condurvi a Colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Siate fedeli al Vangelo. Il mio Gesù si aspetta molto da voi. Testimoniate ovunque la vostra appartenenza al Signore. Testimoniate e vivete i miei appelli. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Tornate. Il mio Gesù vi aspetta. Quando tutto sembrerà perduto, verrà per voi una grande vittoria. L’umanità berrà il calice amaro della sofferenza. Avrete ancora grandi prove, ma alla fine la pace regnerà sulla Terra. In questo momento faccio scendere su di voi una straordinaria pioggia di grazie. Avanti senza paura. Chi sta con il Signore vincerà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.645 - 28 aprile 2012
Cari figli, non perdetevi d’animo. La vostra vittoria è nelle mani del Signore. Confidate in Lui, che vede nel segreto e vi conosce per nome. Aprite i vostri cuori e accogliete con amore i miei appelli. Sono venuta dal Cielo per aiutarvi. Siate docili alla mia chiamata. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della fede. Mio Figlio Gesù ha bisogno della vostra sincera a coraggiosa testimonianza. Non state con le mani in mano. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Vivete nel tempo della grande battaglia spirituale. Restate uniti nella preghiera e cercate forza nell’Eucaristia. Solo in Gesù troverete forza per il vostro cammino. Camminate verso un futuro di dolorose prove. L’umanità porterà una croce pesante e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Soffro per quello che vi aspetta. Da Bo si udranno grida, pianto e lamenti. Pregate, pregate, pregate. Non tiratevi indietro. Io supplicherò il mio Gesù per ciascuno di voi. Avanti. Chi cammina con Gesù non sarà mai sconfitto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.644 - 24 aprile 2012
Cari figli, non temete. Ricolmatevi di speranza e il domani sarà migliore. Non state con le mani in mano. Il mio Signore ha bisogno di ciascuno di voi. Aprite i vostri cuori e lasciate che la grazia del Signore vi trasformi. Sono venuta dal Cielo per condurvi al Cielo. Vi chiamo ad essere in tutto simili a mio Figlio Gesù. Non siete soli. Il mio Signore è molto vicino a voi. Quando sentite il peso delle prove, chiamate Gesù. Invitate Gesù a rimanere con voi. Manifestategli i vostri desideri ed Egli si prenderà cura di voi. Valorizzate i momenti di preghiera in famiglia. Non permettete che le tenebre del male entrino nelle vostre case. Lasciate che la Luce del Signore prenda spazio nelle vostre case. Dio vuole salvarvi. Ascoltate la sua voce e siate fedeli alla sua chiamata. Non perdetevi d’animo. Pregate molto davanti alla croce. L’umanità si è contaminata con il peccato e ha bisogno di essere curata. Un fatto doloroso accadrà in Europa. La morte passerà per diversi paesi e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Soffro per quello che vi aspetta. State attenti. Non tiratevi indietro. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.643 - 23 aprile 2012
Cari figli, avanti senza paura. Dio è al vostro fianco. Confidate in Lui, che è il vostro Bene Assoluto e sa di cosa avete bisogno. Sono venuta dal Cielo per condurvi a mio Figlio Gesù. Non tiratevi indietro. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Ecco il tempo della grazia per ciascuno di voi. Ascoltate la voce di Dio e ricolmatevi del suo amore. Se l’umanità accogliesse l’invito all’amore, ben presto sarebbe guarita spiritualmente. Vi invito a vivere i miei appelli. Io voglio rendervi santi, ma voi non potete vivere fermi nel peccato. Tornate a Gesù. Solo Lui è la vostra Via, Verità e Vita. Inginocchiatevi in preghiera. Un fatto doloroso accadrà in Italia e grande sarà la sofferenza per la Chiesa. Soffro per quello che vi aspetta. Coraggio. Chi sta con il Signore non conoscerà mai il peso della sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.642 - 22 aprile 2012
Cari figli, siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Non temete. Dio è molto vicino a voi. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Tornate a Gesù. Egli è il vostro Tutto e senza di Lui nulla siete e nulla potete fare. Fuggite dal peccato e vivete nella grazia. Non tiratevi indietro. Sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Quando tutto sembrerà perduto, verrà per voi la grande vittoria di Dio. Siate miti e umili di cuore. L’umanità vive lontana ed è arrivato il momento del grande ritorno. Inginocchiatevi in preghiera. Arriverà il giorno della gloria per gli uomini e le donne di fede. La Terra sarà trasformata e la Mano Potente di Dio agirà in favore dei giusti. La pace regnerà sulla Terra e tutti vivranno felici. La vittoria di Dio sarà grande. Sarà questo il tempo del Trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Coraggio. Amate e difendete la verità. Io sono al vostro fianco, anche se non mi vedete. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.641 - 21 aprile 2012
Cari figli, sono vostra Madre. Vi amo immensamente e voglio vedervi felici già qui sulla Terra e più tardi con me in Cielo. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera, perché solo così potete contribuire al Trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. State attenti. Il demonio vuole allontanarvi dalla verità. Chiudete gli occhi alle facili seduzioni del mondo, perché appartenete al Signore. Desidero che facciate il bene a tutti. Amate. Nell’amore del Signore scoprirete i grandi tesori che sono dentro di voi. Siate prudenti nell’uso della vostra libertà. Cercate in tutto di fare la volontà del Signore. Giorni difficili verranno per voi. Ci sarà grande persecuzione agli uomini e alle donne di fede e la Chiesa conoscerà una croce pesante. Pregate. Solo con la forza della preghiera otterrete la grazia della conversione. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.640 - 19 aprile 2012
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per portarvi la pace. Abbracciate la pace, perché solo nella pace incontrerete Gesù. La pace vi condurrà all’amore e nell’amore avrete la grazia di perdonare il vostro prossimo. Il perdono è la porta che vi porterà al Cielo. Il mio Gesù vi ama e vi perdona. Imitate Gesù, amando e perdonando tutti. Siate strumenti di Dio. Ovunque andate, testimoniate la vostra appartenenza a Dio. L’umanità troverà la pace quando gli uomini accoglieranno l’Amore del Signore. Ecco il tempo della grazia per ciascuno di voi. Non state con le mani in mano. Il vostro sì vi renderà grandi uomini e donne di fede. Arriverà il giorno in cui solo i giusti abiteranno la Terra. Sarà il tempo della grazia piena per gli eletti di Dio. Sarà questo il tempo del Trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Il Signore realizzerà grandi cose in favore di coloro che avranno ascoltato la sua voce e accolto la sua chiamata. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.639 - 17 aprile 2012
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per soccorrervi. Siate docili e imitate in tutto mio Figlio Gesù. Dite a tutti che Dio ha fretta. Non state con le mani in mano. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della fede. L’umanità vive nelle tenebre e io sono venuta dal Cielo per portarvi la Luce. Aprite i vostri cuori. Siate umili, perché solo così sarete capaci di accettare la volontà di Dio per le vostre vite. Inginocchiatevi in preghiera. Quando siete lontani diventate bersaglio del demonio. Cercate forza nelle parole di Gesù e nell’Eucaristia. La vostra vittoria è nelle mani del Signore. Tornate a Lui, che vede nel segreto e vi conosce per nome. Ecco il tempo delle grandi tribolazioni per l’umanità. State attenti. Amate e difendete la verità. Conosco le vostre necessità e supplicherò il mio Gesù per voi. Abbiate coraggio, fede e speranza. Il domani sarà migliore per tutti coloro che sono fedeli. Non temete. L’umanità berrà il calice amaro del dolore, ma dopo la grande tempesta il Signore farà sorgere un nuovo tempo di pace. Convertitevi. Il Signore ha riservato per i giusti cose che gli occhi umani non hanno mai visto. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.638 - 14 aprile 2012
Cari figli, vi invito ad assumere il vostro vero ruolo di cristiani e di cercare di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per benedirvi e condurvi a Colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita. Siate miti e umili di cuore. Dio vuole parlarvi. Pregate. Ascoltate la voce di Dio che vi chiama alla santità. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Camminate con il Signore. Giorni di gioia verranno per gli eletti di Dio. L’umanità sarà guidata da Dio e nessun male raggiungerà i miei devoti. Non ci sarà posto per la sofferenza. Rallegratevi, perché il Signore ha preparato per i suoi quello che gli occhi umani non hanno mai contemplato. Coraggio. Dopo tutta la tribolazione verrà la pace per l’umanità. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Non perdetevi d’animo. Non temete. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.637 - 12 aprile 2012
Cari figli, vi invito alla preghiera sincera, che è possibile solo a coloro che aprono il cuore al Signore. Quando pregate, state costruendo i gradini che vi porteranno al Cielo. Solo per mezzo della preghiera sarete capaci di accogliere il Vangelo e vivere conforme al desiderio di mio Figlio Gesù. Aprite i vostri cuori a Gesù. Chiamatelo ad abitare nei vostri cuori. Egli vuole arricchirvi con la sua grazia. La sua presenza trasforma ed edifica. Abbiate coraggio, fede e speranza. Io voglio condurvi alla santità. Voglio portarvi tra le mie braccia e presentarvi a Gesù. Siate docili. Dopo tutta la tribolazione, l’umanità troverà la pace. Arriverà il giorno in cui la Terra sarà abitata da uomini e donne di fede. I giusti vedranno l’azione amorevole di Dio e tutti vivranno felici. Siate pronti a rispondere alla chiamata del Signore. Egli ha bisogno di voi. Dite a tutti che questo è il tempo della grazia. Non state con le mani in mano. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.636 - 10 aprile 2012
Cari figli, riempitevi di speranza e vivete con coraggio i miei appelli. Prima e al di sopra di tutto, amate Dio. Quando Dio sarà Tutto per voi, sarete capaci di raggiungere la santità. Solo nell’amore del Signore potete trovare la grazia della conversione. Non tiratevi indietro. Non state con le mani in mano. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Io sono vostra Madre e vi amo. Voglio condurvi a mio Figlio Gesù, perché solo Lui è il vostro unico e vero Salvatore. L’umanità soffre perché gli uomini si sono allontanati dalla grazia di Dio. Camminate verso un futuro di grandi e dolorose prove. Chihuahua porterà una croce pesante. Un avvenimento simile accadrà nello stato di Bahia. Soffro per quello che vi aspetta. Pregate, pregate, pregate. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Non perdetevi d’animo. Il Signore è al vostro fianco. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.635 - 9 aprile 2012
Cari figli, siate del Signore e riempitevi di speranza. Dio è al vostro fianco. Aprite i vostri cuori alla sua chiamata. Vi chiedo di essere difensori della vita. Fate della difesa della vita il vostro programma principale del quotidiano. Dite no alla morte degli innocenti. L’umanità è malata e cammina cieca spiritualmente. Soffro per ciò che vi attende. La Terra della Santa Croce (Brasile) vivrà momenti di grande afflizione. Gli uomini hanno sfidato il Creatore e camminano verso un grande abisso. Amate l’Amore. Amate la vita e lasciate fiorire nei vostri cuori questo dono meraviglioso. Ecco il tempo dei dolori per voi. Pregate. Cercate forza nell’Eucaristia e nelle parole di mio Figlio Gesù. Egli vuole salvarvi. Siate miti e umili di cuore. La vostra vittoria è nel Signore. Siate fedeli e tutto finirà bene per voi.  Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.634 - 7 aprile 2012
Cari figli, cercate il Signore. Egli vi attende a braccia aperte e vuole salvarvi. Non tiratevi indietro. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato e non perdetevi d’animo. Conosco ciascuno di voi per nome e voglio dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Siate forti. Non permettete che le vostre difficoltà vi portino allo scoraggiamento. Dio è al vostro fianco. Egli è il vostro Tutto e solo in Lui troverete la vittoria. Ecco il tempo dei dolori per l’umanità. Bigand porterà una croce pesante e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete trovare la forza per il vostro cammino. Non voglio obbligarvi, ma ascoltatemi. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura incontro al Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.633 - 6 aprile 2012, Venerdì Santo
Cari figli, amate l’Amore. Mettete la vostra esistenza nelle mani del Signore, perché solo Lui è il vostro Tutto. Egli è il vostro unico e vero Salvatore. Non siete soli. Mio Figlio Gesù cammina con voi. Nei momenti di gioia o di dolore, Egli è sempre al vostro fianco. Egli porta con voi la vostra croce e vi conduce alla vittoria. Ricordatevi sempre: solo passando per la croce raggiungerete la vittoria. L’umanità cammina verso l’abisso dell’autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Pentitevi e tornate a  mio Figlio Gesù. Lasciate morire in voi le cose del mondo e vivete rivolti alle cose del Cielo. Siete stati creati per stare nel mondo senza appartenere a questo mondo. Il mio Gesù, con la sua consegna sulla croce, ha aperto per voi la porta del Cielo e ha offerto a tutti gli uomini la possibilità di un’eternità felice. Egli ha preparato per voi un’eternità di gioia piena. Ascoltatelo. Accogliete i suoi insegnamenti e allontanatevi dal male. Quando tutto per voi in questa vita sarà finito, Egli aprirà per voi la porta dell’eterna felicità. Coraggio. Inginocchiatevi in preghiera e vivete con gioia i miei appelli. Arriverà il giorno in cui vedrete la pace regnare sulla Terra e arriverà, per gli uomini e le donne di fede, il compimento delle promesse fatte dal Signore. Allora non ci saranno motivi di tristezza, perché nel cuore dei giusti ci sarà gioia piena. Così vedrete nuovi Cieli e una nuova Terra. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in Cielo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 18 aprile 2012

