martedì 10 aprile 2012

LA CROCIFISSIONE E LA MORTE DI GESÙ





La rivelazione di Gesù a Maria Valtorta
(27 marzo 1945)
Quattro nerboruti uomini, che per l'aspetto mi paiono giudei, e giudei -degni della croce più dei condannati, certo della stessa categoria dei flagellatori, saltano da un sentiero sul luogo del supplizio. Sono vestiti di tuniche corte e sbracciate ed hanno in mano chiodi, martelli e funi che mostrano con lazzi ai tre condannati. La folla si agita in un delirio crudele.
Il centurione offre a Gesù l'anfora perché beva la mistura anestetica di vino mirrato. Ma Gesù la rifiuta[1]. I due ladroni invece ne bevono molta. Poi l'anfora, dall'ampia bocca svasata, viene posta presso un grosso sasso, quasi sullo scrimolo della cima.
Viene dato l'ordine ai condannati di spogliarsi. I due ladroni lo fanno senza nessun pudore. Anzi si divertono a fare atti osceni verso la folla e specie verso il gruppo sacerdotale, tutto candido nelle sue vesti di lino e che è piano piano tornato sulla piazzetta più bassa, usando della sua qualità per insinuarsi lì. Ai sacerdoti si sono uniti due o tre farisei e altri prepotenti personaggi, che l'odio fa amici. E vedo persone di conoscenza, come il fariseo Giocana e Ismaele, lo scriba Sadoch, Eli di Cafarnao...
I carnefici offrono tre stracci ai condannati perché se li leghino all'inguine. E i ladroni li pigliano con più orrende bestemmie. Gesù, che si spoglia lentamente per lo spasimo delle ferite, lo ricusa. Forse pensa conservare le corte brache che ha tenute anche nella flagellazione. Ma, quando gli viene detto di levarsi anche le stesse, Egli tende la mano per mendicare lo straccio dei boia a difesa della sua nudità. È proprio l'Annichilito fino a dover chiedere uno straccio ai delinquenti.
Ma Maria ha visto e si è sfilata il lungo e sottile telo bianco, che le vela il capo sotto al manto oscuro e nel quale Ella ha già versato tanto pianto. Se lo leva senza far cadere il manto, lo dà a Giovanni perché lo porga a Longino per il Figlio. Il centurione prende il velo senza fare ostacolo e, quando vede che Gesù sta per denudarsi del tutto, stando voltato non verso la folla ma verso la parte vuota di popolo, mostrando così la sua schiena rigata di lividi e di vesciche, sanguinante di ferite aperte o dalle croste oscure, gli porge il lino materno. E Gesù lo riconosce. Se ne avvolge a più riprese il bacino, assicurandoselo per bene perché non caschi... E sul lino, fino allora solo bagnato di pianto, cadono le prime gocce di sangue, perché molte delle ferite, appena coperte di coagulo, nel chinarsi per levarsi i sandali e deporre le vesti si sono riaperte e il sangue riprende a sgorgare.
Ora Gesù si volge verso la folla. E si vede così che anche il petto, le braccia, le gambe sono tutte state colpite dai flagelli. All'altezza del fegato è un enorme livido, e sotto l'arco costale sinistro vi sono nette sette righe in rilievo, terminate da sette piccole lacerazioni sanguinanti fra un cerchio violaceo... un colpo feroce di flagello in quella zona tanto sensibile del diaframma. I ginocchi, contusi dalle ripetute cadute, iniziate subito dopo la cattura e terminate sul Calvario, sono neri di ematoma e aperti sulla rotula, specie il destro, in una vasta lacerazione sanguinante.
La folla lo schernisce [2],come in coro: «Oh! Bello! Il più bello dei figli degli uomini! Le figlie di Gerusalemme ti adorano...». E intona, con tono di salmo: «Il mio diletto è candido e rubicondo, distinto fra mille e mille. La sua testa è oro puro, i suoi capelli grappoli di palma, setosi come piuma di corvo. Gli occhi son come due colombe bagnantesi ai ruscelli non d'acqua ma di latte, nel latte della sua orbita. Le sue guance sono aiuole di aromi, le sue labbra porpurei gigli stillanti preziosa mirra. Le sue mani tornite come lavoro d'orafo terminate in rosei giacinti. Il suo tronco è avorio venato di zaffiri. Le sue gambe, perfette colonne di candido marmo su basi d'oro. La sua maestà è come quella del Libano; imponente egli è più dell'alto cedro. La sua lingua è intrisa di dolcezza ed egli è tutto delizia»; e ridono e urlano anche: «Il lebbroso! Il lebbroso! Hai dunque fornicato con un idolo se Dio ti ha così colpito? Hai mormorato contro i santi di Israele come Maria di Mosè, se sei stato così punito? Oh! Oh! il Perfetto! Sei il Figlio di Dio? Ma no! L'aborto di Satana sei! Almeno egli, Mammona, è potente e forte. Tu... sei uno straccio impotente e schifoso».
I ladroni sono legati sulle croci e vengono portati alloro posto, uno a destra, uno a sinistra[3], rispetto al posto destinato a Gesù. Urlano, imprecano, maledicono e, specie quando le croci vengono portate presso il buco e li sconquassano facendo segare i polsi dalle funi, le loro bestemmie a Dio, alla Legge, ai romani, ai giudei, sono infernali.
È la volta di Gesù. Egli si stende mite sul legno. I due ladroni erano tanto ribelli che, non bastando a farlo i quattro boia, erano dovuti intervenire dei soldati a tenerli, perché a calci non respingessero gli aguzzini che li legavano per i polsi. Ma per Gesù non c'è bisogno di aiuto. Si corica e mette il capo dove gli dicono di metterlo. Apre le braccia come gli dicono di farlo, stende le gambe come gli ordinano. Si è solo preoccupato di accomodarsi per bene il suo velo. Ora il suo lungo corpo, snello e bianco, spicca sul legno oscuro e sul suolo giallo.
Due carnefici gli si siedono sul petto per tenerlo fermo. E io penso che oppressione e che dolore deve aver provato sotto quel peso. Un terzo gli prende il braccio destro, tenendolo con una mano sulla prima porzione dell'avambraccio e l'altra al termine delle dita. Il quarto, che ha già in mano il lungo chiodo acuminato sulla punta quadrangolare nel fusto, terminato in una piastra rotonda e piatta, larga come un soldone dei tempi passati, guarda se il buco già fatto nel legno corrisponde alla giuntura radio-ulnare del polso. Va bene. Il boia appoggia la punta del chiodo al polso, alza il martello e dà il primo colpo.
Gesù, che aveva gli occhi chiusi, all'acuto dolore ha un grido e una contrazione, e spalanca gli occhi nuotanti fra le lacrime.
Deve essere un dolore atroce quello che prova... Il chiodo penetra spezzando muscoli, vene, nervi, frantumando ossa...
Maria risponde al grido della sua Creatura torturata con un gemito che ha quasi del lamento di un agnello sgozzato, e si curva, come spezzata, tenendosi la testa fra le mani. Gesù, per non torturarla, non grida più. Ma i colpi ci sono, metodici, aspri, di ferro contro ferro... e si pensa che sotto è un membro vivo quello che li riceve.
La mano destra è inchiodata. Si passa alla sinistra. Il foro non corrisponde al carpo. Allora prendono una fune, legano il polso sinistro e tirano fino a slogare la giuntura e a strappare tendini e muscoli, oltre che lacerare la pelle già segata dalle funi della cattura. Anche l’altra mano deve soffrire, perché è stirata per riflesso, e intorno al suo chiodo si allarga il buco. Ora si arriva appena all'inizio del metacarpo, presso il polso. Si rassegnano e inchiodano dove possono, ossia fra il pollice e le altre dita, proprio al centro del metacarpo. Qui il chiodo entra più facilmente ma con maggiore spasimo, perché deve recidere nervi importanti, tanto che le dita restano inerti, mentre le altre della destra hanno contrazioni e tremiti che denunciano la loro vitalità. Ma Gesù non grida più, ha solo un lamento roco dietro le labbra fortemente chiuse, e lacrime di spasimo cadono per terra dopo esser cadute sul legno.
Ora è la volta dei piedi. A un due metri e più dal termine della croce è un piccolo cuneo, appena sufficiente ad un piede. Su questo vengono portati i piedi per vedere se va bene la misura. E dato che è un poco in basso e i piedi arrivano male, stiracchiano per i malleoli il povero Martire. Il legno scabro della croce sfrega così sulle ferite, smuove la corona che si sposta strappando nuovi capelli e minaccia di cadere. Un boia gliela ricalca sul capo con una manata...
Ora, quelli che erano seduti sul petto di Gesù si alzano per spostarsi sui ginocchi, dato che Gesù ha un movimento involontario di ritirare le gambe, vedendo brillare al sole il lunghissimo chiodo, lungo il doppio e largo il doppio di quello usato per le mani. E pesano sui ginocchi scorticati, e premono sui poveri stinchi contusi, mentre gli altri due compiono l'operazione, molto più difficile, dell'inchiodatura di un piede sull'altro, cercando di combinare le due giunture dei tarsi insieme.
Per quanto guardino e tengano fermi i piedi, al malleolo e alle dita, contro il cuneo, il piede sottoposto si sposta per la vibrazione del chiodo, e lo devono schiodare quasi, perché, dopo essere entrato nelle parti molli, il chiodo, già spuntato per avere perforato il piede destro, deve essere portato un poco più in centro. E picchiano, picchiano, picchiano... Non si sente che l'atroce rumore del martello sulla testa del chiodo, perché tutto il Calvario non è che occhi e orecchie tese, per raccogliere atto e rumore e gioirne...
Sul suono aspro del ferro è un lamento in sordina di colomba: il gemere roco di Maria, che sempre più si curva, ad ogni colpo, come se il martello piagasse Lei, la Madre Martire. Ed ha ragione di parere prossima ad essere spezzata da quella tortura. La crocifissione è tremenda. Pari alla flagellazione in spasimo, più atroce a vedersi, perché si vede scomparire il chiodo fra le carni vive. Ma in compenso è più breve. Mentre la flagellazione spossa per la sua durata.
Per me, l’agonia dell'Orto, la flagellazione e la crocifissione sono i momenti più atroci. Mi svelano tutta la tortura del Cristo. La morte mi solleva, perché dico: «E finito!». Ma queste non sono fine. Sono principio a nuove sofferenze.
0ra la croce è strascinata presso il buco e rimbalza, scuotendo il povero Crocifisso, sul suolo ineguale. Viene issata la croce, che sfugge per due volte a coloro che la alzano e ricade una volta di schianto, un'altra sul braccio destro della stessa, dando un aspro tormento a Gesù, perché la scossa subita smuove gli arti feriti.
Ma quando poi la croce viene lasciata cadere nel suo buco e, prima di essere assicurata con pietre e terriccio, ondeggia in tutti i sensi, imprimendo continui spostamenti al povero Corpo sospeso a tre chiodi, la sofferenza deve essere atroce. Tutto il peso del corpo si sposta in avanti e in basso, e i buchi si allargano, specie quello della mano sinistra, e si allarga il foro nei piedi mentre il sangue spiccia più forte. E se quello dei piedi goccia lungo le dita per terra e lungo il legno della croce, quello delle mani segue gli avambracci, perché sono più alti al polso che all'ascella per forza della posizione, e riga anche le coste scendendo dall'ascella verso la cintura. La corona, quando la croce ondeggia prima di essere fissata, si sposta, perché il capo ribatte all'indietro, conficcando nella nuca il grosso. nodo di spini che termina la pungente corona, e poi torna ad adagiarsi sulla fronte e graffia, graffia senza pietà.
Finalmente la croce è assicurata e non c'è che il tormento dell'essere appeso. Issano anche i ladroni, i quali, una volta messi verticalmente, urlano come fossero scotennati vivi per la tortura delle funi, che segano i polsi e fanno divenire nere le mani, con le vene gonfie come corde.
Gesù tace. La folla non tace più, invece. Ma riprende il suo vocio infernale.
Ora la cima del Golgota ha il suo trofeo e la sua guardia d'onore. Al limite più alto (lato A) la croce di Gesù. Al lato B e C le altre due. Mezza centuria di soldati, con le armi al piede, tutto intorno alla vetta; dentro a questo cerchio d'armati, i dieci appiedati, che giocano a dadi le vesti dei condannati[4]. Ritto in piedi, fra la croce di Gesù e quella di destra, Longino. E pare monti la guardia d'onore al Re Martire.
L’altra mezza centuria, in riposo, è agli ordini dell'aiutante di Longino sul sentiero di sinistra e sulla piazzuola più bassa, in attesa di essere adoperata se ce ne sarà bisogno. Nei soldati c'è l’indifferenza quasi totale. Solo qualcuno alza ogni tanto il volto ai crocifissi.
Longino invece osserva tutto con curiosità e interesse, confronta e mentalmente giudica. Confronta i crocifissi, e specie il Cristo, e gli spettatori. Il suo occhio penetrante non perde un particolare. E per vedere meglio fa solecchio con la mano, perché il sole gli deve dare noia.
È infatti un sole strano. Di un giallo rosso d'incendio. E poi pare che l'incendio si spenga di colpo per un nuvolone di pece che sorge da dietro le catene giudee e che corre veloce per il cielo, scomparendo dietro ad altri monti. E quando il sole ritorna fuori è così vivo che l'occhio non lo sopporta che male.
Nel guardare vede Maria, proprio sotto il balzo, che tiene alzato verso il Figlio il suo volto straziato. Chiama uno dei soldati che giuocano a dadi e gli dice: «Se la Madre vuole salire col figlio che l’accompagna, venga. Scortala e aiutala».
E Maria con Giovanni, creduto «figlio», sale per la scaletta incisa nella roccia tufacea, credo, e penetra oltre il cordone dei soldati andando ai piedi della croce, ma un poco scosta per essere vista e per vedere il suo Gesù.
La folla le propina subito i più obbrobriosi insulti. Accomunandola nelle bestemmie al Figlio. Ma Ella, con le labbra tremanti e sbiancate, cerca solo di dargli conforto, con un sorriso straziato su cui si asciugano le lacrime che nessuna forza di volontà riesce a trattenere negli occhi.
La gente, cominciando dai sacerdoti, scribi, farisei, sadducei, erodiani e simili, si procura lo spasso di fare come un carosello, salendo dalla strada erta, passando lungo il rialzo finale e scendendo per l'altra via, o viceversa. E mentre passano ai piedi della vetta, sulla seconda piazzuola, non mancano di offrire le loro parole blasfeme come omaggio al Morente. Tutta la turpitudine, la crudeltà, l'odio e l'insania di cui sono capaci gli uomini con la lingua, vengono ampiamente testificate da queste bocche d'inferno. I più accaniti sono i membri del Tempio, coi farisei per aiuto.
«Ebbene? Tu, Salvatore dell’uman genere, perché non ti salvi? Ti ha abbandonato il tuo re Belzebù? Ti ha rinnegato?» urlano tre sacerdoti.
E un branco di giudei: «Tu, che non più tardi di or sono cinque giorni, con l'aiuto del Demonio, facevi dire al Padre... ah! ah! ah! che ti avrebbe glorificato, come mai non gli ricordi di mantenere la sua promessa?».
E tre farisei: «Bestemmiatore! Ha salvato gli altri, diceva, con l'aiuto di Dio! E non riesce a salvare Se stesso![5] Vuoi che ti si creda? E allora fai il miracolo. Non puoi più, eh? Ora hai le mani inchiodate, e sei nudo».
E dei sadducei ed erodiani ai soldati: «Attenti alla malìa, voi che vi siete prese le sue vesti! Ha dentro il segno infernale!».
Una folla in coro: «Scendi dalla croce[6] e ti crederemo. Tu che distruggi il Tempio...[7] Folle!... Guardalo là, il glorioso e santo Tempio d'Israele. E intoccabile, o profanatore! E Tu muori».