lunedì 16 aprile 2012

BASTA CON L'OSTIA CONSACRATA IN MANO, NON E' LEGGE DELLA CHIESA


Ratzinger riforma la messa Basta con l’ostia sulla mano.

Usiamo la nostra parola, forziamo la mano e diciamo ai nostri sacerdoti "basta" con questo rituale "protestante", non è legge della Chiesa non fatevi corrompere.




Il documento è stato consegnato nelle mani di Benedetto XVI la mattina del 4 aprile scorso dal cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino. È l'esito di una votazione riservata, avvenuta il 12 marzo, nel corso della riunione «plenaria» del dicastero che si occupa di liturgia e rappresenta il primo passo concreto verso quella «riforma della riforma» più volte auspicata da Papa Ratzinger. Quasi all'unanimità i cardinali e vescovi membri della Congregazione hanno votato in favore di una maggiore sacralità del rito, di un recupero del senso dell'adorazione eucaristica, di un recupero della lingua latina nella celebrazione e del rifacimento delle parti introduttive del messale per porre un freno ad abusi, sperimentazioni selvagge e inopportune creatività. Si sono anche detti favorevoli a ribadire che il modo usuale di ricevere la comunione secondo le norme non è sulla mano, ma in bocca. C'è, è vero, un indulto che permette, su richiesta degli episcopati, di distribuire l'ostia anche sul palmo della mano, ma questo deve rimanere un fatto straordinario. Il «ministro della liturgia» di Papa Ratzinger, Cañizares, sta anche facendo studiare la possibilità di recuperare l'orientamento verso Oriente del celebrante almeno al momento della consacrazione eucaristica, come accadeva di prassi prima della riforma, quando sia i fedeli che il prete guardavano verso la Croce e il sacerdote dava dunque le spalle all'assemblea.
Chi conosce il cardinale Arinze, sa che è intenzionato a portare avanti con decisione il progetto, a partire proprio da quanto stabilito dal Concilio Vaticano II nella costituzione liturgica Sacrosanctum Concilium, che è stata in realtà superata dalla riforma post-conciliare entrata in vigore alla fine degli anni Sessanta. Il porporato, intervistato dal mensile 30Giorni, nei mesi scorsi aveva detto a questo proposito: «A volte si è cambiato per il semplice gusto di cambiare rispetto a un passato percepito come tutto negativo e superato. A volte si è concepita la riforma come una rottura e non come uno sviluppo organico della Tradizione».
Per questo le «propositiones» votate dai cardinali e vescovi alla plenaria di marzo prevedono un ritorno al senso del sacro e all'adorazione, ma anche un recupero delle celebrazioni in latino nelle diocesi, almeno durante le principali solennità, così come la pubblicazione di messali bilingui - una richiesta, questa fatta a suo tempo da Paolo VI - con il testo latino a fronte.
Le proposte della Congregazione che Arinze ha portato al Papa, ottenendone l'approvazione, sono perfettamente in linea con l'idea più volte espressa da Jopseph Ratzinger quando ancora era cardinale, come attestano i brani inediti sulla liturgia anticipati ieri dal Giornale, che saranno pubblicati nel libro Davanti al Protagonista (Cantagalli), presentato in anteprima al Meeting di Rimini. Con un nota bene significativa: per l'attuazione della «riforma della riforma» ci vorranno molti anni. Il Papa è convinto che non serva a nulla fare passi affrettati, n´ calare semplicemente direttive dall'alto, con il rischio che poi rimangano lettera morta. Lo stile di Ratzinger è quello del confronto e soprattutto dell'esempio. Come dimostra il fatto che, da più di un anno, chiunque vada a fare la comunione dal Papa, si deve genuflettere sull'inginocchiatoio appositamente preparato dai cerimonieri.

Michel Upmann: BASTA CON L'OSTIA CONSACRATA IN MANO, NON E' LEGGE...

Michel Upmann: BASTA CON L'OSTIA CONSACRATA IN MANO, NON E' LEGGE...: Ratzinger riforma la messa Basta con l’ostia sulla mano. Usiamo la nostra parola, forziamo la mano e diciamo ai nostri sacerdoti "basta" co...

A proposito di Confessioni sacrileghe...IV puntata


Da Il settimanale di Padre Pio

di Don Leonardo M. Pompei
 
Il sacramento della Penitenza, oggi poco praticato, è spesso ricevuto in modo sacrilego, mancando le necessarie disposizioni e condizioni da parte del penitente, o reso invalido dalla noncuranza del confessore. Vediamo come non incorrere in tale pericolo.
Iniziando l’analisi dei peccati contro il Primo Comandamento abbiamo visto che l’uso sacrilego dei Sacramenti rappresenta, in assoluto, la forma più grave di offesa diretta a Dio e alla sua divina Maestà. Oltre che le Comunioni sacrileghe, purtroppo, oggi è quanto mai diffuso un altro gravissimo peccato: quello dell’uso sacrilego del sacramento della Confessione. Prima di addentrarci in questa nuova cancrena che affligge dal profondo i figli della Chiesa, è bene osservare che uno dei precetti generali della Chiesa obbliga i fedeli all’uso minimo di questi due importantissimi Sacramenti: la Confessione almeno una volta l’anno e la Comunione almeno a Pasqua. Per la verità il santo Curato d’Ars piangeva quando doveva rammentare ai suoi fedeli questo precetto, parendogli assurdo che la Chiesa dovesse imporre sub gravi una cosa tanto bella come la santa Comunione, che dovrebbe essere ricevuta (secondo le intenzioni di Chi l’ha istituita) preferibilmente ogni giorno. Tuttavia, il santo Parroco doveva amaramente costatare che è tale e tanta la stoltezza dell’uomo, che la Chiesa, come madre premurosa di un figlio discolo, ha dovuto imporre quel minimo assolutamente indispensabile per evitare di lasciare i suoi figli in stato di dannazione. Conseguentemente, non solo chi profana, ma anche chi omette almeno questa frequenza minima a questi Sacramenti, non è scusabile da colpa grave. Ecco perché la prima cosa da dire quando si entra in confessionale è da quanto tempo non ci si confessa e, qualora il penitente non lo faccia, il sacerdote è tenuto a interrogarlo in merito. Qualora, infatti, non ci si confessasse da dieci, quindici, trent’anni il confessore capirebbe subito che sul povero fedele gravano dieci, quindici, trenta peccati mortali.
Ora, la Santa Chiesa, nel Concilio tridentino (di cui è eco fedelissimo il grande dottore sant’Alfonso Maria de’ Liguori, patrono dei confessori e dei moralisti, a cui faremo ampio riferimento) ha insegnato che per ottenere il perdono di Dio dei peccati commessi dopo il Battesimo occorrono alcune condizioni, in mancanza delle quali la Confessione o è invalida o, peggio, è sacrilega. Anzitutto oggetto obbligatorio della Confessione sono tutti e singoli i peccati mortali di cui il penitente abbia coscienza, che siano stati commessi da quando si ha l’uso della ragione al momento in cui ci si sta confessando. Tali peccati vanno confessati per numero, specie e circostanze e si otterrà la misericordia di Dio solo se di essi si è realmente pentiti ovvero se: 1) si prova dolore per il peccato commesso (perfetto se originato dal fatto di aver offeso Dio o imperfetto se scaturisce dal timore dell’inferno e dei castighi dovuti per i peccati); 2) lo si detesta con tutto il cuore; 3) si ha il fermo, risoluto e deciso proposito di non commetterlo più.
Il confessore, durante l’amministrazione di questo Sacramento, svolge, come insegna sant’Alfonso, quattro funzioni; quella di padre, in quanto interprete della bontà e della misericordia di Dio; quella di maestro, in quanto deve aiutare il penitente nell’esaminare e nel formare la sua coscienza, formulando alcune domande qualora abbia motivo di ritenere che il penitente non sia in grado di discernere le colpe gravi (cosa che oggi accade spessissimo); quella di giudice, in quanto deve verificare se la Confessione è sincera e se il penitente sia pentito, cercando, in caso negativo, di stimolarne o provocarne il pentimento durante la Confessione stessa. In quanto giudice il sacerdote deve verificare se può o meno assolvere il penitente; ed in caso positivo impartire una soddisfazione sacramentale (o penitenza) che sia proporzionata al numero e alla gravità dei peccati; quella infine di medico, in quanto deve, con le opportune esortazioni, indicare al penitente le vie di futura preservazione dal male. Anche nel decidere il tipo di penitenza da imporre, il confessore deve ricordare che sta agendo come un medico dinanzi ad un malato che ha bisogno di terapie per guarire e per ristabilirsi in perfetta forma fisica.
Dinanzi a tale disciplina, vediamo ora quando la Confessione è sacrilega. Anzitutto quando il penitente non è pentito, cioè non prova dolore per quello che ha fatto, ma soprattutto non ha intenzione di smettere. È inutile, in questi casi, andarsi a cercare confessori dalla “manica larga” (oggi, purtroppo, molto diffusi), perché se anche il sacerdote osasse assolvere un fedele non pentito, commetterebbe peccato mortale e sarebbe responsabile di tutte le comunioni sacrileghe fatte dal penitente, erroneamente illuso di essere stato assolto.
Seguono le Confessioni incomplete per colpa del penitente, o perché si vergogna o ha paura di rivelare qualche peccato, oppure perché (cosa peggiore) rifiuta di riconoscere qualche peccato come mortale (pochissimi, per esempio, oggi accettano che mancare alla Messa domenicale o commettere atti impuri sia peccato mortale).
La Confessione viene invalidata in via successiva se il penitente omette di fare la penitenza sacramentale che gli è stata imposta dal confessore, che va adempiuta seriamente e scrupolosamente. Essa, infatti, è requisito essenziale della Confessione, tant’è vero che per larga parte del Primo Millennio l’assoluzione veniva concessa solo dopo aver adempiuto alla penitenza imposta.
L’esperienza pastorale insegna che quei (pochi) fedeli che si confessano spesso lo fanno assai male e che purtroppo non pochi ministri, atteggiandosi a fare i buoni, causano una vera e propria rovina d’innumerevoli anime.
A conclusione di questo spinoso tema mi permetto di dare alcuni consigli per evitare d’incorrere in spiacevoli e gravi inconvenienti: 1) pregare Dio che ci faccia trovare un buon confessore ed avere, di norma, un confessore fisso, di sana dottrina, di vita tendenzialmente santa e animato da santo zelo. I modelli di confessori sono tre: San Pio da Pietrelcina, il santo Curato d’Ars e sant’Alfonso M. de’ Liguori, tutti pieni di misericordia ma anche di severità, di dolcezza ma anche di fermezza; 2) far bene l’esame di coscienza e chiedere di persona al confessore di essere interrogati, qualora si pensi di non essere in grado di discernere le colpe gravi; 3) essere sommamente sinceri e curare di confessare bene i peccati per specie (non basta dire “ho commesso atti impuri”: un conto è l’adulterio, un conto l’omosessualità, un conto la pornografia, ecc.), per numero (non basta dire “ho mancato alla Messa”, ma bisogna specificare il numero e, qualora non lo si ricordi, dare un ordine di grandezza) e per circostanze (se un padre bestemmia davanti a un figlio deve specificarlo); 4) preparare la Confessione ricorrendo all’ausilio della Beata Vergine Immacolata e pregare per il confessore, perché abbia da Dio la luce e la grazia per aiutarci a troncare con il peccato, giacché, come diceva il santo Curato d’Ars, «se non c’è in noi un completo cambiamento, non abbiamo meritato l’assoluzione: e c’è da temere che il nostro sia solo un sacrilegio. Ah, se almeno ogni trenta assoluzioni ve ne fosse una valida, come si convertirebbe presto il mondo!».

Il culto dei nemici di Dio, occultismo... VI p.


Fonte: Il Settimanale di Padre Pio

di Don Leonardo M. Pompei
 
Nel rispetto del Primo Comandamento rientra anche il rifiuto di ogni forma di occultismo, quali sedute spiritiche, scritture e registrazioni automatiche, cartomanzia, negromanzia, pranoterapia, il ricorso a medium e maghi, e il culto dato al demonio attraverso il satanismo.
Tra le condotte direttamente e formalmente contrarie al Primo Comandamento, sono da annoverare tutte le forme di occultismo e di culto dato al demonio. Si tratta di peccati molto gravi perché attraverso essi, in maniera diretta o indiretta, non soltanto si nega a Dio il culto che gli è dovuto, ma ci si prostra in adorazione ai nemici di Dio e dell’umana salvezza, ovvero ai demoni.
In linea di massima il mondo dell’occulto abbraccia tutte quelle realtà la cui conoscenza, per volontà dell’Altissimo, è negata all’uomo e dinanzi a cui l’unico atteggiamento che l’uomo dovrebbe tenere, è quello dettato dall’umiltà e dalla fede, intese come assenza di curiosità, rinuncia a violare dei limiti umanamente invalicabili, accettazione serena di ciò che la fede dice su queste materie. Queste realtà, la cui conoscenza è inibita all’uomo, si riducono, fondamentalmente, alla vita oltre la morte e alla conoscenza del futuro.
Il Vangelo, nella parabola del ricco epulone, ci ricorda che tra il regno dei vivi e il regno dei morti è posto un limite invalicabile (cf Lc 16,19-31); esso fa da eco all’episodio di negromanzia in cui cadde l’empio re Saul narrato nel primo libro del profeta Samuele e che Dio condannò severamente per bocca di questi (cf 1Sam 28). Per ciò che concerne il futuro, basti quanto disse il Signore nell’imminenza della sua Ascensione, quando non volle soddisfare la domanda dei suoi Apostoli se fosse giunta l’ora della restaurazione del regno di Israele (cf At 1,4-9). Su queste realtà la Fede ci trasmette delle Verità semplici ed essenziali: coloro che muoiono si presentano immediatamente al cospetto di Dio per il Giudizio particolare, a cui segue l’immediata destinazione dell’anima in Paradiso, in Purgatorio o all’inferno, in attesa della risurrezione della carne.
Per ciò che concerne il futuro, come insegna anche san Tommaso d’Aquino, Dio solo ne ha la conoscenza certa e infallibile e con Lui soltanto coloro a cui Egli partecipa questa sua propria e particolarissima proprietà (i profeti e alcuni Santi). Ora, con le pratiche occulte l’uomo, rivolgendosi a presunti “maghi” (che in realtà sono sempre strumenti di satana, a meno che non siano cialtroni o ciarlatani), cerca di violare queste porte sigillate per avere la conoscenza di tali realtà. Ecco dunque il gravissimo peccato di negromanzia (“arte di interrogare i morti”), le sedute spiritiche (in cui si evocano i morti tramite dei medium) e le recenti (e purtroppo praticatissime anche dai fedeli) tecniche occulte della scrittura automatica (un medium comincia a scrivere, in trans, messaggi dati da un presunto defunto) o della registrazione automatica (attraverso un medium lo spirito evocato parla con la stessa voce della persona defunta).
Stando a ciò che insegnano gli esperti del settore, cioè gli esorcisti, i fedeli che si illudono attraverso queste pratiche di entrare in contatto con i morti, sappiano che in realtà entrano in contatto con i demoni e, oltre che offendere gravemente Dio, si espongono al pericolo grave e attuale di incorrere in mali di origine malefica (non esclusa la possessione diabolica). Solo Dio, in alcune circostanze, dà a qualche anima eletta il dono di entrare in contatto con le anime dei defunti oppure di conoscere particolari dell’altro mondo (si pensi alle esperienze mistiche di santa Faustina Kowalska o di santa Teresa d’Avila, che videro in visione l’inferno). Ma, in questo caso, sono doni liberamente dati da Dio per l’edificazione di tutti e non violenze o tentativi di “invasioni” operati dall’uomo che non si rassegna ad accontentarsi di quanto basta sapere attraverso la fede.
Per ciò che concerne la conoscenza del futuro, abbiamo i gravissimi peccati di chiromanzia (lettura del futuro attraverso i segni della mano), di cartomanzia (lettura del futuro attraverso le carte e i tarocchi) e, in generale, di magia (consultare un sedicente mago al fine di conoscere il futuro). Anche in questo caso chi viene consultato non è il mago ma il demonio e non c’è da stupirsi che a volte qualche predizione si avveri, perché il demonio, pur non conoscendo con certezza i futuri contingenti (cioè gli eventi che dipendono totalmente dalla libertà dell’uomo o dai “casi fortuiti”), essendo molto intelligente, è capace di prevedere (prevalentemente e a grandi linee) molti di essi.
L’occultismo è a volte usato come strumento per procurare qualche beneficio (cosiddetta magia bianca) oppure maleficio (cosiddetta magia nera). La pranoterapia, alcune forme particolari di ginnastica (quali per esempio yoga e Reiki) o altre pratiche volte a procurare qualche beneficio o togliere malefici (per esempio il malocchio) appartengono al primo genere.
Il ricorso a maghi per procurare malefici attraverso fatture, legature, malocchi, talismani, amuleti, ecc., configura le principali fattispecie di magia nera. Pur essendo queste ultime pratiche assai più gravi delle prime (perché mosse dall’odio verso qualche persona), gli esorcisti affermano che anche la cosiddetta magia bianca non si deve praticare, perché è sempre un ricorso alle forze demoniache, le quali concedono qualche apparente beneficio come “prezzo” dell’anima che si consegna a loro attraverso il ricorso all’occulto.
Infine, è oggi quanto mai diffuso il vero e proprio satanismo, ovvero il culto reso al demonio in odio a Dio o per ricevere da lui beni, ricchezze e piaceri della vita. Gli atti con cui si compie in modo diretto questo esecrabile delitto sono la consacrazione a satana (normalmente con un patto scritto col proprio sangue), la partecipazione agli atti di culto rivolti a satana (di cui il principale è la messa nera) e l’affiliazione ad una setta satanica.
Ci si rende tuttavia soggetti ai nefasti influssi dei nemici di Dio pure approvando eventi o cerimonie di chiara origine satanica o (peggio) partecipando ad essi, anche se non se ne è a conoscenza. A questo riguardo la stolta ed esecrabile celebrazione della festa di Halloween è uno (ma purtroppo non l’unico) dei chiari e lampanti esempi del grado a cui può giungere la stoltezza dell’uomo, che rinnegando Dio, consegna se stesso (ed anche la sua intelligenza e buon senso) in balia del mondo delle tenebre.