Altri sacerdoti: «Blasfemo! Figlio di Dio[8], Tu? E scendi di lì, allora[9]. Fulminaci, se sei Dio. Non ti temiamo e sputiamo verso Te».
Altri che passano e scrollano il capo: «Non sa che piangere. Salvati, se è vero che sei l'Eletto![10]».
I soldati: «E salvati, dunque! Incenerisci questa suburra della suburra! Sì! Suburra dell'impero siete, giudei canaglie. Fàllo! Roma ti metterà in Campidoglio e ti adorerà come un nume!».
I sacerdoti coi loro compari: «Erano più dolci le braccia delle femmine di quelle della croce, non è vero? Ma, guarda, sono già lì pronte a riceverti le tue... (e dicono un termine infame). Ci hai tutta Gerusalemme a farti da pronuba». E fischiano come carrettieri.
Altri lanciando dei sassi: «Muta questi in pane, Tu, moltiplicatore dei pani».
Altri, scimmiottando gli osanna della domenica delle palme, lanciano dei rami e gridano: «Maledetto colui che viene in nome del Demonio! Maledetto il suo regno! Gloria a Sionne che lo recide di fra i vivi!».
Un fariseo si piazza di fronte alla croce, e mostra il pugno facendo le corna e dice: «"Ti affido al Dio del Sinai" Tu dicesti? Ora il Dio del Sinai ti prepara al fuoco eterno. Perché non chiami Giona a renderti il buon servizio?».
Un altro: «Non rovinare la croce con i colpi della tua testa. Deve servire per i tuoi seguaci. Una intera legione ne morirà sul tuo legno, te lo giuro su Jeové. E per primo ci metterò Lazzaro. Vedremo se Tu lo levi di morte, ora».
«Sì! Sì! Andiamo da Lazzaro. Inchiodiamolo dall'altro lato croce», e pappagallescamente fanno la parlata lenta di Gesù dicendo: «Lazzaro, amico mio, vieni fuori! Slegatelo e lasciatelo andare!».
«No! Diceva a Marta e Maria, le sue femmine: "Io sono la Risurrezione e la Vita". Ah! Ah! Ah! La Risurrezione non sa mandare indietro la morte, e la Vita muore!».
«Ecco là Maria con Marta. Chiediamo dove è Lazzaro e andiamolo a cercare». E si fanno avanti, verso le donne, chiedendo arrogantemente: «Dove è Lazzaro? Al palazzo?».
E Maria Maddalena[11], mentre le altre terrorizzate fuggono dietro i pastori" si fa avanti, ritrovando nel suo dolore la antica baldanza dei tempi di peccato, e dice: «Andate. Troverete già in palazzo i soldati di Roma e cinquecento armati delle mie terre, che vi castreranno come vecchi caproni destinati al pasto degli schiavi alle macine».
«Sfrontata! Così parli ai sacerdoti?».
«Sacrileghi! Turpi! Maledetti! Volgetevi! Alle spalle avete, io le vedo, le lingue delle fiamme infernali».
I vili si volgono, veramente terrorizzati, tanto è sicura l'affermazione di Maria; ma, se non hanno le fiamme alle spalle, hanno alle reni le ben pontute lance romane. Perché Longino ha dato un ordine e la mezza centuria che era in riposo è entrata in azione e punge alle natiche i primi che trova. Questi fuggono urlando e la mezza centuria resta a chiudere gli imbocchi delle due strade e a fare baluardo alla piazzuola. I giudei imprecano, ma Roma è la più forte.
La Maddalena riabbassa il suo velo - se lo era alzato per parlare agli insultatori - e torna al suo posto. Le altre si riuniscono a lei.
Ma il ladrone di sinistra continua gli insulti dalla sua croce. Pare si sia fatto il condensatore di tutte le bestemmie altrui e le snocciola tutte, terminando: «Salvati e salvaci, se vuoi che ti si creda[12]. Il Cristo Tu? Un folle sei! Il mondo è dei furbi e Dio non c'è. Io ci sono. Questo è vero, e per me tutto è lecito. Dio?.. Fola! Messa per tenerci quieti. Viva il nostro io! Lui solo è re e dio!».
L'altro ladrone, che è a destra ed ha quasi ai piedi Maria, e la guarda quasi più che non guardi Cristo, e da qualche momento piange mormorando: «la madre», dice: «Taci. Non temi Dio neppure ora che soffri questa pena? Perché insulti chi è buono? E in un supplizio ancor più grande del nostro. E non ha fatto nulla di male[13]».
Ma il ladrone continua le sue imprecazioni.
Gesù tace. Anelante per lo sforzo della posizione, per la febbre, per lo stato cardiaco e respiratorio, conseguenza della flagellazione subita in forma tanto violenta, e anche dell'angoscia profonda che gli aveva fatto sudar sangue, cerca trovare un sollievo, alleggerendo il peso che grava sui piedi, sospendendosi alle mani e facendo forza con le braccia. Forse lo fa anche per vincere un poco il crampo che già tormenta i piedi e che si tradisce con il tremito muscolare. Ma lo stesso tremore è nelle fibre delle braccia, che sono sforzate in quella posizione e devono essere gelate nelle loro estremità, perché poste più in alto e abbandonate dal sangue, che a fatica giunge ai polsi e poi ne geme dai buchi dei chiodi lasciando senza circolazione le dita. Specie quelle della sinistra sono già cadaveriche e stanno senza moto, ripiegate verso il palmo. Anche le dita dei piedi esprimono il loro tormento. Specie gli alluci, forse perché meno è leso il loro nervo, si alzano, si abbassano, si divaricano.
Il tronco, poi, svela tutta la sua pena col suo movimento, che è veloce ma non profondo, ed affatica senza dare sollievo. Le coste, molto ampie e alte di loro, perché la struttura di questo Corpo è perfetta, sono ora dilatate oltre misura per la posizione assunta dal corpo e per l'edema polmonare che certo si è formato nell'interno. Eppure non servono ad alleggerire lo sforzo respiratorio, tanto che tutto l'addome aiuta col suo muoversi il diaframma, che sempre più si va paralizzando.
E la congestione e l'asfissia aumentano di minuto in minuto, come lo indicano il colorito cianotico che sottolinea le labbra, di un rosso acceso dalla febbre, e le striature di un rosso violaceo, che spennellano il collo lungo le giugulari turgide e si allargano fino sulle guance, verso le orecchie e le tempie, mentre il naso è affilato e esangue, e gli occhi affondano in un cerchio che è livido dove è privo del sangue colato dalla corona.
Sotto l'arco costale sinistro si vede l'urto propagato dalla punta cardiaca, irregolare, ma violento, e ogni tanto, per una convulsione interna, il diaframma ha un fremito profondo che .si rivela da una distensione totale della pelle, per quanto può stendersi su quel povero Corpo ferito e morente.
Il Volto ha già l'aspetto che vediamo nelle fotografie della Sindone, col naso deviato e gonfio da una parte; e anche il tenere l'occhio destro quasi chiuso, per il gonfiore che è da questo lato, aumenta la somiglianza. La bocca, invece, è aperta, con la sua ferita sul labbro superiore ormai ridotta ad una crosta. La sete, data dalla perdita di sangue, dalla febbre e dal sole deve essere intensa, tanto che Egli, con mossa macchinale, beve le stille del suo sudore e del suo pianto, e anche quelle del sangue che scende dalla fronte fin sui baffi, e si bagna con queste la lingua...
La corona di spine gli vieta di appoggiarsi al tronco della croce per aiutare la sospensione sulle braccia e alleggerire i piedi. Le reni e tutta la spina si arcua verso l'esterno, stando staccato dal tronco della croce dal bacino in su per forza di inerzia che fa pendere in avanti un corpo sospeso come era il suo.
I giudei, respinti oltre la piazzuola, non cessano di insultare, e il ladrone impenitente fa eco.
L'altro, che ora guarda con sempre maggiore pietà la Madre e piange, lo rimbecca aspramente quando sente che nell'insulto è compresa anche Lei. «Taci. Ricordati che sei nato da una donna. E pensa che le nostre han pianto per causa dei figli. E furono lacrime di vergogna... perché noi siamo delinquenti. Le nostre madri sono morte... Io vorrei poterle chiedere perdono... Ma lo potrò? Era una santa... L'ho uccisa col dolore che le davo... Io sono un peccatore... Chi mi perdona? Madre, in nome del tuo Figlio morente, prega per me».
La Madre alza per un momento il suo viso straziato e lo guarda, questo sciagurato che attraverso al ricordo di sua madre e alla contemplazione della Madre va verso il pentimento, e pare lo carezzi col suo sguardo di colomba.
Disma piange più forte. Cosa che scatena ancora di più gli scherni della folla e del compagno. La prima urla: «Bravo! Pigliati questa per madre. Così ha due figli delinquenti!». E l'altro rincara: «Ti ama perché sei una copia minore del suo bene amato» 
Gesù parla per la prima volta: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno![14]».
Questa preghiera vince ogni timore in Disma. Osa guardare il Cristo e dice: «Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno[15]. Io è giusto che qui soffra. Ma dammi misericordia e pace oltre la vita. Una volta ti ho sentito parlare e, folle, ho respinto la tua parola. Ora me ne pento. E dei miei peccati me ne pento davanti a Te, Figlio dell'Altissimo. Io credo che Tu venga da Dio. Io credo nel tuo potere. Io credo nella tua misericordia. Cristo, perdonami in nome di tua Madre e del tuo Padre santissimo».
Gesù si volge e lo guarda con profonda pietà, ed ha un sorriso ancora bellissimo sulla povera bocca torturata. Dice: «Io te lo dico: oggi tu sarai meco in Paradiso[16]».
Il ladrone pentito si mette calmo e, non sapendo più le preghiere imparate da bambino, ripete come una giaculatoria: «Gesù Nazareno, re dei giudei, pietà di me; Gesù Nazareno, re .dei giudei, io spero in Te; Gesù Nazareno, re dei giudei, io credo nella tua Divinità».
L'altro continua nelle sue bestemmie.
Il cielo si fa sempre più fosco[17]. Ora difficilmente le nubi si aprono per fare passare il sole. Ma anzi si accavallano a più e più strati plumbei, bianchi, verdognoli, si sormontano, si dipanano secondo i giuochi di un vento freddo, che a intervalli scorre il cielo e poi scende sulla terra e poi tace di nuovo, ed è quasi più sinistra l'aria quando tace, afosa e morta, di quando fischia tagliente e veloce.
La luce, prima viva fin oltre misura, si va facendo verdastra. E i volti prendono bizzarri aspetti. I soldati, sotto i loro elmi e nelle loro corazze, prima lucenti ed ora divenute come appannate nella luce verdastra e sotto il cielo di cenere, mostrano i duri profili come scalpellati. I giudei, per la maggioranza bruni di pelle e capelli e barba, paiono degli annegati, tanto il loro volto si fa terreo. Le donne sembrano statue di neve azzurrastra per il pallore esangue che la luce accentua.
Gesù sembra illividire sinistramente come per inizio di decomposizione, quasi fosse già morto. La testa gli comincia a pendere sul petto. Le forze mancano rapidamente. Trema, nonostante la febbre che lo arde. E nella sua debolezza mormora il nome che prima ha solo detto nel fondo del cuore: «Mamma!», «Mamma!». Lo mormora piano, come in un sospiro, quasi fosse già in un lieve delirio che gli impedisca di trattenere quanto la volontà vorrebbe trattenere. E Maria, ogni volta, ha un atto infrenabile di tendere le braccia come per soccorrerlo.
E la gente crudele ride di questi spasimi di chi muore e di chi spasima. Salgono da capo sino a dietro i pastori, che però sono sulla piazzetta bassa, i sacerdoti e gli scribi. E poiché i soldati vorrebbero respingerli, reagiscono dicendo: «Ci stanno questi galilei? Ci stiamo anche noi, che dobbiamo verificare che giustizia sia fatta fino in fondo. E da lontano, in questa luce strana, non possiamo vedere».
Infatti molti cominciano a impressionarsi della luce che sta fasciando il mondo, e qualcuno ha paura. Anche i soldati accennano al cielo e ad una specie di cono, che pare di lavagna tanto è cupo e che si leva come un pino da dietro una vetta. Sembra una tromba marina. Si alza, si alza e pare che generi nubi sempre più nere, quasi fosse un vulcano eruttante fumo e lava.
È in questa luce crepuscolare e paurosa che Gesù dà a Maria Giovanni e a Giovanni Maria. Curva il capo, poiché la Madre si è fatta più sotto alla croce per vederlo meglio, e dice: «Donna ecco tuo figlio[18]. Figlio, ecco tua Madre[19]».
Maria ha il volto ancor più sconvolto dopo questa parola che è il testamento del suo Gesù, che non ha nulla da dare alla Madre se non un uomo, Egli che per amore dell'Uomo la priva dell'Uomo-Dio, nato da Lei. Ma cerca, la povera Madre, di non piangere che mutamente, perché non può, non può non piangere... Le stille del pianto gemono nonostante ogni sforzo per trattenerle, anche se la bocca ha il suo straziato sorriso, fissato sulle labbra per Lui, per confortare Lui...
Le sofferenze crescono sempre più. E la luce sempre più decresce. È in questa luce di fondo marino che emergono, da dietro dei giudei, Nicodemo e Giuseppe, e dicono: «Scansatevi!».
«Non si può. Che volete?» dicono i soldati.
«Passare. Siamo amici del Cristo».
Si voltano i capi dei sacerdoti. «Chi osa professarsi amico del ribelle?» dicono i sacerdoti sdegnati.
E Giuseppe risoluto: «Io, nobile membro del Gran Consiglio, Giuseppe d'Arimatea, l'Anziano, e con me è Nicodemo, capo dei giudei».
«Chi parteggia per il ribelle è ribelle».
«E chi parteggia per gli assassini è assassino, Eleazaro di Anna. Ho vissuto da giusto. E ora vecchio sono e prossimo alla morte. Non voglio divenire ingiusto mentre già il Cielo su me discende e con esso il Giudice eterno».
«E tu, Nicodemo! Mi meraviglio!».
«Io pure. E di una cosa sola: che Israele sia tanto corrotto da non sapere più riconoscere Dio».
«Mi fai ribrezzo».
«Scansati, allora, e lasciami passare. Non chiedo che quello».
«Per contaminarti più ancora?»
«Se non mi sono contaminato a starvi presso, nulla più mi contamina. Soldato, a te la borsa e il segno di lasciapassare». E passa al decurione più vicino una borsa e una tavoletta cerata.
Il decurione osserva e dice ai soldati: «Lasciate passare i due».
E Giuseppe con Nicodemo si avvicinano ai pastori . Non so neppure se Gesù li veda in quella caligine sempre più fitta e con l'occhio che già si vela nell'agonia. Ma essi lo vedono e piangono senza rispetto umano, nonostante ora su di loro si avventino gli improperi sacerdotali.
Le sofferenze sono sempre più forti. Il corpo ha i primi inarcamenti propri della tetanìa e ogni clamore di folla li esaspera. La morte delle fibre e dei nervi si estende dalle estremità torturate al tronco, rendendo sempre più difficoltoso il moto respiratorio, debole la contrazione diaframmatica e disordinato il movimento cardiaco. Il volto di Cristo passa alternativamente da vampe di rossore intensissimo a pallori verdastri di morente per dissanguamento. La bocca si muove con maggiore fatica, perché i nervi sovraffaticati del collo e del capo stesso, che hanno per decine di volte fatto da leva al corpo tutto puntandosi sulla sbarra trasversa della croce, propagano il crampo anche alle mascelle. La gola, enfiata dalle carotidi ingorgate, deve dolere ed estendere il suo edema alla lingua, che appare ingrossata e lenta nei movimenti. La schiena, anche nei momenti che le contrazioni tetanizzanti non la curvano ad arco completo dalla nuca alle anche, appoggiate come punti estremi al tronco della croce, si arcua sempre più in avanti, perché le membra divengono sempre più pesanti del peso delle carni morte.
La gente vede poco e male queste cose, perché la luce è ormai di un cenere cupo[20], e solo chi è ai piedi della croce può vedere bene.