Primato di Dio



PDFStampaE-mail
Scritto da Gianpaolo BARRA   Editorialista de Il TIMONE - Fonte: Il Timone

Perché proviamo vivo dispiacere, talvolta perfino sgomento per certe notizie diffuse dai mass media? Perché valutiamo negativamente certi fatti che cadono sotto i nostri occhi tutti i giorni? Negativamente, è ovvio, secondo un giudizio che tiene conto del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa. Le ragioni sono diverse. Certamente, non ci sfugge il danno incalcolabile arrecato all’uomo quando questi si dimentica di Dio. Danno al quale s’aggiunge anche la beffa, ogniqualvolta la trasgressione della legge divina è promossa, perseguita e magnificata come conquista di civiltà.
Nel campo del progresso e della conquista di nuovi diritti siamo ormai abituati a vedere collocate cose che giudichiamo severamente: divorzio, aborto, manipolazioni della vita umana, eutanasia, fecondazione artificiale, omosessualità esibita, perversioni d’ogni genere (fa eccezione, per ora, la pedofilia) e qualcuno si spinge già – come spiega Sansonetti più avanti – a promuovere come conquista anche l’infanticidio. E lo sgomento s’accresce quando constatiamo quotidianamente quell’inarrestabile tendenza che vede la storia della Chiesa, la sua dottrina, la sua opera, la sua presenza essere minimizzate, ridicolizzate, banalizzate, quando non apertamente osteggiate.
Se poi consideriamo che anche in casa cattolica è ormai palese l’opera di chi – pastore, intellettuale o semplice fedele – “rema contro”, lo sconforto aumenta e pare senza misura. Tutto ciò rattrista, o almeno dovrebbe rattristare ogni cristiano. Ed è giusto che sia così. Purché sia chiaro che il primo, vero – e per il mondo incomprensibile – motivo di tanto dolersi è il fatto che l’uomo, usando male della libertà, offende il suo Creatore. Quel Dio che lo ama, custodisce, che lo riscatta con il sacrificio di suo Figlio e che gli ha preparato una dimora colma di gioia in Cielo. È lo schiaffo dato a Dio con il peccato la prima causa – che tutte le altre comprende e spiega – che dovrebbe generare umana tristezza nel cuore di ogni buon cristiano. Perché Dio viene prima di tutto.
È un primato, questo, dimenticato anche in casa nostra. Perciò risulta difficile per tanti di noi maturare piena e convinta consapevolezza che la vera soluzione ai mali del mondo – come va ripetendo papa Benedetto XVI – sta nel ritornare a Dio, nel tener conto della sua volontà e della sua legge quando si regola la vita dei singoli e della società. Darsi da fare per promuovere questo ritorno, quindi per una “nuova evangelizzazione”, è il compito del nostro Timone, che si sforza – con pochi mezzi a disposizione, purtroppo – di presentare la ragionevolezza del credere e difenderla dalle contestazioni.
Lo sconforto umanamente comprensibile, vista anche la sproporzione esistente tra i mezzi di cui dispone la Chiesa e quelli straordinariamente più potenti utilizzati dai suoi nemici, non deve, tuttavia, mai trasformarsi in disperazione. Se la battaglia è dura, se molti e ripetuti sforzi non sembrano dare i frutti sperati, se l’avanzata delle forze del Male sembra incontenibile, il cristiano sa che il vero Padrone del mondo, il vero Signore dell’universo, il vero Re di tutti i re è Colui che ha detto di sé stesso: «Io ho vinto il mondo». Alla fine, Lui – e solo Lui – sarà il vincitore.

Del dovere di stato… ovvero… La soggiacenza al mondo della nuova Chiesa conciliare



  Di Giacomo Fedele

Può la Chiesa soggiacere? Non può, per sua stessa natura.
La Chiesa non è di questo mondo e quindi nulla di questo mondo può veramente toccarla. Eppure la Chiesa, per la sua stessa destinazione, è in questo mondo e questo la pone nella necessità di vivere in relazione ad esso.
A seguito di Nostro Signore essa svolge la funzione di ricondurre il mondo a Dio attraverso la riconduzione a Dio di ogni uomo; il suo compito non è salvare il mondo, né tampoco tutti gli uomini, quanto condurre alla salvezza ogni uomo che abbandona la via dell’errore e si incammina sulla via della verità. Per far questo la Chiesa si prodiga per la santificazione di tutti gli uomini che si conducono secondo la retta volontà, offrendo loro i sacramenti e la grazia che essi veicolano, e assolve questa sua funzione all’interno del mondo, ma indipendentemente dal mondo, anzi, nonostante il mondo.
Se il mondo e se gli uomini si conducono verso la perdizione eterna, la Chiesa non può far niente per rimediarvi, come non può far niente per impedire che ogni singolo uomo che si vuol perdere, si perda.

Pur agendo indipendentemente dal mondo, la Chiesa, per il fatto stesso di essere nel mondo, tiene sempre conto dello stato del mondo e dell’uomo, con un’aderenza e una consapevolezza derivate dal fatto che essa cammina con le gambe degli uomini, e degli uomini che vivono nel mondo in un certo tempo e in un dato spazio.
Così che la Chiesa non è avulsa dal mondo e vive le stesse tribolazioni del mondo, così come esse si presentano in base allo svolgimento del piano della Divina Provvidenza. Ed è questo stesso piano della Divina Provvidenza che porta ogni uomo che si è posto sulla via della verità, ogni singolo fedele, chierico o laico che sia, a svolgere uno specifico ruolo all’interno di questa Chiesa, ruolo che egli svolge compiendo il proprio dovere di stato, che non è un dovere ideale valido per ogni uomo, ma il dovere specifico di ognuno: il dovere di uomo o di donna, di genitore o di figlio, di persona pubblica o privata, di consacrato o di ordinato.
Dal semplice fedele al Papa, ognuno deve compiere il proprio dovere di stato usando i talenti che il Signore gli ha assegnato.

Ora, il primo dovere di stato, comune a tutti, è quello della creatura nei confronti del Creatore, dell’uomo nei confronti di Dio, così che nessuno può anteporre il dovere verso altro, al dovere nei confronti di Dio; anzi, il proprio specifico dovere, per poter essere assolto realmente e debitamente, deve prima soddisfare al dovere nei confronti di Dio. Il dovere di stato di ogni uomo, in tutta la sua specificità, si misura sempre in relazione al dovere nei confronti di Dio, che è il fondamento per l’assolvimento di tutti gli altri specifici doveri.

La diversità dei talenti genera oneri minori o maggiori, da cui deriva una gerarchia intrinseca ed estrinseca dei doveri di stato. Uno è il dovere del padre, altro è il dovere del figlio, uno è il dovere verso il prossimo, altro è il dovere verso il padre, uno è il dovere verso la società, altro è il dovere verso la propria famiglia.In un continuo crescendo: uno è il dovere del semplice fedele, altro è il dovere del Pastore, uno è il dovere verso il peccatore, altro è il dovere verso il fratello.
Da ciò deriva che il dovere di stato del chierico è più esigente di quello del laico, il dovere di stato del Pastore è più esigente di quello del chierico. Se un laico viene meno al suo dovere di stato, possono derivarne conseguenze per il suo prossimo, familiari e amici; se ad esso viene meno un chierico, possono derivarne conseguenze per intere famiglie o comunità; se viene meno un Pastore, possono derivarne conseguenze per l’intera società.

Orbene, da più di 40 anni, tanti Pastori continuano a fare mostra di preoccuparsi più del giudizio del mondo che del giudizio di Dio, così che vengono meno al loro dovere di stato per assolvere al dovere pubblico moderno di apparire “al passo con i tempi”. Come se la loro vocazione e la loro funzione fossero il frutto di una convenzione condominiale e non di una chiamata di Dio.
Tanti si ricorderanno di certi funerali pubblici, in pompa magna, con risonanza mondiale, officiati, per esempio, nel duomo di Milano, qualche anno fa, a favore di un noto pubblico peccatore, oppure della Comunione data in una chiesa gremita a Bari ad un altro pubblico peccatore, oppure dei funerali officiati al cospetto del mondo a L’Aquila il Venerdì Santo, oppure dell’ultimo funerale in Cattedrale a Bologna, sempre di un pubblico peccatore, tutti attuati direttamente o indirettamente da cardinali di Santa Romana Chiesa; ai quali si è aggiunto ultimamente un altro “eminente cardinale” che ha voluto un pubblico peccatore nel consiglio pastorale di una parrocchia, forse per insegnare ai giovani cattolici un nuovo catechismo, fondato sull’elogio del peccato mortale.

Uno scandalo!? Ancora più grave… un disastro!

Uno scandalo e un disastro che sono la punta dell’iceberg della colossale crisi in cui da 45 anni si dibatte la Chiesa, a partire dal Vaticano II. Il dovere di stato dei Pastori che viene meno di fronte all’esigenza di non dispiacere al mondo, di far piacere al mondo. Il dovere dei Pastori di aiutare i fedeli a salvare la propria anima, che cede il posto all’esigenza di far piacere a certi fedeli che hanno deliberatamente e pubblicamente abbandonato la via della verità, con la conseguenza nefasta di confondere tutti quei fedeli che persistono sulla retta via e di insegnare loro che la Chiesa considera i pubblici peccatori allo stesso modo che i buoni padri di famiglia.

Ora, se questo è l’atteggiamento pubblico della gerarchia attuale, come si fa a rendere credibile, per esempio, la lotta alla pedofilia o la condanna delle unioni omosessuali con relativo corollario adozionista?
Se un omosessuale che vive pubblicamente more uxorio la sua scelta peccaminosa, viene ricevuto in pompa magna in chiesa, come si può poi sostenere che il matrimonio tra omosessuali è contrario alla fede?
Il fedele comune che ha visto officiare il funerale ad un omosessuale, con tanto di partecipazione all’ambone dell’altro soggetto, o che si ritrova come responsabile parrocchiale un omosessuale con tanto di certificato di matrimonio (laico) con un altro “uomo”, cosa penserà mai dell’insegnamento dei suoi Pastori, dal prete al Papa? 
Come finirà col considerare tutti gli altri insegnamenti che gli vengono dalla Chiesa?
Lungo quale strada e con quale esempio potrà sforzarsi di realizzare la sua santificazione in vista della vita eterna?

Quando i Pastori vengono meno al loro dovere di stato è perché sono scivolati lungo una china che allontana da Dio e porta all’abisso, e lungo questa china, come in una valanga, il movimento discendente trascina con sé tutto ciò che incontra. Nel caso in specie, il venir meno dei Pastori trascina nell’abisso un numero enorme di anime. Nulla, nemmeno il comportamento deviato dei Pastori potrà condizionare la misericordia di Dio, e se i fedeli vengono indotti in errore dal comportamento dei Pastori, il loro errore diventa personale e la misericordia di Dio non annulla le colpe personali. La misericordia di Dio perdona i peccati dei quali ci si pente, non i peccati che si commettono distrattamente perché indotti da altri… anche se questi altri sono ammantati dalla funzione pastorale, che credono possa loro valere da giustificazione… perché sta scritto: «se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate;ma della morte di lui domanderò conto a te» (Ezechiele, 3, 20).

Si continua a sentire la domanda: dove andremo a finire?
Dio solo lo sa.
Ciò che sappiamo è che oggi più di ieri è indispensabile che noi si rimanga fermi agli insegnamenti di sempre della Chiesa Cattolica, respingendo ogni suggestione moderna, soprattutto se giunge dagli attuali uomini di Chiesa, e che ci si attenga al compimento del nostro dovere di stato, usando al meglio i talenti che il Signore ha voluto assegnarci.
Questo è quanto possiamo umanamente fare, questo è quanto dobbiamo fare. Al resto penserà la giustizia divina, col concorso delle nostre preghiere: per la nostra illuminazione personale e per il rinsavimento degli uomini di Chiesa in preda alle suggestioni del demonio.

I frutti della laicità buona: dalla distruzione della lingua alla distruzione della società










Di Giovanni Servodio

Lo spunto ci è dato da uno dei tanti pronunciamenti cosiddetti “normativi” emessi dai diversi organismi “giudicanti” europei. In questo caso si tratta della Cassazione italiana: coloro che contraggono un matrimonio omosessuale in uno dei paesi europei, devono veder riconosciuti anche in Italia i reciproci diritti così acquisiti.
Una grande novità? Nient’affatto. La semplice applicazione di una norma già in vigore. Dove sta allora la presunta novità, così ampiamente sottolineata dai mezzi di comunicazione di massa? Semplicemente nel fatto che l’oggetto del contendere è il cosiddetto “matrimonio omosessuale”.

Incominciamo quindi da qui.

Il termine “matrimonio” è derivato, in tutta evidenza, dal sostantivo “mater”, madre, e sta ad indicare il contesto nel quale trovano pieno riconoscimento le prerogative proprie della donna, della madre. In senso lato, il termine indica la condizione formale, lo stato sociale che permette al meglio l’esercizio di tali prerogative.
In definitiva, il matrimonio è sempre stato lo strumento che permette alla donna di realizzare in condizioni ottimali le sue prerogative esclusive di donna e di madre. Come dire che il matrimonio è lo strumento sociale ottimale che permette alla donna di compiere la sua funzione naturale e sociale di procreare, realizzando così al meglio il suo stesso essere.

Si continuano a fare mille distinguo circa la funzione reale del matrimonio, criticando, per esempio, l’antica concezione cattolica che dichiarava chiaramente che lo scopo principale del matrimonio è la procreazione. Concezione che finanche la Chiesa moderna si rifiuta di riprendere in toto.
Eppure, il termine è lì: semplice, chiaro, scontato: il matrimonio è la condizione sociale perché la donna faccia al meglio la madre; lo strumento che esalta la funzione della donna e le assicura ogni protezione e ogni riconoscimento.

Se poi, com’è accaduto, subentra una nuova concezione in base alla quale la funzione della donna sarebbe principalmente quella di fare l’uomo, è ovvio che il termine matrimonio va cambiato e, in attesa che se ne inventi un nuovo, si deve far sì che esso perda il suo significato.  
Mentre per millenni il matrimonio è stato una prerogativa della donna, direttamente legato alla sua funzione distintiva, unica ed essenziale, ecco che modernamente esso diventa uno strumento sociale che considera i due contraenti alla pari, come se l’uomo potesse procreare o la donna potesse inseminare. 

Una burla?
No, una sovversione!

Attraverso la quale, corrompendo il termine nel suo significato, si corrompe la funzione che esso esprime. Il matrimonio è distrutto, esso non serve più a sancire un quadro sociale e ordinato all’interno del quale si realizza il destino naturale della donna: la procreazione, la perpetuazione della specie, la continuazione del mondo, base imprescindibile per ogni tipo di organizzazione sociale umana. Esso diventa un luogo sociale ove i figli, la loro educazione, la loro crescita, lo stesso futuro dell’umanità sono solo un accessorio. E non rimanendo più che il mero rapporto tra una donna e un uomo, rapporto che può stabilirsi comunque indipendentemente dal matrimonio, ecco che questo non serve più a niente.
È curioso che questa deviazione che porta all’avvilimento del ruolo essenziale della donna si sia sviluppata parallelamente a quella che si è abusato chiamare “emancipazione femminile”. È curioso, ma ampiamente istruttivo, poiché il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

Se due donne o due uomini decidono, stranamente e innaturalmente, di convivere facendo finta di appartenere ai due sessi diversi, ecco che s’inventa la grande sciocchezza del reciproco amore, in grado, secondo la sovversiva concezione moderna, di giustificare qualsiasi cosa, soprattutto la più innaturale.
Da che mondo è mondo, gli uomini e le donne si sono sempre amati in mille modi diversi, ma in condizioni normali e ordinate non hanno mai neanche solo pensato di stabilire, a casaccio o a piacimento, dei rapporti innaturali.
L’amore di un uomo per un altro uomo, o di una donna per un’altra donna, si è sempre espresso in tanti modi diversi, dall’amicizia alla dedizione, fino al sacrificio, ma non per questo si deve stabilire tra loro un rapporto di convivenza esclusiva basato sull’innaturale connubio sessuale.
Da sempre, quando questo è accaduto, c’è stata la consapevolezza che si trattava di una deviazione, di un vizio, di un’anomalia, e in maniera seria e responsabile si faceva di tutto per vivere questa anomalia in maniera corrispondente.
Se una persona nasce storpia, la dignità personale e il senso di sé la portano a comportarsi di conseguenza, mai offrendosi alla considerazione del mondo come fosse normale, come “non” fosse storpia. Se lo facesse dimostrerebbe, stoltamente, di godere di questa anomalia, di avere sovvertito la sua percezione della realtà. Mai si era giunti allo stato di aberrazione moderna in base al quale è obbligatorio, per legge, considerare normale una anormalità.
Solo la concezione deviata dell’amore, nata negli ultimi tempi, può permettere di far passare l’idea che un connubio innaturale possa fondarsi sull’amore e per questo essere giustificato.