Gesù si affloscia, un certo momento, tutto in avanti e in basso, come già morto; non ansa più, la testa gli pende inerte in avanti, il corpo dalle anche in su è tutto staccato facendo angolo con le braccia alla croce.
Maria ha un grido: «È morto!». Un grido tragico che si propaga nell'aria nera. E Gesù appare realmente morto.
Un altro grido femminile le risponde e nel gruppo delle donne vedo un tramestio. Poi una decina di persone si allontanano sostenendo qualche cosa. Ma non posso vedere chi si allontana così.  E troppo poca la luce nebbiosa. Sembra di essere immersi in una nube di cenere vulcanica fittissima. «Non è possibile» urlano dei sacerdoti e dei giudei. «È una finta per farci andare via. Soldato, pungilo con la lancia. È una buona medicina per ridargli voce». E poiché i soldati non lo fanno, una scarica di pietre e di zolle di terra volano verso la croce, colpendo il Martire e ricadendo sulle corazze romane. 
Il farmaco, come ironicamente dicono i giudei, opera il prodigio. Certo qualche sasso ha colpito a segno, forse sulla ferita di una mano, o sul capo stesso, perché miravano in alto. Gesù ha un gemito pietoso e rinviene. Il torace torna a respirare con fatica e la testa a muoversi da destra a manca, cercando un luogo dove posarsi per soffrire meno, senza trovare altro che maggior pena.
A gran fatica, puntandosi una volta ancora sui piedi torturati, trovando forza nella sua volontà, unicamente in quella, Gesù si irrigidisce sulla croce, torna eretto come fosse un sano nella sua forza completa, alza il volto guardando con occhi bene aperti il mondo steso ai suoi piedi, la città lontana, che appena si intravvede come un biancore incerto nella foschia, e il cielo nero dal quale ogni azzurro ed ogni ricordo di luce sono scomparsi. E a questo cielo chiuso, compatto, basso, simile ad una enorme lastra di lavagna scura, Egli grida a gran voce, vincendo con la forza della volontà, col bisogno dell'anima, l'ostacolo delle mascelle irrigidite, della lingua ingrossata, della gola edematica: «Eloi, Eloi, lamma scebacteni![21]» (io sento dire così). Deve sentirsi morire, e in un assoluto abbandono del Cielo, per confessare con tal voce l'abbandono paterno.
La gente ride e lo scherza. Lo insulta: «Non sa che farne Dio di Te! I demoni sono maledetti da Dio!»
Altri gridano: «Vediamo se Elia, che Egli chiama, viene a salvarlo[22]».
E altri: «Dategli un poco d'aceto, che si gargarizzi la gola. Fa bene alla voce! Elia o Dio, poiché è incerto ciò che il folle vuole, sono lontani... Ci vuol voce per farsi sentire!», e ridono come iene o come demoni.
Ma nessun soldato dà l'aceto e nessuno viene dal Cielo per dare conforto. È l'agonia solitaria, totale, crudele, anche soprannaturalmente crudele, della Grande Vittima.
Tornano le valanghe di dolore desolato che già l'avevano oppresso nel Getsemani. Tornano le onde dei peccati di tutto il mondo a percuotere il naufrago innocente, a sommergerlo nella loro amaritudine. Torna soprattutto la sensazione, più crocefiggente della croce stessa, più disperante di ogni tortura, che Dio lo ha abbandonato e che la preghiera non sale a Lui...
Ed è il tormento finale. Quello che accelera la morte, perché preme le ultime gocce di sangue dai pori, perché stritola le superstiti fibre del cuore, perché termina ciò che la prima cognizione di questo abbandono ha iniziato: la morte. Perché di questo per prima cosa è morto il mio Gesù, o Dio, che lo hai colpito per noi! Dopo il tuo abbandono, per il tuo abbandono, che diventa una creatura? O un folle, o un morto. Gesù non poteva divenire folle, perché la sua intelligenza era divina e, spirituale come è l'intelligenza, trionfava sopra il trauma totale del colpito da Dio. Divenne dunque un morto: il Morto, il santissimo Morto, l'innocentissimo Morto. Morto Lui che era la Vita. Ucciso dal tuo abbandono e dai nostri peccati.
L’oscurità si fa ancora più fitta. Gerusalemme scompare del tutto. Lo stesso Calvario pare annullarsi. nelle sue falde. Solo la cima è visibile, quasi che le tenebre la tengano alta a raccogliere l'unica' e l'ultima superstite luce, posandola come per una offerta, col suo trofeo divino, su uno stagno di onice liquida, perché sia vista dall'amore e dall'odio.
E dalla luce non più luce viene la voce lamentosa di Gesù: «Ho sete![23]».
Vi è infatti un vento che asseta anche i sani. Un vento continuo, ora, violento, pieno di polvere, freddo, pauroso. Penso quale spasimo avrà dato col suo soffio violento ai polmoni, al cuore, alle fauci di Gesù, alle sue membra gelate, intormentite, ferite. Ma proprio tutto si è messo a torturare il Martire.
Un soldato va ad un vaso dove i satelliti del boia hanno messo dell'aceto col fiele, perché col suo amaro aumenti la salivazione nei suppliziati. Prende la spugna immersa nel liquido, la infila su una canna sottile eppure rigida, che è già pronta lì presso, e porge la spugna al Morente[24].
Gesù si tende avido verso la spugna che viene. Pare un infante affamato che cerchi il capezzolo materno.
Maria, che vede e certo pensa questa cosa, geme, appoggiandosi a Giovanni: «Oh! ed io neppure una stilla di pianto gli posso dare... Oh! seno mio, ché non gemi latte? Oh! Dio, perché perché così ci abbandoni? Un miracolo per la mia Creatura! Chi mi solleva per dissetarlo del mio sangue, posto che latte non ho?..».
Gesù, che ha succhiato[25] avidamente l'aspra e amara bevanda, torce il capo, avvelenato dal disgusto di essa. Deve, oltre.. tutto, essere come del corrosivo sulle labbra ferite e spaccate.
Si ritrae, si accascia, si abbandona. Tutto il peso del corpo piomba sui piedi e in avanti. Sono le estremità ferite quelle che soffrono la pena atroce dello slabbrarsi sotto il peso di un corpo che si abbandona. Non più un movimento per sollevare questo dolore. Dal bacino in su, tutto è staccato dal legno, e tale resta.
La testa pende in avanti tanto pesantemente che il collo pare scavato in tre posti: al giugolo, completamente infossato, e di qua e di là dello sternocleidomastoideo. Il respiro è sempre più anelante, ma interciso. E già più un rantolo sincopato che un respiro. Ogni tanto un colpo di tosse penosa porta una schiuma lievemente rosata alle labbra. E le distanze fra una espirazione e l'altra diventano sempre più lunghe. L'addome è già fermo. Solo il torace ha ancora dei sollevamenti, ma faticosi, stentati... La paralisi polmonare si accentua sempre più.
E sempre più fievole, tornando al lamento infantile del bambino, viene l'invocazione: «Mamma!».
E la misera mormora: «Sì, tesoro, sono qui».
E quando la vista che si vela gli fa dire: «Mamma, dove sei? Non ti vedo più. Anche tu mi abbandoni?», e non è neanche una parola, ma un mormorio che appena è udibile da chi più col cuore che con l'udito raccoglie ogni sospiro del Morente, Ella dice:
«No, no, Figlio! Non Ti abbandono Io! Sentimi, caro... La Mamma è qui, qui è... e solo si tormenta di non poter venire dove Tu sei...».
È uno strazio... E Giovanni piange liberamente. Gesù deve sentire quel pianto. Ma non dice niente. Penso che la morte imminente lo faccia parlare come in delirio e neppure sappia quanto dice e, purtroppo, neppure comprenda il conforto materno e l'amore del Prediletto.
Longino - che inavvertitamente ha lasciato la sua posa di riposo, con le mani conserte sul petto e una gamba accavallata, ora una, ora l'altra, per dare sollievo alla lunga attesa in piedi, e ora invece è rigido sull'attenti, la mano sinistra sulla spada, la destra regolarmente tesa lungo il fianco, come fosse sui gradini del trono imperiale - non vuole commuoversi. Ma il suo volto si altera nello sforzo di vincere l'emozione, e gli occhi hanno un luccicore di pianto che solo la sua ferrea disciplina trattiene[26].
Gli altri soldati, che giocavano a dadi, hanno smesso e si sono drizzati in piedi, rimettendosi gli elmi che avevano servito agitare i dadi, e stanno in gruppo presso la scaletta scavata nel tufo, silenziosi, attenti. Gli altri sono di servizio e non possono mutare posizione. Sembrano statue. Ma qualcuno dei più prossimi, e che sente le parole di Maria, mugola qualcosa fra le labbra e scrolla il capo.
Un silenzio. Poi, netta nell'oscurità totale, la parola: «Tutto è compiuto! [27]», e poi l'ansito sempre più rantoloso, con pause di silenzio fra un rantolo e l'altro, sempre più vaste.
Il tempo scorre su questo ritmo angoscioso. La vita torna quando l'aria è rotta dall'anelito aspro del Morente... La vita cessa quando questo suono penoso non si ode più. Si soffre a sentirlo... si soffre a non sentirlo... Si dice: «Basta di questa sofferenza!» e si dice: «Oh! Dio! che non sia l'ultimo respiro».
Le Marie piangono tutte, col capo contro il rialzo terroso. E si sente bene il loro pianto, perché tutta la folla ora tace di nuovo per raccogliere i rantoli del Morente.
Ancora un silenzio. Poi, pronunciata con infinita dolcezza, con ardente preghiera, la supplica: «Padre, nelle tue mani raccomando lo spirito mio![28]».
Ancora un silenzio. Si fa lieve anche il rantolo. È appena un soffio limitato alle labbra e alla gola.
Poi, ecco, l'ultimo spasimo di Gesù[29]. Una convulsione atroce, che pare voglia svellere il corpo infisso, coi tre chiodi, dal legno, sale per tre volte dai piedi al capo, scorre per tutti i poveri nervi torturati; solleva tre volte l'addome in una maniera anormale, poi lo lascia dopo averlo dilatato come per sconvolgimento dei visceri, ed esso ricade e si infossa come svuotato; alza, gonfia e contrae tanto fortemente il torace, che la pelle si infossa fra coste e coste che si tendono, apparendo sotto l'epidermide e riaprendo le ferite dei flagelli; fa rovesciare violentemente indietro, una, due, tre volte il capo, che percuote contro il legno, duramente; contrae in uno spasimo tutti i muscoli del volto, accentuando la deviazione della bocca a destra, fa spalancare e dilatare le palpebre sotto cui si vede roteare il globo oculare e apparire la sclerotica. Il corpo si tende tutto; nell'ultima delle tre contrazioni è un arco teso, vibrante, tremendo a vedersi, e poi un grido potente[30], impensabile in quel corpo sfinito, si sprigiona, lacera l'aria, il «grande grido» di cui parlano i Vangeli e che è la prima parte della parola «Mamma»... E più nulla...
La testa ricade sul petto, il corpo in avanti, il fremito cessa, cessa il respiro. È spirato.
La Terra risponde al grido dell'Ucciso, con un boato pauroso. Sembra che da mille buccine dei giganti traggano un unico suono e su questo tremendo accordo ecco le note isolate, laceranti dei fulmini che rigano il cielo in tutti i sensi, cadendo sul. la città, sul Tempio, sulla folla... Credo che ci saranno stati dei fulminati, perché la folla è colpita direttamente. I fulmini sono l’unica luce saltuaria che permetta di vedere. E poi subito, e mentre durano ancora le .scariche delle saette, la terra si scuote in un turbine di vento ciclonico. Il terremoto e l’aeromoto si fondono per dare un apocalittico castigo ai bestemmiatori. La vetta del Golgota ondeggia e balla come un piatto in mano di un pazzo, nelle scosse sussultorie e ondulatorie che scuotono talmente le tre croci che sembra le debbano ribaltare.
Longino, Giovanni, i soldati si abbrancano dove possono, come possono, per non cadere. Ma Giovanni, mentre con un braccio afferra la croce, con l’altra sostiene Maria che, e per il dolore e per il traballio, gli si è abbandonata sul cuore. Gli altri soldati, e specie quelli del lato che scoscende, si sono dovuti rifugiare al centro per non essere gettati giù dai dirupi. I ladroni urlano di terrore, la folla urla ancora di! più e vorrebbe scappare. Ma non può. Cadono le persone l’una sull’altra, si pestano, precipitano nelle spaccature del suolo, si feriscono, rotolano giù per la china, impazziti.
Per tre volte si ripete il terremoto e l'aeromoto, e poi si fa l’immobilità assoluta di un mondo morto. Solo dei lampi, ma senza tuono, rigano ancora il cielo e illuminano la scena dei giudei fuggenti in ogni senso, con le mani fra i capelli, o tese in avanti, o alzate al cielo, schernito fina allora e di cui ora hanno paura. La oscurità si tempera di un barlume di luce che, aiutato dal lampeggio silenzioso e magnetico, permette di vedere che molti restano al suolo, morti o svenuti, non so. Una casa arde nell'interno delle mura e le fiamme si alzano dritte nell’aria ferma, mettendo un punto di rosso fuoco sul verde cenere dell’atmosfera.
Maria alza il capo dal petto di Giovanni e guarda il suo Gesù. Lo chiama, perché mal lo vede nella poca luce e ai suoi poveri occhi pieni di pianto.
Tre volte lo chiama: «Gesù! Gesù! Gesù!».
È la prima volta che lo chiama per nome da quando è sul Calvario. Infine, ad un lampo che fa come una corona sopra la vetta del Golgota, lo vede, immobile, tutta pendente in avanti, col capo talmente piegato in avanti, e a destra, da toccare con la guancia la spalla e col mento le coste, e comprende.
Tende le mani che tremano nell'aria scura e grida: «Figlio mio! Figlio mio! Figlio mio!».
Poi ascolta... Ha la bocca aperta, pare voglia ascoltare anche con quella, come ha gli occhi per vedere per vedere... Non può credere che il suo Gesù non sia più...
Giovanni, che anche lui ha guardata e ascoltata, ed ha compreso che tutto è finito, abbraccia Maria é cerca allontanarla dicendo: «Non soffre più». Ma, prima che l'apostolo termini la frase, Maria, che ha capito si svincola, gira su se stessa! Si curva ad arco verso il suolo, si porta le mani agli occhi e grida: «Non ho più Figlio!».
E poi vacilla, e cadrebbe se Giovanni non. se la raccogliesse tutta sul cuore, e poi egli si siede, per terra, per sostenerla meglio sul suo petto, finché le Marie, non più trattenute  dal cerchio superiore di armati -perché, ora che i giudei sono fuggiti, i romani si sono ammucchiati sulla piazzuola sottostante commentando l'accaduto- sostituiscono l’apostolo presso la Madre.
La Maddalena si siede dove era Giovanni; e quasi si adagia Maria sui ginocchi, sostenendola fra le braccia e il suo petto, baciandola sul volto esangue, riverso sulla spalla pietosa. Marta e Susanna, con la spugna e un lino intrisi nell'aceto, le bagnano le tempie e le narici, mentre la cognata Maria[31] le bacia le mani chiamandola con strazio, e appena Maria riapre gli occhi, e gira uno sguardo che il dolore rende come ebete; le dice: «Figlia, figlia diletta, ascolta... dimmi che mi vedi... Sono la tua Maria… Non mi guardare così!... ». E poiché il primo singhiozzo apre 1a gola di Maria e le prime lacrime cadono, ella, la buona Maria d'Alfeo, dice: «Sì, sì, piangi... Qui con me, come da una mamma, povera, santa figlia mia»; e quando si sente dire: «Oh! Maria! Maria! Hai visto?», ella geme: «  Sì, sì, …ma…ma…figlia…of! Figlia». Non trova più altro e piange, l’anziana Maria. Un pianto desolato, a cui fanno eco tutte le altre, ossia Marta e Maria, la madre di Giovanni[32] e Susanna.
Le altre pie donne non ci sono più. Penso siano andate via, e con esse i pastori, quando si udì quel grido femminile...  