Un altro luogo comune ormai affermato pretende che il connubio innaturale tra due uomini o due donne si fondi sulla libertà personale.Così che una persona o due possano scegliere liberamente di vivere la vita sociale che più loro aggrada, soprattutto in termini di scelta sessuale.
Solo la dissociazione mentale moderna ha potuto permettere che un’assurdità simile prendesse piede e si affermasse anche a livello legislativo.
Ma dove s’è visto mai che una persona possa scegliere di essere e di vivere come meglio crede? In quale settore della vita sociale vige una tale impossibilità? In quale angolo del mondo? Se non nelle fantasie malate dei moderni che s’illudono che basti pensare una cosa e poi dirla ed ecco che essa diventa una realtà. 
L’unica realtà possibile, in questo modo, è una realtà malata, una fissazione patologica scambiata per realtà vera.

Eppure questa sciocchezza è diventata uno slogan sulla bocca di tanti.
Non ci si accorge che lungo una tale china s’incontreranno i più aberranti comportamenti desiderosi di essere riconosciuti come normali. Cosa che peraltro sta già accadendo, basta pensare all’infanticidio, oggi chiamato: interruzione volontaria della gravidanza.
Si dice che la libertà personale vada legittimamente tutelata fintanto che non leda la libertà altrui, ma nel caso dell’aborto, per esempio, l’uccisione dell’“altrui”, il bambino, diventa semplicemente insignificante di fronte alle scelte personali della donna, che in questo caso è davvero aberrante chiamare “madre”.D’altronde, e anche questo sta già accadendo nella modernissima, evoluta e laicissima nuova Europa, se un adulto induce un ragazzino ad un rapporto innaturale e osceno, viene accusato di pedofilia, tranne che il ragazzino non sia consenziente, cioè non eserciti anche lui la sua libertà, sia pure immatura e incosciente, divenuta matura e cosciente per legge.
Tutto questo non è esercizio del libero arbitrio, ma esercizio del libero abuso: abuso di se stessi e degli altri.

La libertà vera è quella che si esercita sotto l’ombrello delle leggi di Dio, è la libertà dei figli di Dio che in tanto sono liberi in quanto sottostanno alle leggi stabilite dal Creatore. Ogni altra libertà individuale al di fuori di quest’ultima si chiama semplicemente licenza, licenza rispetto alla vera natura umana e licenza rispetto all’ordine naturale stabilito da Dio per la conduzione ottimale dell’esistenza terrena. Si chiama autodistruzione, aberrazione, ed è funzionale solo al piano di sovversione e di capovolgimento del reale voluto e costantemente perseguito dal demonio per la rovina dell’uomo in terra in vista della sua perdizione in cielo.

Un altro luogo comune anch’esso affermatosi nei tempi moderni è quello della dignità della persona, che andrebbe preservata per il semplice fatto dell’esistenza della persona stessa. Tale che se una persona è abominevole, si deve fare in modo da condannare l’abominio, ma senza mai ledere la dignità di chi lo compie.
Una tale impossibilità è stata suggerita come possibile dalla perniciosa suggestione del demonio che in questo mondo moderno lavora quasi indisturbato. Il suo colpo da maestro consiste nell’aver adottato una nuova terminologia, così che anche l’assurdo potesse trovare legittimità agli occhi dell’uomo purché ribattezzato: “laicità”.
Laicità che si opporrebbe a confessionalità, perché è risaputo, dice il demonio, che la confessionalità è roba da bigotti limitati, mentre la laicità è roba da uomini liberi da ogni costrizione esteriore. L’uomo è l’uomo, indipendentemente da ogni riferimento che non sia se stesso: come dire che l’uomo è l’uomo indipendentemente dal fatto che l’abbia messo al mondo sua madre. L’uomo è l’uomo indipendentemente dal fatto che è creato da Dio. L’uomo è l’uomo indipendentemente dal fatto, del tutto insignificante, che non può farsi da sé.Tant’è vero che questo stesso uomo sradicato, e orgoglioso di questo sradicamento, si è inventata l’illusione della procreazione artificiale, per poter dire a se stesso che può farsi da sé, non solo senza l’intervento di Dio, ma perfino senza l’intervento di una “madre”: basta un laboratorio e una provetta.

Illusione generata dalla suggestione demoniaca, poiché qualunque “persona” sana di mente capisce che perfino l’espediente della scopiazzatura artificiale del processo procreativo naturale sarebbe nulla senza il persistere dell’azione di Dio che in questo caso si esercita per vie traverse, a conferma del vecchio detto che: Dio scrive diritto sulle righe storte.

Questi velocissimi richiami aiutano a tratteggiare la complessiva condizione moderna dell’uomo e dell’umanità, che è ormai prossima al disfacimento, tanto più definitivo e devastante per quanto più si ammanta di consolatorie denominazioni come quella corrente della “sana laicità”.
Una condizione che fino a qualche decennio fa trovava un qualche correttivo nell’insegnamento e nella predicazione della Chiesa, che ricordava come il misconoscimento della legge naturale e il rifiuto delle leggi di Dio e della sua Chiesa conducono l’uomo alla rovina in terra e alla perdizione in Cielo.

Fino a qualche decennio fa, perché…  negli ultimi decenni la Chiesa, ad opera dei moderni uomini di Chiesa, pur continuando a parlare di legge naturale e di leggi di Dio, ha fatto proprie e praticato le stesse suggestioni imperanti nel mondo: dalla deviante concezione dell’amore umano che tutto giustifica, all’elogio dell’indiscriminata libertà individuale, all’esaltazione della dignità dell’uomo in quanto uomo. Sottacendo la dipendenza della libertà dalla verità e dalla sottomissione alle leggi Dio, l’importanza della conquista della dignità in seguito al rigetto del peccato originale e dei suoi derivati, la primaria pratica dell’amore per Dio, il solo da cui discende l’amore per gli uomini.

Il tutto fondato, non su isolati ed episodici interventi di questo o di quel Pastore sconsiderato, ma su una pletora di documenti pastorali tutti derivati dagli insegnamenti dottrinali prodotti dal Concilio Vaticano II.

Gli uomini di Chiesa hanno perso la testa?

Non tanto! Si sono per lo più stancati: era troppo difficile continuare a resistere alle suggestioni e alle lusinghe del mondo e del Principe di questo mondo, mentre è tanto più facile, più comodo, più appagante in termini meramente umani, adattarsi a tali suggestioni e compiacersi di tali lusinghe, magari, come uomini di Chiesa, individuando giustificazioni e punti d’appoggio in seno all’immenso patrimonio sapienziale della Chiesa, il quale, nella sua espressione in termini umani, permette di cogliere qua e là ogni sorta di apparente coerenza: basta operare le opportune estrapolazioni.

Chiunque abbia letto i documenti del Concilio Vaticano II ha potuto rendersi conto di quanto questo fosse possibile e di come sia stato realizzato dagli estensori di tali documenti; prelati, certo, ma soprattutto esperti nella manipolazione linguistica, da quegli uomini moderni che erano… e sono.

Che il Signore abbia pietà delle loro e delle nostre anime, magari porgendo l’orecchio alle nostre preghiere perché si degni di salvare la Chiesa dalle conseguenze degli errori degli uomini di Chiesa.

Christe, áudi nos! Christe, exáudi nos!



giovedì 12 aprile 2012

Vade Retro: La crisi economia avvantaggia il mondo dell'occulto

"Vade Retro" risponde: padre Gabriele Amorth e Paolo Rodari

TV2000 "Vade Retro" - Don Marcello Stanzione parla degli Angeli e diavoli

Vade Retro: Io, infiltrato in una setta

" Vade Retro": il Diavolo - risponde, Fr. Raniero Cantalamessa ofmcap

VOGLIAMO COSTANZA MIRIANO COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA




VOGLIAMO COSTANZA MIRIANO COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Napolitano propone una donna per il Quirinale: c'è chi dice Emma Bonino... ma chi rappresenta Emma Bonino? Quasi nessuno la vota nonostante la grande visibilità sui media...
di Marco Mancini e Marco Piazza
Ancora Napolitano. L'inquilino del Quirinale, dopo aver propiziato in piena eteronomia nazionale la nascita del governo Monti, ha pensato finalmente a quando si ritirerà a vita privata (bontà sua...), non senza esprimere però un ultimo auspicio riguardo la successione (termine che non si usava forse durante il tenebroso feudalesimo?): sia la volta di una donna! Ne è sorto ovviamente un grande polverone mediatico, con improvvisati sondaggi on-line e la ricomparsa del nome di Emma Bonino, come già nel 1999, tra le favorite a salire sul Colle più alto, sostituendo l'ex-comunista Giorgio ma rimanendo in continuità con alcune sue preoccupanti posizioni in campo bioetico (leggasi vicenda Eluana Englaro). L'ineffabile Roberto Saviano non si è lasciato scappare l'opportunità di mettersi ancora una volta in pessima luce, rilanciando sul suo profilo FB la candidatura della storica leader radicale: anche lui, paladino dell'eutanasia con l'amico Fabio Fazio, non poteva non partecipare all'investitura della Nostra.
Il tutto ci lascia contrariati per due ordini di ragioni, di metodo e soprattutto di merito. In primo luogo, desta molte perplessità il fatto che il dibattito sulla figura che dovrebbe andare a ricoprire la prima carica dello Stato verta, almeno in queste prime battute, sul genere (e già parlare di genere è alquanto contrario a certa sana antropologia naturale, che individua due sessi, non n generi). Sul genere, dunque, e non sulla capacità dei candidati di essere realmente rappresentativi delle sensibilità più diffuse all'interno della società italiana, o di essere realmente garanti non solo degli equilibri costituzionali, ma anche dell'interesse nazionale. Ancora una volta non c'è progettualità politica, nessun confronto tra opzioni degne di essere considerate tali: c'è solo l'ideologia del politicamente corretto trasformata in luogo comune collettivo (il radicalismo di massa profetizzato dal compianto filosofo Del Noce), secondo il procedimento in cui eccellono i personaggi alla Luciana Littizzetto.
Questioni di metodo democratico (che valgono anche loro quel poco che valgono) a parte, la seconda obiezione è relativa al merito del personaggio considerato. Chi rappresenta Emma Bonino (voi vi chiederete anche chi rappresenta Giorgio Napolitano)? Non certo i cittadini italiani, a giudicare dalle pessime performance elettorali dei Radicali, per quanto i media si sforzino di pubblicizzare la sua immagine, garantendone una certa artefatta popolarità. Ma soprattutto, Emma Bonino è stata una delle più importanti sacerdotesse della "cultura (e religione) della morte" di cui aveva parlato per primo Giovanni Paolo II: divorzio, eutanasia, clonazione umana, omosessualismo, aborto. Non vogliamo dimenticare che fu Emma Bonino a fondare insieme alla famigerata Adele Faccio il CISA (Centro informazione sterilità aborto) e a praticare decine, centinaia, migliaia di aborti clandestini, con l'aiuto di una pompa da bicicletta. Che ora si voglia riproporre questa Liberatrice come l'(ennesimo) statista che la Provvidenza ci ha fatto incontrare per la salvezza mondana, è veramente troppo (comico). Non nobis Domine, non nobis! La Bonino al Quirinale non sarebbe altro che l'ennesimo vulnus inferto ad un Paese che a fatica si ostina a rappresentare l'"eccezione" nel mare del pensiero unico anti-umano vigente in buona parte dell'Occidente scristianizzato.
In ogni caso, se toto-Colle al femminile deve essere, partecipiamo anche noi. Costituzione permettendo, proponiamo il nome di una Donna Maiuscola, Madre feconda, Lavoratrice instancabile entro e oltre il focolare, Sposa felice e, dulcis in fundo, buona Cattolica: Costanza Miriano. Lei certamente rappresenterebbe molte donne (la maggioranza silenziosa), e personalmente rappresenta anche noi. La sua clonazione è l'unica posizione radicale che potremmo sostenere. Parta dunque la campagna elettorale: vogliamo Costanza Miriano al Quirinale!
 