[1] Mc 15,23 – Mt 27,34.
[2] Con citazioni da: Salmo 45, 3; Cantico dei cantici 5, 10-16; e allusioni a: Numeri 12; Deuteronomio 24, 9.
[3] Mc 15,27 – Lc 23,33 – Mt 27,38.
[4] Mc 15,24 – Lc 23,34 – Mt 27,35
[5] Mc 15,31.
[6] Mt 27,40.
[7] Mc 15,29 – Mt 27,40.
[8]  Mt 27,43.
[9]  Mc 15,32.
[10] Lc 23,35.
[11] Mc 15,40 – Gv 19,25.
[12] Lc 23,39.
[13] Lc, 23,40-41.
[14] Lc 23,34.
[15] Lc 23, 42.
[16] Lc 23,43.
[17] Mc 15,33.
[18] Gv 19,26.
[19] Gv 19,27.
[20] Lc 23,44 – Mt 27,45.
[21] Mc 15,34 – Mt 27, 46 (La versione della Bibbia dice: “Eloi, Eloi, lemà sabactàni? e “Elì, Elì, lemà sabactàni?”)
[22] Mc 15,35 – Mt 27,49
[23] Gv 19,28
[24] Mc 15,36 – Gv 19,29 – Mt 27,48
[25] Gv 19,30
[26] Mc 15,39 – In realtà non ha parlato, ma tutto il suo atteggiamento è di profondo rispetto. Sarà poi uno dei primi convertiti.
[27] Gv 19,30
[28] Lc 23,46.
[29] Ibidem.
[30] Mc 15,37; Mt 27,50.
[31] Mc 15,40 – Gv 19,25 – Maria, madre di Giacomo il minore e Giuda (cugini di Gesù)
[32] Mc 15,40 – Salome, Madre di Giovanni e Giacomo il maggiore e moglie di Zebedeo.




I messaggi della Vergine ad Anguera fino al 3 aprile 2012

3.632 - 3 aprile 2012
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. L’umanità ha perduto la pace perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore. Ecco il tempo opportuno per il vostro ritorno. Non state con le mani in mano. Dio si aspetta molto da voi. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Sono vostra Madre e vi amo. Voglio dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Siate docili alla mia chiamata. Riempitevi di speranza. Nulla è perduto. Confidate in mio Figlio Gesù e sarete vittoriosi. Sono venuta dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Ho ancora nobili cose da dirvi. State attenti. Soffro a causa delle vostre sofferenze. Non perdetevi d’animo. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Coraggio. Quelli che stanno a Bygland vivranno momenti di grande tribolazione. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.631 - 2 aprile 2012
Cari figli, Io sono al vostro fianco anche se non mi vedete. Abbiate coraggio, fede e speranza. Conosco le vostre necessità e supplicherò il mio Gesù per voi. Confidate nel potere di Dio e tutto finirà bene per voi. State attenti. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Siate uomini e donne di costante preghiera. L’umanità si è allontanata da Dio e cammina verso l’abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Pentitevi e tornate a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. Non tiratevi indietro. Testimoniate ovunque che siete di Cristo e che le cose del mondo non sono per voi. Siate miti e umili di cuore. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Vivete rivolti al paradiso, per il quale unicamente siete stati creati e rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in cielo. Inginocchiatevi in preghiera. Soffro per ciò che vi attende. Ebino vivrà momenti di grande tribolazione e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Cercate forza nelle Parole del mio Gesù e nell’Eucaristia. La vostra vittoria è nel Signore. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.630 - 31 marzo 2012
Cari figli, Dio ha fretta. Non state con le mani in mano. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Vi chiedo di vivere i miei appelli e di imitare in tutto mio Figlio Gesù. L’umanità si è allontanata dal Creatore perché gli uomini sono diventati ciechi spiritualmente. Liberatevi veramente dai vostri peccati e servite il Signore con gioia. Io sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per chiamarvi alla conversione sincera. In questi giorni cercate di vivere più vicini a Gesù. Cercatelo nel Sacramento della Confessione e dell’Eucaristia. La vostra vittoria è nel Signore. Non restate fermi. Dopo la grande tribolazione il Signore verrà a voi con grande vittoria. Egli asciugherà le vostre lacrime e tutti vivranno felici. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.629 - 27 marzo 2012
Cari figli, allontanatevi da ogni male e cercate il Signore. Non permettete che le tenebre del demonio entrino nei vostri cuori. Pentitevi sinceramente e riconciliatevi con Dio attraverso il Sacramento della Confessione. Ecco il tempo della grazia per ciascuno di voi. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Amate la verità. Accogliete il Vangelo del mio Gesù per essere salvi. Non dimenticate: in tutto, Dio al primo posto. Inginocchiatevi in preghiera per la pace nel mondo. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. I figli di Lorena piangeranno e grande sarà la sofferenza per i miei poveri figli. State attenti. Non siete soli. Qualunque cosa accada, restate saldi nella vostra fede. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.628 - 25 marzo 2012
Cari figli, voi siete nel mio Cuore Immacolato e non dovete temere nulla. L’umanità è lontana dal Creatore ed è arrivato il momento del grande ritorno. Cercate il Signore, poiché Egli vi attende a braccia aperte. Voi appartenete al Signore e solo in Lui è la vostra vera liberazione. Conosco ciascuno di voi per nome e supplicherò il mio Gesù per voi. Abbiate coraggio. Ecco il tempo delle grandi tribolazioni per l’umanità. Amate e difendete la verità. Aprite i vostri cuori e lasciate che la grazia del mio Gesù trasformi le vostre vite. Il mio Gesù guarda ciascuno di voi. Siate miti e umili di cuore. Non tiratevi indietro. Pregate. Quelli che stanno a Cayo berranno il calice amaro della sofferenza. Soffro per ciò che vi attende. Non perdetevi d’animo. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Io sarò sempre vicino a voi, anche se non mi vedete. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.627 - 24 marzo 2012
Cari figli, tornate a Gesù. In Lui è la vostra speranza e al di fuori di Lui non troverete mai la felicità. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà del Signore per le vostre vite. Sono venuta dal Cielo per indicarvi il cammino della grazia. Non tiratevi indietro. Voi siete del Signore e solo Lui dovete seguire e servire. Non perdete la vostra fede. Non permettete che la fiamma si spenga. Avete ancora un lungo cammino da percorrere. Cercate forza nelle Parole di Gesù e nell’Eucaristia. Io sarò sempre al vostro fianco per aiutarvi. Non temete. Gli abitanti di Belmopan porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. La morte passerà per Guerrero e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Inginocchiatevi in preghiera. Chi sta con il Signore vincerà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.626 - 23 marzo 2012
Cari figli, vi amo. Rallegratevi, perché siete importanti agli occhi di Dio. Egli è molto vicino a voi. Non tiratevi indietro. Abbiate fiducia, fede e speranza. Il domani sarà migliore per tutti gli uomini e le donne di fede. Allontanatevi definitivamente dal peccato e servite il Signore. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Tornate in fretta. L’umanità è malata e solo attraverso la grazia di mio Figlio Gesù sarà curata. Meneng sperimenterà una croce pesante e i miei poveri figli chiederanno aiuto. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera. Non perdetevi d’animo. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.625 - 20 marzo 2012
Cari figli, un fatto doloroso accadrà a Florianópolis e si ripeterà a Dubrovnik. Soffro per ciò che vi attende. Cercate il Signore, che vi attende a braccia aperte. Non vivete nel peccato. Dio vi chiama. Non tiratevi indietro. Non state con le mani in mano. Il vostro tempo è breve. Convertitevi e servite il Signore con coraggio e gioia. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di cercare di imitare ovunque mio Figlio Gesù. Abbiate fiducia, fede e speranza. Nulla è perduto. Confidate nel potere di Dio. Egli è la certezza della vostra vittoria. Se la croce peserà su di voi, mio Figlio Gesù sarà con voi e non vi lascerà soli. Riempitevi dell’amore del Signore. Ho bisogno di ciascuno di voi. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.624 - 19 marzo 2012
Cari figli, cercate il Signore e testimoniate il suo Vangelo. Il mondo vi offre molte strade, ma solo mio Figlio è la vostra unica Via, Verità e Vita. Non tiratevi indietro. Abbracciate la sua grazia e sarete salvi. Non perdete la vostra speranza. Confidate nella Bontà del Signore e tutto finirà bene per voi. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per aiutarvi. Aprite i vostri cuori e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Non temete. Quando sentite il peso delle vostre difficoltà, chiamate Gesù. Solo in Lui è la vostra speranza. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Giorni difficili verranno per voi, ma confidate nella Misericordia di mio Figlio Gesù. Gli uomini e le donne di fede vivranno grandi persecuzioni. Nella Terra della Santa Croce (Brasile) vedrete orrori. Saranno create leggi che impediranno l’azione del popolo di Dio. I giusti piangeranno e si lamenteranno. Coraggio. Nella gioia o nel dolore, amate e difendete la verità. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così potete sostenere il peso delle prove che verranno. Non perdetevi d’animo. Io sarò con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.623 - 17 marzo 2012
Cari figli, sono vostra Madre e voglio vedervi felici già qui sulla terra e più tardi con me in Cielo. Vi chiedo di fare il bene a tutti, perché solo così sarete grandi nella fede. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Dio si aspetta molto da voi. Non tiratevi indietro. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Inginocchiatevi in preghiera e riempitevi di speranza. Mio Figlio è con voi. Confidate in Lui e sarete vittoriosi. Conosco le vostre difficoltà e supplicherò il mio Gesù per voi. Non perdetevi d’animo. Vi amo e sono venuta dal Cielo per portarvi al Cielo. Siate docili. Quando tutto sembrerà perduto sorgerà per voi una grande gioia. Dio non vi abbandonerà. Soffro a causa delle vostre sofferenze. Lima chiederà aiuto e quelli che stanno a Livorno berranno il calice amaro del dolore. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete sostenere il peso delle prove che verranno. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.622 - 13 marzo 2012
Cari figli, vi amo. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in Cielo. Aprite i vostri cuori a mio Figlio Gesù, perché solo Lui è la vostra Via, Verità e Vita. Vi chiedo di essere docili e di non rimanere fermi nel peccato. Convertitevi e vivete rivolti al Signore. La vostra vittoria è nel Signore. Confidate in Lui e non tiratevi indietro. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Siate fedeli al Vangelo del mio Gesù. Non voglio obbligarvi, ma quello che dico dev’essere preso sul serio. Ecco il tempo della grazia per l’umanità. Camminate verso un futuro di grandi prove, ma il Signore non vi abbandonerà. Un fatto doloroso accadrà a Medelpad e si ripeterà a Parigi. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete sostenere il peso delle prove che verranno. Coraggio. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.621 - 12 marzo 2012
Cari figli, riempitevi di speranza e imitate in tutto mio Figlio Gesù. Non siete soli. Quando tutto sembrerà perduto il Signore verrà a voi e sarete vittoriosi. Non perdetevi d’animo davanti alle vostre necessità. Il mio Gesù è al vostro fianco anche se non lo vedete. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera. L’umanità si è allontanata dal Creatore e i miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Siate miti e umili di cuore, perché solo così il mio Gesù potrà realizzare la sua opera in voi. Avete la libertà, ma la cosa migliore è fare la volontà di Dio. Cercate sempre Gesù. Egli vi ama e vi attende a braccia aperte. Io sono vostra Madre e supplicherò il mio Gesù per voi. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio. Tornate in fretta. Il mio Signore desidera trasformarvi e rendervi grandi nella fede. Pregate, pregate, pregate. Pasco conoscerà una croce pesante e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Soffro per ciò che vi attende. Non perdetevi d’animo. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.620 - 10 marzo 2012
Cari figli, confidate in Gesù. In Lui è la vostra vittoria. Quando sentite il peso della croce, chiamatelo e sarete vittoriosi. Io sono vostra Madre e voglio dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Non rimanete fermi. Dio si aspetta molto da voi. Conosco le vostre necessità e supplicherò il mio Gesù per voi. Non perdetevi d’animo. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così otterrete la pace. Soffro per ciò che vi attende. Shinjuku berrà il calice amaro del dolore e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Tornate a Gesù. Egli vuole aiutarvi, ma non rimanete lontani dalla sua grazia. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.619 - 6 marzo 2012
Cari figli, riempitevi di coraggio, perché sono venuta dal Cielo per indicarvi il cammino della Salvezza. Siate fedeli a Gesù. Amate e difendete la verità. L’umanità è diventata infedele perché gli uomini si sono allontanati dalla verità. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di cercare di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Ecco il tempo della grazia per ciascuno di voi. Non restate con le mani in mano. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Inginocchiatevi in preghiera. Cercate forza nell’Eucaristia e nelle parole di mio Figlio Gesù. Voi appartenete al Signore. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Non tiratevi indietro. Io sono vostra Madre e sono instancabile. Camminate verso un futuro di grandi prove. Botany Bay vivrà momenti di grande tribolazione e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Avanti senza paura. Chi cammina con il Signore non sperimenterà mai il peso della sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.618 - 5 marzo 2012
Cari figli, sono venuta dal Cielo per dirvi che siete amati, uno per uno, dal Padre, nel Figlio, per mezzo dello Spirito Santo. Non rimanete fermi nel peccato. Pentitevi e servite il Signore con fedeltà. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Sono vostra Madre e voglio aiutarvi. Siate docili alla mia chiamata. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Amate la verità e accogliete il Vangelo di mio Figlio Gesù per essere salvi. Quando tutto sembrerà perduto sorgerà per voi la grande vittoria di Dio. Devon e Cusco: la morte passerà e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Pregate, pregate, pregate. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.617 - 3 marzo 2012
Cari figli, voglio dirvi che siete importanti per il Signore e che Egli si aspetta molto da voi. Aprite i vostri cuori e vivete nella sua grazia. Non rimanete fermi nel peccato. Cercate forza nell’Eucaristia e nelle parole di mio Figlio Gesù. Quando vi capita di cadere, cercate la grazia del Signore per mezzo del Sacramento della Confessione. Conosco ciascuno di voi per nome e sono venuta dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Non state con le mani in mano. Non rimandate a domani quello che dovete fare. La morte passerà per Vejle e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Anche coloro che stanno a Sintra e Acra vivranno momenti di grande afflizione. Inginocchiatevi in preghiera. Soffro per ciò che vi attende. Ascoltatemi. Non tiratevi indietro. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.616 - 28 febbraio 2012
Cari figli, vi amo come siete e voglio vedervi felici già qui sulla Terra e più tardi con me in Cielo. Vi chiedo di essere in tutto simili a mio Figlio Gesù. Allontanatevi dal male e servite il Signore. Ecco il tempo opportuno per convertirvi. Non tiratevi indietro. Dio è molto vicino a voi. L’umanità si è allontanata dal Signore e cammina verso l’abisso dell’autodistruzione. Io voglio aiutarvi, ma quello che dico dev’essere preso sul serio. Riempitevi dell’amore del Signore, perché solo così sarete capaci di amare il vostro prossimo. Sono vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi attende. Un fatto spaventoso accadrà a Rijeka e si ripeterà a Salvador. Inginocchiatevi in preghiera. Solo mediante la forza della preghiera potete sostenere il peso delle prove che verranno. Coraggio. Dio è al vostro fianco. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.615 - 27 febbraio 2012
Cari figli, non permettete che il demonio vi allontani dalla grazia di Dio. Non lasciatevi prendere da dubbi e incertezze. Credete nel Potere di Dio. Egli è molto vicino a voi. Aprite i vostri cuori e accettate la Sua volontà per le vostre vite. Sono venuta dal Cielo per condurvi al Cielo. Non tiratevi indietro. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Dio ha fretta. L’umanità si è allontanata dal Creatore e i miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Tornate. Il mio Signore vi attende a braccia aperte. Quelli che stanno a Laodicea porteranno una croce pesante. Inginocchiatevi in preghiera. La vostra vittoria è nel Signore. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.614 - 25 febbraio 2012
Cari figli, abbiate coraggio, fede e speranza. Dio è molto vicino a voi. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Siete preziosi per il Signore ed Egli vi chiama. Aprite i vostri cuori e ascoltatelo. Lasciatevi condurre dalle Mani del Signore e troverete la salvezza. Accogliete i miei appelli e vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Ecco, sono arrivati i tempi da me predetti. Pregate. La vostra vittoria è nel Signore. Avanti sul cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Ajaccio piangerà la morte dei suoi figli. Soffro per ciò che vi attende. Non tiratevi indietro. Voglio portarvi a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.613 - 22 febbraio 2012
Cari figli, vi invito alla conversione sincera, che è possibile solo a coloro che si aprono alla grazia di Dio. Non state con le mani in mano. Pregate. Fate penitenza e, attraverso la carità, fate gesti concreti in favore dei più bisognosi. Cercate il Signore per mezzo dei sacramenti e vivete con gioia i miei messaggi. Voglio dirvi che siete importanti per il Signore ed Egli si aspetta molto da voi. State attenti. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Accogliete il Vangelo di mio Figlio Gesù per essere uomini e donne di fede. Gdynia chiederà aiuto e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Un evento simile si verificherà nel sud della Bahia. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete ottenere la vittoria. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.612 - 21 febbraio 2012
Cari figli, abbracciate il vostro cammino di veri figli di Dio e non permettete che il demonio vi renda schiavi. Voi state nel mondo, ma appartenete al Signore. Abbiate coraggio. L’umanità ha bisogno della vostra sincera e coraggiosa testimonianza. Aprite i vostri cuori e date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per indicarvi il cammino della salvezza. Non tiratevi indietro. Jiwani berrà il calice amaro del dolore e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così potete ottenere la pace. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.611 - 18 febbraio 2012
Cari figli, vi amo. Non tiratevi indietro. Dio ha bisogno di voi. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Ecco il tempo delle grandi confusioni spirituali. Il demonio vuole allontanarvi dalla verità. State attenti. Non ascoltate quelli che seminano confusione. Sono ciechi che vogliono portarvi alla cecità spirituale. Restate con la Chiesa. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Bamberg chiederà aiuto e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Pregate molto davanti alla croce. Dio vuole salvarvi, ma siate fedeli. Non temete. Chi sta con il Signore non sarà mai sconfitto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.610 - 16 febbraio 2012
Cari figli, sono venuta dal Cielo per condurvi a mio Figlio Gesù. Vi chiedo di fare il bene a tutti e di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Voi appartenete al Signore. Non fate la volontà del mondo. Fuggite dal peccato e servite il Signore con fedeltà. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Inginocchiatevi in preghiera e vedrete la trasformazione della Terra. L’umanità si è allontanata dal Creatore e i miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Pentitevi e tornate. Ecco il tempo opportuno per il vostro sì. Sopot e Turbo: la morte verrà e grande sarà la distruzione. Soffro per ciò che vi attende. Vivete i miei appelli e date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. MI aspetto molto da voi. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.609 - 15 febbraio 2012
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. Ecco il tempo dei dolori per gli uomini e le donne di fede. Cercate forza in Gesù, perché solo così potete sostenere il peso della croce. Sono venuta dal cielo per chiamarvi alla conversione. Aprite i vostri cuori ai miei appelli. Io sono vostra Madre e so cosa vi attende. Un fatto doloroso accadrà nella Bahia e si ripeterà a Viseu. I miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Coraggio. Io sarò al vostro fianco. Non tiratevi indietro. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.608 - 14 febbraio 2012 
Cari figli, aprite i vostri cuori al Signore e siate in tutto simili a Gesù. Sono venuta dal Cielo per aiutarvi. Siate docili e sarete grandi nella fede. Conosco ciascuno di voi per nome e so di cosa avete bisogno. Non temete. Qualunque cosa accada, confidate in Gesù. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. State attenti. Ascoltate la voce di Dio e lasciatevi guidare dalla sua grazia. Non voglio obbligarvi, ma ascoltatemi. Allontanatevi definitivamente dal peccato e date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. L’umanità cammina verso l’abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Pregate, pregate, pregate. La morte passerà per Porto e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Non tiratevi indietro. Abbiate fiducia, fede e speranza. Chi sta con il Signore non conoscerà mai il peso della sconfitta. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.607 - 11 febbraio 2012 
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. Dio è al vostro fianco anche se non lo vedete. Siate miti e umili di cuore, perché solo così potete testimoniare l’Amore del Signore. Ecco il tempo della grazia per ciascuno di voi. Non tiratevi indietro. Io sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Un fatto doloroso accadrà a Vitória e si ripeterà a Colima. Pregate. Chiamate Gesù ed Egli verrà per benedirvi e soccorrervi. Coraggio. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.606 - 9 febbraio 2012 
Cari figli, l’umanità si è allontanata dal Creatore e cammina verso l’abisso dell’autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Tornate a Gesù. Egli desidera ricolmarvi di amore e pace, ma voi non potete stare con le mani in mano. Siate forti e saldi nella fede. Fatevi coraggio e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Il mio Signore ha bisogno del vostro coraggio e della vostra disponibilità. Portate il Vangelo a coloro che ancora non lo conoscono. Ho fretta. Soffro a causa dei miei poveri figli che sono lontani. Alcuni uomini scelti da Dio stanno dormendo. È arrivato il tempo di svegliarsi. I responsabili della guida del popolo di Dio stanno con le mani in mano e molte anime si stanno perdendo per mancanza di conoscenza. Se potete offrire acqua limpida, non permettete che i miei poveri figli bevano acqua contaminata. Dio chiederà conto di tutti. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Coloro che stanno a Siazan porteranno una croce pesante. Sofferenze simili saranno vissute dagli abitanti di Amsterdam. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.605 - 7 febbraio 2012 
Cari figli, qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Quando sentite il peso della croce, cercate forza in Gesù. Egli è la certezza della vostra vittoria. Io sono vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi attende. Jalisco berrà il calice amaro del dolore e da ogni lato si udranno grida. Pregate. Nulla è perduto. Portate Gesù e la sua speranza a tutti coloro che vivono lontani dalla sua grazia. Non temete. Il mio Gesù è molto vicino a voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.604 - 4 febbraio 2012 
Cari figli, non temete. Io sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per condurvi a mio Figlio Gesù. Confidate in Lui che è il vostro Bene Assoluto e vi conosce per nome. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Restate con Gesù e siate difensori della verità. Il demonio semina confusione, ma la vittoria sarà del Signore. Inginocchiatevi in preghiera e vivete con gioia i miei appelli. Non voglio obbligarvi, ma quello che dico dev’essere preso sul serio. Quando tutto sembrerà perduto verrà per voi una grande gioia. Pregate molto davanti alla croce e vedrete la pace regnare sulla Terra. La morte passerà per il Nordest e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Soffro per ciò che vi attende. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.603 - 31 gennaio 2012 
Cari figli, ecco i tempi dei dolori per l’umanità. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio e se gli uomini non si convertono un grande castigo cadrà sopra di voi. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così sarete vittoriosi. Non temete. I giorni che precedono la grande purificazione sono ancora lontani. Tornate a Gesù e testimoniate che siete uomini e donne di fede. Un fatto doloroso accadrà a Cajamarca e grande sarà la sofferenza per i miei poveri figli. Ascoltatemi. Non voglio obbligarvi, ma non rimandate a domani quello che dovete fare. Avanti sul cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Chi sta con il Signore non sperimenterà mai la sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.602 - 29 gennaio 2012 
Cari figli, vi amo come siete e voglio aiutarvi. Siate miti e umili di cuore. Dite a tutti che Dio ha fretta e che questo è il tempo della grazia. Non state con le mani in mano. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Abbiate coraggio. Testimoniate ovunque i miei appelli. Molti ancora sono lontani da Gesù e un grande numero di anime ancora non lo conosce. Portate Gesù a tutti. Con i vostri esempi e parole, mostrate al mondo di oggi che Dio è verità e che Egli esiste. Cercate forza nella preghiera, nell’Eucaristia e nell’ascolto delle Parole di mio Figlio Gesù. Nulla è perduto. La morte passerà per il Sud della Francia e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.601 - 28 gennaio 2012 
Cari figli, aprite i vostri cuori al Signore e lasciate che Egli trasformi le vostre vite. Sono venuta dal Cielo per condurvi al Cielo. Non voglio obbligarvi, ma quello che dico dev’essere preso sul serio. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Sono vostra Madre e sono instancabile. Inginocchiatevi in preghiera e vedrete la pace regnare sulla Terra. L’umanità è malata ed è arrivato il momento di pentirvi. Siate del Signore. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Camminate verso un futuro di grandi prove. Quelli che stanno a Cairns chiederanno aiuto. Soffro per ciò che vi attende. Tornate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.600 - 24 gennaio 2012 
Cari figli, dite il vostro sì alla chiamata del Signore. Voi state nel mondo, ma appartenete al Signore. Aprite i vostri cuori e servite il Signore con gioia. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera. Nulla è perduto. Giorni di gioia verranno per gli eletti di Dio. Segni straordinari saranno visti in tutta la Terra e coloro che sono lontani da Dio torneranno. Date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Il Signore vi ha scelti e confida in voi. Avanti senza paura. Coloro che stanno a Enzkreis chiederanno aiuto e i miei poveri figli berranno il calice amaro del dolore. Io sono vostra Madre e so cosa vi attende. Non tiratevi indietro. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.599 - 22 gennaio 2012 
Cari figli, avanti senza paura. Riponete la vostra fiducia in Gesù e tutto finirà bene per voi. Quando sentite il peso delle vostre difficoltà, chiamate Gesù. Egli è il vostro Tutto e solo in Lui è la vostra vittoria. Sono felice che siate qui. Supplicherò il mio Gesù per voi. Abbiate fiducia, fede e speranza. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Ho bisogno della vostra sincera e coraggiosa testimonianza. Voi appartenete al Signore ed Egli si aspetta molti da voi. Un fatto doloroso accadrà a Brasilia e si ripeterà a Città del Capo. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete sostenere il peso delle prove. Queenstown berrà il calice amaro del dolore e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Non state con le mani in mano. Non c’è vittoria senza croce. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.598 - 21 gennaio 2012 
Cari figli, io sono al vostro fianco anche se non mi vedete. Non perdetevi d’animo. Chi sta con il Signore non sperimenterà mai il peso della sconfitta. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così potete ottenere la pace. Ecco il tempo delle grandi confusioni spirituali. Il demonio semina confusione tra di voi, ma la sua maschera cadrà e la verità regnerà nei cuori dei fedeli. State attenti. Vi chiedo di fare il bene a tutti. Riempitevi dell’amore del Signore, perché solo così sarete guariti spiritualmente. Io sono vostra Madre e supplicherò il mio Gesù in vostro favore. Coraggio. Affidate al mio Gesù la vostra esistenza. In Lui è la vostra speranza e salvezza. L’umanità si è allontanata dal Creatore e cammina verso un grande abisso. Al Bayda vivrà momenti di grande sofferenza e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Convertitevi. Ecco il tempo opportuno per riconciliarvi con Dio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.597 - 20 gennaio 2012 
Cari figli, ascoltate la voce di Dio e affidate a Lui la vostra esistenza. Allontanatevi da tutto ciò che offende il Signore e dite no ai progetti del demonio. Voi siete del Signore e solo Lui dovete seguire e servire. Chiudete i vostri orecchi alle canzoni che vi portano al peccato. State attenti. Le canzoni devono fare bene alle vostre anime e non allontanarvi dalla grazia. Dio è rattristato per l’umanità ed è arrivato il momento del grande ritorno. Io sono vostra Madre e voglio aiutarvi. Aprite i vostri cuori ai miei appelli e sarete condotti alla santità. Non temete. Il domani sarà migliore per gli uomini e le donne di fede. Agadez e Al-Hoseyma: la morte passerà e grande sarà la sofferenza per i miei poveri figli. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.596 - 17 gennaio 2012 
Cari figli, vi amo immensamente e so di cosa avete bisogno. Abbiate fiducia. Supplicherò mio Figlio Gesù per voi. Non perdetevi d’animo davanti alle vostre difficoltà. Voi state nel mondo, ma appartenete al Signore. Ho bisogno del vostro sì sincero e coraggioso. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Tornate a Gesù. Egli vi attende a braccia aperte. Ecco il tempo della vostra decisione. Non permettete che il demonio vi inganni. Accogliete il Vangelo e restate con la Chiesa. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Pregate. Coloro che stanno a Sousse chiederanno aiuto. Soffro per ciò che vi attende. Cercate forza in Gesù. Non tiratevi indietro. La vostra vittoria è nel Signore. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.595 - 14 gennaio 2012 
Cari figli, avanti con coraggio e gioia. Dio è al vostro fianco. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Allontanatevi definitivamente da ogni male e servite il Signore. In Lui è la vostra speranza e salvezza. Confidate in Lui, che vi ama e vi conosce per nome. Sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Un fatto doloroso accadrà nel Matabeleland Settentrionale (Zimbabwe) e si ripeterà a Salta. Inginocchiatevi in preghiera. Ecco il tempo delle grandi prove per i miei poveri figli. Coloro che stanno nel Matabeleland Meridionale vivranno momenti di grande afflizione. State attenti. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.594 - 12 gennaio 2012 
Cari figli, dite il vostro sì alla chiamata del Signore e siate fedeli al Vangelo del mio Gesù. Siate difensori della vostra fede, perché il Signore ha bisogno della vostra testimonianza. Non perdetevi d’animo. Ecco il tempo delle grandi confusioni spirituali. Abbracciate la verità e non permettete che le false ideologie vi allontanino dalla verità. Restate con la Chiesa. Sono vostra Madre Addolorata e so cosa vi attende. Un fatto doloroso accadrà a Bandung e si ripeterà in Cile. Inginocchiatevi in preghiera. Ripeto, pregate molto davanti alla croce supplicando la Misericordia di Gesù. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