Fonte: Campari e de Maistre, 28/03/2012

IL PROSSIMO LIBRO DI COSTANZA MIRIANO: ''VOI MARITI SIATE PRONTI A MORIRE PER LE VOSTRE MOGLI, COME CRISTO HA DATO LA VITA PER LA CHIESA''







IL PROSSIMO LIBRO DI COSTANZA MIRIANO: ''VOI MARITI SIATE PRONTI A MORIRE PER LE VOSTRE MOGLI, COME CRISTO HA DATO LA VITA PER LA CHIESA''
La donna tende al controllo, l'uomo all'egoismo: e allora bisogna ricordare all'uomo qual è la sua chiamata, quella all'eroismo
di Isabel Molina
Questa intervista a Costanza pubblicata sul settimanale spagnolo Misiòn (una sorta di Famiglia Cristiana ispanica)  e ripubblicato anche online  sul sito Religiòn en Libertad, ha avuto per  giorni  il più alto  numero di letture e di commenti (con discussioni anche piuttosto animate). Abbiamo pensato di proporvelo in italiano.
CHE COSA TI HA ISPIRATO QUESTO LIBRO?
In realtà il libro è nato un po' per caso. Stavo trascorrendo ore e ore al telefono per convincere una mia amica a sposarsi. E' capitato che ne parlassi con un collega. Gli ho spiegato che secondo me spesso era il fidanzato ad avere ragione, che le pretese della mia amica erano irragionevoli, che vedevo per loro una felicità che non si decidevano a cogliere per una serie di idee strampalate, quelle che abbiamo un po' tutti sull'amore e sul matrimonio. Ricordavo anche spesso alla mia amica che è importante che una donna sia accogliente, dolce, capace di mediare, di mettere in relazione, di unire più che di dividere. Queste tesi sono piaciute molto al mio amico, che mi ha messa in contatto con la casa editrice. Avevo dunque trovato un editore prima ancora di avere scritto un solo capitolo, e così mi è sembrato che fosse chiaramente un disegno della Provvidenza che io scrivessi questo libro. Vedo intorno a me tanta infelicità, e molta di essa è evitabile. C'è un'idea assurda del matrimonio in giro, soprattutto adesso che le donne, nella loro in certi casi giusta battaglia di emancipazione, hanno perso anche un po' della loro identità profonda, del loro "genio femminile", come lo chiamava Wojtyla nella Mulieris dignitatem.
COSA PENSA TUO MARITO DI QUELLO CHE HAI SCRITTO?
Pensa: "Oh, come sarebbe bello se tu fossi davvero così!" No, scherzo... Lui è stato il mio primo lettore, il più severo quanto allo stile (spesso mi aiuta ad essere più efficace, a trovare le parole giuste), ma il più entusiasta quanto ai contenuti. Mi ha incoraggiata, e continua a farlo, vuole che scriva ancora. Inoltre si occupa lui del mio blog, che ha già avuto oltre 700mila contatti, ed è stato invitato anche al Vatican Meeting per i bloggers.
SOTTOMISSIONE È UNA PAROLA UN PO' SCIOCCANTE PER LE DONNE DI OGGI... PERCHÉ SUGGERISCI ALLE DONNE DI SOTTOMETTERSI? CHE INTENDI ESATTAMENTE?
Non sono mica io a scegliere questa parola! E' san Paolo, nella lettera agli Efesini. La parola sembra offensiva, a noi donne di oggi, perché non sappiamo uscire dalla logica del dominio e della sopraffazione, che spesso vige in molte coppie. Ma in una logica di servizio reciproco, sottomissione indica solo lo specifico tipo di servizio al quale è chiamata la donna. Mentre l'uomo, chiamato anche lui a servire, in modo diverso, deve essere "pronto a morire per la sposa come Cristo per la Chiesa". Dunque non è che all'uomo vada molto meglio... San Paolo ce lo ricorda perché noi donne tendenzialmente vorremmo controllare tutto, mettere sempre la nostra impronta, dire l'ultima parola, manovrare le persone, magari non direttamente o apertamente, ma da dietro, in modo non scoperto. Invece essere sottomesse significa letteralmente stare sotto, cioè sostenere tutti i membri della famiglia, sorreggere, accompagnare i più deboli. Questa è una qualità peculiarmente femminile, e nessuna rivoluzione femminista potrà mai farci dimenticare che questo è il nostro vero talento. Potremo lavorare e avere sempre maggiori successi, ma la cosa che sappiamo fare meglio, e quella che davvero risponde ai nostri più profondi desideri del nostro cuore, è mettere noi e gli altri in relazione. L'amore della donna è più oblativo, quello dell'uomo più deciso e portato ad "uscire fuori" mentre la donna accoglie (il rapporto fisico è figura di quello spirituale). Uomini e donne di oggi devono riappropriarsi del loro specifico talento, complementare l'uno all'altro.
IN POCHE PAROLE, CHE SIGNIFICA ESSERE UNA BUONA MOGLIE?
Wow, che domanda difficile! E in poche parole, poi... Be' credo che una parte della risposta cambi per ogni coppia, io dovrei per esempio smettere di dare pareri non richiesti su argomenti che non conosco, è la mia specialità. In generale penso che una sposa debba essere accogliente, dolce, paziente. Deve partire da un pregiudizio positivo sul proprio marito, e quindi accogliere come buono per principio tutto quello che viene da lui. Il nostro modello deve essere la Madonna della medaglia miracolosa, con le mani e le braccia aperte per accogliere quello che viene, e sotto il piede il serpente, che è la nostra lingua, sempre pronta a criticare, a trovare quello che non va, a sottolineare quello che manca. Una buona moglie poi cerca di rimandare il momento del confronto: non discute quando vede qualcosa che non va, ma lascia decantare le emozioni, schiarirsi la vista dell'intelletto, e trovare, se una critica è da fare, il momento più giusto, quello dell'intimità. Mai e poi mai, infine, contraddice il padre davanti ai figli.
QUALE SAREBBE IL PRIMO CONSIGLIO CHE DARESTI A UNA GIOVANE DONNA CHE SOGNI UN MATRIMONIO PIÙ APPAGANTE E SODDISFACENTE?
Le donne giovani vanno più spesso incontro a delusioni, perché a differenza che nel passato oggi abbiamo pretese altissime nei confronti del matrimonio. Nel passato serviva a trovare una sistemazione, oggi dal matrimonio vogliamo la felicità, ed è giusto e bello che sia così. Solo che bisogna accettare i limiti nostri e dell'altro, sapere che ci deluderemo in alcune cose, ci faremo arrabbiare in altre, e poi, è chiaro, ci stupiremo in altre ancora. L'amore non è un sentimento, è una decisione. Aderiamo liberamente e con tutta la nostra volontà alla scelta di una persona sola, per tutta la vita. Allora sappiamo che il sentiero sarà tortuoso, ci saranno delle salite, e dei momenti in cui la strada sembrerà tutta dritta e apparentemente noiosa. Ma bisogna allenare gli occhi a vedere le meraviglie nascoste nel quotidiano, a scoprire che dopo una salita si apre una vallata di una bellezza inimmaginabile, che chi passa da una storia all'altra, chi non ha il coraggio di fare la salita, non si sogna neanche.
TI SUCCEDE A VOLTE DI ARRABBIARTI CON TUO MARITO? E SE SUCCEDE, COME VI RICONCILIATE?
Certo che succede! Anche se non spesso, perché io sono piuttosto paziente, e difficilmente mi arrabbio proprio. In più mio marito è davvero buono. Ma se non sono d'accordo, come ho detto, cerco di rimandare il momento di dirgli perché non la penso come lui. Faccio sbollire l'arrabbiatura, mi chiarisco le idee, e il più delle volte mi accorgo che aveva ragione lui. Inoltre ho i miei piccoli sfoghi: prima di tutto c'è la preghiera, il rosario. Poi c'è la corsa, la mia grande passione (sono una maratoneta): dopo una bella sudata non mi ricordo neanche perché ero preoccupata. Infine ci sono le amiche: con loro posso lamentarmi, sfogarmi, essere lagnosa, querula, noiosa, insopportabile. Un uomo se gli poni un problema cerca di risolverlo, invece un'amica dice esattamente quello che vuoi sentirti dire: che sei una donna meravigliosa e che davvero reggi il mondo intero sulle spalle. Che lo fai magnificamente, e che fra l'altro quel nuovo taglio ti dona moltissimo, e forse sei anche un po' dimagrita.
QUAL È LA SFIDA PRINCIPALE CHE IL MATRIMONIO RAPPRESENTA PER LE COPPIE, OGGI?
Tutta la società spinge in moltissimi modi contro la famiglia. Dio è scomparso dall'orizzonte, e senza Dio, che con la forza del sacramento e con la grazia rinnovata ogni volta che glielo chiediamo nella preghiera, è impossibile pensare a qualcosa che sia per sempre, in questa società liquida e relativista. Prima le tradizioni e le convenzioni, le consuetudini forse costringevano anche le persone, ma le tenevano salde. L'idea di essere infedeli, di seguire istinti, emozioni, di essere liberi da vincoli è fortissima: è diffusa, la si respira nell'aria. Inoltre non ci sono aiuti per le famiglie numerose, di nessun tipo, né facilitazioni per conciliare famiglia e lavoro, o magari permettere alle mamme di stare a casa, con congrui contributi economici. Tutto congiura contro la famiglia, e solo la Chiesa davvero ci difende, fa una battaglia culturale per noi. Altrimenti l'idea che passa è che le famiglie felici sono solo quelle allargate, magari con omosessuali, risposati, separati, figli di altri letti. Quelle cosiddette libere, mentre la vera libertà è solo quella che dà la Verità, cioè Gesù Cristo.
CHE IMPATTO STAI AVENDO SULLE DONNE CATTOLICHE ITALIANE? PENSI DI AVERLE INDOTTE A GUARDARE IL MATRIMONIO IN MODO DIVERSO?
Mamma mia, che impressione!! Non so se davvero sto cambiando così tanto le cose, ma se devo dire la verità ho ricevuto tantissime lettere di donne che mi hanno detto che le ho aiutate a modificare il loro modo di vivere il matrimonio. Molte, anche tra quelle che ho incontrato alle presentazioni in giro per tutta Italia (ho ricevuto centinaia di inviti, ma non posso dire sempre sì), mi hanno detto che grazie al mio libro hanno imparato a volere più bene al loro marito. Alcune hanno deciso di sposarsi, altre hanno recuperato una storia che era in crisi. E anche molte donne cattoliche impegnate, ben formate da anni di incontri di formazione spirituale, mi hanno detto che certe cose non si dicono più neanche in ambiti religiosi, mentre la mia visione, cioè quella di san Paolo, è davvero quella che risponde più profondamente al loro cuore.
STAI PREPARANDO UN ALTRO LIBRO?
Sì, sto cercando di analizzare il seguito della frase di san Paolo, nella lettera agli Efesini: e voi mariti siate pronti a morire per le vostre mogli, come Cristo è morto per la Chiesa. Se la donna tende al controllo l'uomo tende all'egoismo, e allora bisogna ricordargli qual è la sia chiamata, quella all'eroismo. Quindi il prossimo libro è per lui.
LA PREGHIERA È IMPORTANTE PER LA VITA MATRIMONIALE?
Certo, la preghiera è importantissima per tutti. Prima di parlare bisogna pensare, ma prima di pensare bisogna pregare. La preghiera pulisce gli occhi e fa vedere tutto più chiaro. Scioglie i nodi e appiana le incomprensioni. Porta la pace prima di tutto nel nostro cuore e ci permette di diffonderla.
QUALI SONO I TRE LIBRI CHE HA AMATO DI PIÙ?
A parte la Bibbia, dice? Beh, la Divina Commedia, innanzitutto, che ricorda all'uomo quale ampiezza deve avere il suo respiro, proiettato verso l'eternità. La mia santa preferita è la vostra Teresa d'Avila, e le sue opere sono meravigliose, ma anche Edith Stein, Teresa Benedetta della Croce, ha scritto parole meravigliose sulla donna. Poi c'è un libro poco noto, forse, che si chiama Il mistero della donna, di Jo Croissant, che invita le donne al sacerdozio del cuore, a offrire in sacrificio quella sete d'amore che tutte ci arde, e che non è mai saziata.
COME TRASMETTE IL SUO MESSAGGIO AI FIGLI?
Poche parole e molta pratica: i bambini ascoltano con gli occhi. Vedono il rispetto reciproco, il sacrificio, la donazione generosa di babbo e mamma, che li seguono e li amano con modalità diversissime ma complementari.
Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com, 22/03/2012

mercoledì 11 aprile 2012

Sogni e miracoli



DI AUTORI VARI
di Gerardo Ferrara    lacapannadellozioblog
Rimango sempre colpito nel pensare alla millenaria attesa messianica del popolo ebraico, alle preghiere instancabili e a quel senso di appartenenza, di comunità che lo caratterizza. Sia nei brani dell’Antico Testamento che in quelli del Nuovo, nelle preghiere come nelle benedizioni, è facilissimo riscontrare un anelito continuo, quasi una fissazione, per la liberazione dalla schiavitù e dall’oppressione, per l’amore verso Gerusalemme e la Terra Promessa, per il ritorno a Dio e alla patria perduta. In tutto questo, vedo sempre una costante: i sogni, i desideri e le preghiere sono quasi sempre collettivi, per il popolo, per “noi” .
Rispetto agli ebrei, noi cristiani, che celebriamo in questi giorni la Settimana santa e commemoriamo la Pasqua di Gesù Cristo, Dio incarnato, divenuto il cuore della nostra fede al posto della Legge e di Gerusalemme, abbiamo forse perso un po’ l’abitudine di pregare per il nostro popolo, la Chiesa, di desiderare qualcosa che sia “nostro” e non solo “mio”. Eppure, quanta forza e quanta vita acquista un sogno se questo coinvolge anche le persone che amiamo, non solo noi.
Ultimamente, si è risvegliata in me una strana voglia di sognare che credevo fosse tipica dell’adolescenza. La differenza, rispetto ad allora, è che i miei desideri, a volte impossibili, altre ancora delle vere e proprie utopie che avrebbero bisogno di un miracolo per realizzarsi, mi sembrano molto più concreti, belli, reali, utili, puri perché alimentati da qualcosa che li rende potenzialmente veri: essi non sono solo i miei. E’ strano a dirsi, ma il sostegno, la preghiera, la partecipazione delle persone che mi sono vicine può trasformare un sogno in realtà ed il modo in cui il sogno nasce, si definisce, si sviluppa e, magari, si realizza è ancora più bello di un miracolo, perché condiviso, perché arricchito dal continuo apporto di idee, contributi, opinioni, spunti creativi, nuovi punti di vista che aiutano a conoscere meglio me stesso, ciò che voglio, ciò di cui ho bisogno e quello che posso fare.
Dalla mia meta, dalla mia terra promessa, dal mio sogno mi separa il Mar Rosso e mi trovo ancora nel bel mezzo del deserto, ma non sono solo, c’è il mio popolo, i miei amici: siamo tutti uniti nel camminare nella stessa direzione, verso il medesimo obiettivo ed è, forse, più bello per noi costruire insieme una diga che contenga le acque e ci permetta di attraversare il mare piuttosto che aspettare un fuoco dal cielo che venga ad aprirle miracolosamente e ci consenta il passaggio. Intendiamoci, l’aiuto di Dio è necessario, richiesto, gradito, di per sé miracoloso, ma essere suoi collaboratori, anziché marionette che attendono di essere collocate in un punto o in un altro, è decisamente più affascinante.
Per me, la Pasqua di quest’anno è segno non solo del passaggio dalla morte alla vita, dalla schiavitù del peccato alla vita eterna, dal dolore alla risurrezione. Essa mi ricorda che, se Qualcuno è morto da solo per me, è perché io avessi la vita e la vivessi con e per il mio prossimo, i miei amici, per cui sono chiamato anch’io a dare la vita e che sono chiamati, a loro volta, a dare la vita per me. Che cosa significa questo? Morire, essere crocifissi? Non necessariamente. Amare, dare la vita in questo caso significa, altresì, rendere l’esistenza di una persona degna di essere vissuta, alimentare i suoi sogni, quelli buoni, veri e utili, partecipare alle sue gioie (non soltanto alle sofferenze), darle speranza, godere del dono di noi stessi a quella persona e di quella persona a noi stessi, essere felici insieme facendo qualcosa di bello.
Questa Pasqua rappresenta, dal mio punto di vista, la (ri)scoperta di quanto io e i miei amici, familiari, fratelli e sorelle siamo un corpo e un’anima sola: se non posso contare sulle mie gambe per attraversare il deserto, so che quel mio amico, più forte e atletico di me, mi darà una mano; se mi sento solo, posso contare su un’altra amica, dolce e materna, che sa sempre come prendermi; se, nell’attraversare il Mar Rosso, avrò paura, sono certo che sarò circondato da persone che mi incoraggeranno ad andare avanti e saranno pronte persino a prendermi in braccio, quando non ce la farò; se sarò triste, ci sarà chi saprà farmi ridere; se sarò malato, avrò chi mi curerà; se sarò nudo, qualcuno mi vestirà e, se avrò fame, mi daranno da mangiare. Mi sono stati donati mille occhi, di tutti i colori, e senza bisogno di lenti a contatto; braccia femminili, maschili, forti e virili, abili e sensibili; ho tante voci che raggiungono tutte le tonalità; infinite possibilità e capacità, nell’arte, nella musica, nella vita, tante quante sono le persone che mi sono accanto. Io sono loro e loro sono me.
Del libro della mia vita, posso dire di essere lo scrittore, ma i volti dei miei cari sono le parole su ogni pagina, i paesaggi, le sensazioni, le emozioni. Per questa ragione, posso affermare che la parola che accompagnerà le festività pasquali sarà per me “comunione”: un solo corpo, un solo spirito, una vita da condividere.