3.593 - 10 gennaio 2012 
Cari figli, Io vi amo come siete e voglio vedervi felici già qui sulla Terra e più tardi con me in Cielo. Non tiratevi indietro. Ho bisogno del vostro sì sincero e coraggioso. Voi appartenete al Signore ed Egli si aspetta molto da voi. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità si è allontanata dal Creatore e i miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Pentitevi e servite il Signore. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Coloro che stanno a Fongafale chiederanno aiuto e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Pregate, pregate, pregate. Accogliete il Vangelo di mio Figlio Gesù. Ascoltate i miei appelli, perché voglio condurvi a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. Non perdetevi d’animo. Io starò molto vicina a voi. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Coraggio. Nulla è perduto. Confidate in Gesù e sarete vittoriosi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.592 - 7 gennaio 2012 
Cari figli, abbiate coraggio. Io sarò sempre al vostro fianco. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato e sarete vittoriosi. Conosco le vostre necessità e supplicherò il mio Gesù per voi. Aprite le porte a Cristo e lasciate che abiti in voi. Voi appartenete al Signore ed Egli vi ama. Pregate molto davanti alla croce. L’umanità si è contaminata con il peccato e i miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Fate la volontà del Signore. Il grande peccato dell’umanità è valorizzare la creatura più del Creatore. Pentitevi e servite il Signore. Pangai chiederà aiuto e grande sarà la sofferenza per i miei poveri figli. La sofferenza arriverà ad Acri (Israele) attraverso l’acqua. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.591 - 3 gennaio 2012 
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. Confidate in Gesù e tutto finirà bene. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di cercare di testimoniare ovunque l’amore di Dio. Camminate verso un futuro di grandi prove. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Io sono vostra Madre e voglio portarvi a mio Figlio Gesù. Siate docili. Qualunque cosa accada, non perdete la vostra speranza. Same vivrà l’angoscia di un condannato e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Soffro per ciò che vi attende. Non perdetevi d’animo. Chi sta con il Signore vincerà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.590 - 1 gennaio 2012  
Cari figli, avrete ancora lunghi anni di dure prove. Solo in Gesù troverete la forza per sopportare il peso della croce che verrà. Non perdete la vostra speranza. Dio è molto vicino a voi. Tornate a Lui, che vi ama e vi conosce per nome. Sono la Regina della Pace e sono venuta dal Cielo per portarvi la pace. Riempitevi di coraggio, fede e speranza. Nulla è perduto. Voglio dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Aprite i vostri cuori. Inginocchiatevi in preghiera. La vostra nazione (Brasile) berrà il calice amaro della sofferenza. Soffro per ciò che vi attende. Siate fedeli. Giorni di tenebre verranno per la Chiesa. Il Santo Padre berrà il calice amaro del dolore. Ecco il tempo del calvario per la Chiesa. Non tiratevi indietro. Qualunque cosa accada, restate con Gesù. Coraggio. Io supplicherò mio Figlio Gesù per ciascuno di voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace

Prendi la mia vita

NOVENA ALLA DIVINA MISERICORDIA

(ha inizio il Venerdì Santo)

 Gesù rivolse a Santa Faustina Kowalska queste parole sull’importanza della Corona della Divina Misericordia: «Desidero che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla fonte della Mia Misericordia, affinché attingano forza, refrigerio ed ogni Grazia, di cui hanno bisogno per le difficoltà della vita e specialmente nell'ora della morte. Ogni giorno condurrai al Mio Cuore un diverso gruppo di anime e le immergerai nel mare della Mia Misericordia. E Io tutte queste anime le introdurrò nella casa del Padre Mio. Lo farai in questa vita e nella vita futura. E non rifiuterò nulla a nessun'anima che condurrai alla fonte della Mia Misericordia. Ogni giorno chiederai al Padre Mio le Grazie per queste anime per la Mia dolorosa Passione”. Risposi: “Gesù, non so come fare questa novena e quali anime introdurre prima nel Tuo misericordiosissimo Cuore”. E Gesù mi ri­spose che me l'avrebbe detto giorno per giorno quali anime dovevo introdurre nel Suo Cuore».

  Le Promesse di Gesù Misericordioso 
- Con questa Coroncina otterrai qualsiasi Grazia, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà. La Mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina. I Sacerdoti la raccomandino a chi vive nel peccato come una tavola di salvezza. Se verrà recitata accanto a un moribondo, Mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore Misericordioso. - Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. “In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione”.
 L'anima che venererà questa immagine non perirà, già su questa terra Prometto la vittoria sui suoi nemici e sarà difesa come Mia gloria nell'ora della morte.

 - L'anima che la prima domenica dopo Pasqua si confesserà e riceverà degnamente la Santa Comunione, dopo aver fatto per 9 giorni a partire dal Venerdì Santo una novena usando la Coroncina alla Divina Misericordia, riceverà la grande Grazia della remissione totale di tutte le pene e dei castighi. 1° giorno (Venerdì Santo) Meditare su Gesù Crocifisso e sul valore delle anime (costano tutto il sangue di Gesù....) Parole di nostro Signore: “Oggi portami l’umanità intera, specialmente tutti i peccatori, ed immergili nell’oceano della mia Misericordia. Così tu addolcirai la mia amarezza per la perdita delle anime”.

 Chiediamo misericordia per l’umanità intera. Misericordioso Gesù, poiché tua prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma alla fiducia che nutriamo nella tua infinita bontà. Ricevi tutti nel tuo Cuore compassionevole e non respingere mai nessuno. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre ed allo Spirito santo.

 Pater... Ave... Gloria...

 Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di Misericordia sull’umanità intera, specialmente sui peccatori, la cui unica speranza è il Cuore pietoso di tuo Figlio. Per la sua dolorosa Passione, dimostra la tua Misericordia, affinché noi possiamo insieme eternamente lodare la tua potenza. Amen. (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia) - si trova alla fine-

 2° giorno (Sabato Santo) Meditare su Gesù-Verbo e Gesù-Carne e sull’intima unione di amore tra noi e Dio. Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime dei sacerdoti e dei consacrati ed immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi hanno dato la forza di sopportare la mia dolorosa Passione. Per mezzo di queste anime, come attraverso dei canali, la mia Misericordia si riversa sull’umanità”.

 Preghiamo per il clero e per i consacrati. Misericordiosissimo Gesù, fonte di ogni bene, moltiplica sui consacrati la grazia, affinché con la parola e l’esempio compiano degnamente le opere di misericordia, in modo che tutti coloro che li vedono glorifichino il Padre che è nei cieli.

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole agli eletti della tua vigna, i sacerdoti ed i religiosi, colmandoli della pienezza della tua benedizione. Per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio concedi loro luce e forza, affinché possano condurre gli uomini sulla via della salvezza e glorificare per sempre con loro la tua Misericordia infinita. Amen. (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

 3° giorno (Domenica di Pasqua) Meditare sulla grande manifestazione della Divina Misericordia: il dono pasquale del Sacramento della Penitenza che, nell’azione liberatrice dello Spirito Santo, reca risurrezione e pace ai nostri spiriti. Parole di nostro Signore: “Oggi portami tutte le anime fedeli e pie; immergile nell’oceano della mia Misericordia. Queste anime mi hanno confortato sulla via del Calvario; esse erano una goccia di consolazione in mezzo ad un oceano di amarezze”. 

Preghiamo per tutti i cristiani fedeli. Misericordiosissimo Gesù, che concedi abbondantemente le tue grazie a tutti gli uomini, accogli nel tuo Cuore infinitamente buono tutti i cristiani fedeli e non permettere che ne escano mai più. Te lo chiediamo per il tuo profondo amore verso il Padre Celeste.

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, volgi uno sguardo compassionevole alle anime fedeli, eredità del Figlio tuo; per i meriti della sua dolorosa Passione, concedi loro la tua benedizione e proteggile sempre, affinché non perdano l’amore e il tesoro della santa fede, ma lodino con tutta la schiera degli Angeli e dei Santi per l’eternità la tua infinita Misericordia. Amen.

 (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

 4° giorno (Lunedì dell’Angelo) Meditare sulla Paternità di Dio, sulla confidenza ed il pieno abbandono che dobbiamo avere in Lui sempre e dovunque. Parole di nostro Signore: “Oggi portami quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nella mia amara Passione e il loro futuro zelo confortava il mio Cuore. Immergili ora nell’oceano della mia Misericordia”.
 Preghiamo per i pagani e gli increduli Misericordiosissimo Gesù, tu che sei la luce del mondo, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime di coloro che non ti hanno ancora conosciuto; siano illuminati dai raggi della tua grazia, affinché glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia. 

Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime dei pagani e degli increduli, perché Gesù tiene anch’essi nel suo Cuore. Portale alla luce del Vangelo: che capiscano quanto grande è la felicita di amarti; fa’ che tutte glorifichino eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

 5° giorno (Martedì di Pasqua) Meditare sulle parabole del buon Pastore e dei pastori infedeli (cfr. Gv. 10,11-16; Ez 34,4.16), mettendo in risalto la responsabilità che tutti abbiamo verso il prossimo vicino e lontano; in più soffermarsi a considerare attentamente gli episodi del rinnegamento e della conversione di S. Pietro (cfr. Mt 26,6975; Lc 22,31-32), dell’adultera (cfr. Gv 8,111) e della peccatrice (cfr. Lc 7,30-50). Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime dei fratelli separati, immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono quelle che nella mia amara agonia laceravano il mio Corpo ed il mio Cuore, cioè la Chiesa. Quando si riconcilieranno con la mia Chiesa, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione”.

 Preghiamo per quelli che s’ingannano nella fede Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime dei nostri fratelli separati. Attirale con il tuo splendore all’unità della Chiesa e non permettere che ne escano mai più, ma adorino anch’esse la generosità della tua Misericordia.

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime degli eretici e degli apostati che, perseverando ostinatamente nei loro errori, hanno sprecato i tuoi doni ed abusato della tua grazia. Non guardare la loro cattiveria, ma l’amore di tuo Figlio e i dolori della Passione che Egli accettò per loro. Fa’ si che ritrovino al più presto l’unità e che, insieme a noi, esaltino la tua Misericordia. Amen.
 (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

 6° giorno (Mercoledì di Pasqua) Meditare su Gesù bambino e sulle virtù della mitezza e dell’umiltà di cuore (cfr. Mt 11,29), sulla dolcezza di Gesù (cfr. Mt 12,1521) e sull’episodio dei figli di Zaccheo (cfr. Mt 20,20-28; 18,1-15; Lc 9,46-48). Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli: immergile nell’oceano della mia Misericordia. Somigliano di più al mio Cuore, e sono esse che mi davano forza nella mia dolorosa agonia. Le ho viste allora come degli angeli terrestri, vigilanti sui miei altari. Sopra di loro verso i fiumi delle mie grazie, poiché soltanto un’anima umile, in cui metto tutta la mia fiducia, è capace di accettare i miei doni”. Preghiamo per i fanciulli e le anime umili Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore” (Mt 11,29), ricevi nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli. Poiché danno gioia al Cielo, esse sono fatte segno dell’affetto speciale del Padre Celeste: sono un mazzo di fiori profumati davanti al trono divino, dove Dio si compiace del profumo delle loro virtù. Concedi loro la grazia di lodare perennemente l’Amore e la Misericordia di Dio

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime miti ed umili e a quelle dei fanciulli che sono particolarmente care al Cuore del Figlio tuo. Nessuna anima assomiglia più di loro a Gesù; il loro profumo si alza dalla terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di Bontà, per l’amore che porti a queste anime e per la gioia che provi nel guardarle, ti supplichiamo di benedire il mondo intero, affinché noi possiamo glorificare eternamente la tua Misericordia. Amen.

 (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

 7° giorno (Giovedì di Pasqua) Meditare sul S. Cuore di Gesù e sull’immagine di Gesù Misericordioso, sui due fasci di luce bianca e rossa, simbolo di purificazione, di perdono e di sollievo spirituale. Inoltre riflettere attentamente sulla tipica caratteristica messianica di Cristo: la Divina Misericordia (cfr. Lc 4,16-21; 7,18-23; Is 42,1-7; 61,1-6.10), soffermandoci sulle opere di misericordia spirituale e corporale ed in particolare sullo spirito di disponibilità verso il prossimo comunque bisognoso. Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime che onorano e glorificano particolarmente la mia Misericordia. Sono anime che più di ogni altra hanno partecipato alla mia Passione e penetrano più profondamente nel mio Spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore Misericordioso. Esse splenderanno nella vita futura di un particolare fulgore, e nessuna di loro cadrà nel fuoco dell’inferno; ciascuna avrà la mia assistenza all’ora della morte”. Preghiamo per quelli che venerano la Divina Misericordia e diffondono la sua devozione. Misericordiosissimo Gesù, il tuo Cuore è Amore; accogli in esso le anime che onorano e diffondono in modo speciale la grandezza della tua Misericordia. Dotate della potenza stessa di Dio, sempre fiduciose nella tua imperscrutabile Misericordia e abbandonate alla santa volontà di Dio, esse portano sulle loro spalle l’intera umanità, ottenendo continuamente per essa dal Padre Celeste perdono e grazie. Che esse perseverino fino alla fine nel loro zelo iniziale; nell’ora della morte non venire loro incontro da Giudice, ma da Redentore Misericordioso.

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime che adorano e glorificano specialmente il tuo principale attributo: l’infinita Misericordia. Rinchiuse nel Cuore Misericordioso di tuo Figlio, queste anime sono come un Vangelo vivo: le loro mani sono piene di atti di misericordia e la loro anima esultante canta l’inno della tua gloria. Noi ti preghiamo, Dio benigno, di manifestare loro la tua Misericordia secondo la speranza e la fiducia che hanno riposto in te, affinché così si adempia la promessa di Gesù, cioè che proteggerà durante la vita e nell’ora della morte chiunque adorerà e propagherà il mistero della tua Misericordia”. Amen.
 (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

 8° giorno (Venerdì di Pasqua) Meditare sulle parabole della Divina Misericordia (cfr. Lc 10,29-37;15,11-32;15,1-10) puntualizzando sia il sollievo della sofferenza verso i vivi e i defunti, come anche la promozione integrale dell’uomo e la necessità di avvicinare i lontani. Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime che si trovano nel Purgatorio ed immergile nell’abisso della mia Misericordia, affinché gli zampilli del mio sangue ristorino la loro arsura. Tutte queste povere anime sono da me immensamente amate; esse soddisfano la Giustizia Divina. È in tuo potere portar loro sollievo offrendo tutte le indulgenze e le offerte espiatorie prese dal tesoro della mia Chiesa. Se tu conoscessi il loro tormento, non smetteresti di offrire l’elemosina delle tue preghiere e di pagare i debiti che esse hanno contratto con la mia Giustizia”.

 Preghiamo per le Anime del Purgatorio. Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Misericordia io voglio” (Mt 9,13), accogli, ti preghiamo, nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso le anime del Purgatorio, che ti sono molto care, ma che devono tuttavia soddisfare alla Giustizia Divina. I torrenti di sangue e di acqua, che sgorgano dal tuo Cuore, spengano le fiamme del fuoco del Purgatorio, affinché anche là si manifesti la potenza della tua Misericordia.

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime che soffrono nel Purgatorio. Per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e per l’amarezza che riempì il suo Cuore sacratissimo abbi pietà di quanti si trovano sotto lo sguardo della tua Giustizia. Ti chiediamo di guardare queste anime solo attraverso le Piaghe del tuo Figlio prediletto, perché siamo convinti che la tua Bontà e Misericordia non hanno limiti. Amen.
(Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)

9° giorno (Sabato di Pasqua) Meditare sulla Madonna ed in particolare sull’Ecce, Fiat, Magnificat e Adveniat, caratteristiche indispensabili per vivere un’autentica vita sacerdotale, tutta amore verso Dio e prestazione misericordiosa verso il prossimo, comunque bisognoso. Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime tiepide e immergile nell’oceano della mia Misericordia. Sono esse che feriscono il mio Cuore nella maniera più dolorosa. Nell’Orto degli ulivi la mia anima provo verso di loro una grande avversione. Fu per causa loro che pronunciai quelle parole: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22,42). Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima ancora di salvezza”. Preghiamo per le anime tiepide Misericordiosissimo Gesù, che sei la Bontà stessa, accogli nella dimora del tuo Cuore le anime tiepide. Fa’ che si riscaldino al fuoco del tuo puro Amore queste anime gelide, che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanta avversione. Gesù pietosissimo usa l’onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo Amore, affinché, accese di nuovo zelo, siano esse pure al tuo servizio.

 Pater... Ave... Gloria... Eterno Padre, guarda con occhio pietoso le anime tiepide che sono oggetto d’amore del Cuore di tuo Figlio. Padre di Misericordia, per i meriti della dolorosa Passione di tuo Figlio e delle tre ore di agonia sulla Croce, permetti che, accese d’amore, esse glorifichino di nuovo la grandezza della tua Misericordia. Amen.

 Preghiamo: O Dio, infinitamente pietoso, moltiplica in noi l’azione della tua Misericordia, affinché nelle prove della vita non disperiamo, ma ci conformiamo con una fiducia sempre più grande alla tua santa Volontà e al tuo Amore. Per nostro Signore Gesù Cristo, Re di Misericordia nei secoli. Amen.

 (Si reciti la Coroncina alla Divina Misericordia)


 CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA
 La recita della Coroncina deve essere così composta: Si usa la Corona del Rosario.
All'inizio il Segno di Croce: Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Segue un Padre Nostro, un'Ave e il Credo:

 Sui grani del Padre Nostro si recita una volta: Eterno Padre, ti offro il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
Sui grandi dell'Ave Maria si recita per dieci volte consecutivamente: Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
 Alla fine della coroncina (5 decine) si recita per 3 volte: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
E poi : O Sangue ed Acqua che scaturisti dal cuore di Gesù come sorgente di Misericordia, Confido in Te. Il segno della Croce conclude la Coroncina: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Coroncina della Divina Misericordia

Madre io vorrei

Custodiscimi

Lode al Signore Dio Onnipotente..tutto ciò che è nei cieli è sulla terra è tuo...

Padre sia fatta la tua volontà...

Questa è la mia Fede...

Gesù Cristo: Ricercato!

giovedì 5 aprile 2012

Il Papa: “La situazione della Chiesa è drammatica”



Nel corso della Messa del Crisma Benedetto XVI risponde all’appello lanciato dal movimento
di monsignor Helmut Schueller che chiede anche l’ordinazione per le donne.
E poi avverte: “Situazione spesso drammatica della Chiesa di oggi, sacerdoti si interroghino”

CITTA’ DEL VATICANO (5 aprile 2012) - “La disobbedienza al Magistero”, la richiesta di “ordinazione delle donne” non sono “una via per rinnovare la Chiesa, resta la necessità di conformarsi a Cristo anche “nella situazione spesso drammatica della Chiesa di oggi”.
Così il Papa, nel corso della Messa del Crisma celebrata nella Basilica di San Pietro, ha fatto riferimento al movimento dissidente dei preti austriaci, circa 400, che hanno sottoscritto un documento in favore della disobbedienza e chiesto riforme radicali alla Chiesa. Il movimento nato in Austria ha poi raccolto consensi in Germania, Irlanda, Belgio.
“Di recente -ha infatti affermato il Pontefice- un gruppo di sacerdoti in un Paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del Magistero - ad esempio nella questione circa l’ordinazione delle donne, in merito alla quale il Beato Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato in maniera irrevocabile che la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore”.
“La disobbedienza al Magistero -ha aggiunto il Papa- è una via per rinnovare la Chiesa? Vogliamo credere agli autori di tale appello, quando affermano di essere mossi dalla sollecitudine per la Chiesa; di essere convinti che si debba affrontare la lentezza delle Istituzioni con mezzi drastici per aprire vie nuove per riportare la Chiesa all’altezza dell’oggi. Ma la disobbedienza è veramente una via?”.
Il movimento al quale il Papa fa riferimento è quello guidato da monsignor Helmut Schueller, 59 anni, parroco di St. Stephan nel villaggio di Probstdorf. In passato è stato presidente della Caritas austriaca e vicario generale del Cardinale Arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn.
La sua fama, però, nasce dopo quando, finito il sodalizio con Schoenborn, nel 2006 lancia la ‘Pfarrer-Initiative’, la iniziativa dei parroci, un “appello alla disobbedienza” che chiede, tra l’altro,
il sacerdozio femminile,
la comunione ai divorziati risposati,
rivedere la messa non più come sacrificio,
l’abolizione dell’obbligo del celibato,
l’apertura ai laici,
ridimensionare il primato del papa,
aggiornamenti nella liturgia.
Insomma, riformare la Chiesa. All’inizio solo pochi sacerdoti seguono Schueller. Poi la protesta si ingrossa. Firmano l’appello decine, poi centinaia di preti. Oggi sono 400, pari a un decimo del clero austriaco. E un recente sondaggio della Gfk-Umfrage ha rilevato che il 72% dei preti austriaci “simpatizza” con l’appello.

In Quaresima non dimentichiamo l'esistenza e l'attività del demonio


In Quaresima non dimentichiamo l'esistenza e l'attività del demonio“Il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo…
Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana!”, leggiamo chiaramente
 nel Vangelo. Sul diavolo e sulla lotta che i santi hanno dovuto
ingaggiare contro di lui è uscito recentemente il libro “ I santi e
il demonio” edito dalla Sugarco  che ho scritto insieme al
giornalista Carlo Di Pietro e che sta avendo un buon successo
nelle librerie.  Il diavolo esiste. La Sacra Scrittura parla di lui dal
primo all’ultimo dei Libri rivelati, dalla Genesi all’Apocalisse. Nella
parabola della zizzania il Signore afferma che la cattiva semente,
il cui scopo è soffocare il grano, è stata  seminata dal “nemico”.
Nella parabola del seminatore “viene il maligno e ruba ciò che
stato seminato”. Alcuni, con ottimismo superficiale, pensano che il
male sia una mera imperfezione accidentale in un mondo che
si evolve di continuo verso giorni migliori. Tuttavia la storia dell’uomo ha subito l’influenza del
diavolo. Ai nostri giorni vi sono segni di profonda malizia che il solo agire umano non ...
... basta a spiegare.
Il demonio, in vario modo, causa stragi nell’umanità è pervasa da una lotta tremenda contro
le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il
Signore,  fino all’ultimo giorno”. Pertanto “l’azione di satana certamente causa molti danni –
di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica – ai singoli e alla società”.
L’operato del demonio è misterioso, reale ed efficace.
Fin dai primi secoli i cristiani si resero conto di tale attività diabolica.
San Pietro così avvertiva i primi cristiani : “Siate temperanti, vigilanti. Il vostro nemico, il
diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede”.
Con la venuta di Gesù Cristo il dominio del diavolo è stato spezzato poiché Egli ci ha
liberati dal potere di satana. In virtù dell’opera redentrice di Cristo il demonio può causare vero
danno solo a coloro che liberamente lo permettono, consentendo al male e allontanandosi da Dio.
Il Signore si manifesta in molti passi del Vangelo come vincitore del demonio, liberando molti dalla
possessione diabolica. La nostra fiducia è riposta in Gesù ed Egli non permetterà che
siano tentati oltre le nostre forze.
Ma il demonio dell’uomo, affinché trasgredisca il precetto di Dio, e accecare a poco a poco i
cuori di quelli che lo ascoltano, affinché si dimentichino del vero Dio e adorino lui come Dio.
E questo, sempre. In mille modi diversi.
Il Signore, però, ci ha dato i mezzi per vincere in tutte le tentazione: nessuno pecca per necessità.
Consideriamo a fondo, in questa Quaresima, che cosa ciò significhi.
Inoltre, per liberarci dall’influsso diabolico, Dio ha anche messo accanto a noi un
Angelo, che ci aiuti e ci protegga. “Ricorri al tuo Angelo Custode nell’ora della prova:
egli ti proteggerà contro il demonio e ti porterà sante ispirazioni.
Il demonio è un essere personale, reale e concreto, di natura spirituale e invisibile.
 A causa del suo peccato si è allontanato da Dio per sempre, “perché il diavolo e gli altri
demoni furono creati da Dio naturalmente buoni; ma essi, da sé stessi si fecero cattivi.
E’ il “padre della menzogna”, del peccato, della discordia, della disgrazia, dell’odio e di
quanto c’è di cattivo e assurdo in terra. E’ il serpente astuto e invidioso che porta la morte
 al mondo, il nemico che semina il male nel cuore dell’uomo, l’unico che dobbiamo temere
se non siamo vicini a Dio.
Il suo unico scopo nel mondo, al quale non ha rinunciato, è la nostra perdizione.
E ogni giorno tenterà di perseguire questo scopo attraverso tutti i mezzi a sua disposizione.
“Questa caduta”, che presenta il carattere di rifiuto di Dio con la conseguente stato di
“dannazione”, consiste nella libera scelta di quegli spiriti creati, che hanno radicalmente e
irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo regno, usurpando i suoi diritti sovrani e tentando di
sovvertire l’economia della salvezza e lo stesso ordinamento dell’intero creato.
Un riflesso di questo atteggiamento lo si trova nelle parole del tentatore ai progenitori :
“Diventerete come Dio” o “come dei”. Così lo spirito maligno tenta di trapiantare nell’uomo
l’atteggiamento di relatività, di insubordinazione e di opposizione a Dio, che è diventato
quasi la motivazione di tutta la sua esistenza”.
Il demonio è la prima causa del male, dei turbamenti e delle spaccature che si verificano
 nelle famiglie e nella società. “Supponete, per esempio”, dice il cardinale Newman,
 “che sulle strade di una popolosa città cada improvvisamente l’oscurità; potete immaginare,
senza che ve lo descriva, il rumore e il tumulto che si verificherebbero.
Passanti, carrozze, carretti, cavalli, tutti nel caos. Così è la situazione del mondo.
Lo spirito maligno che agisce sui figli dell’incredulità, il dio di questo mondo, come dice
san Paolo, ha reso ciechi coloro che non credono, che si trovano così costretti a litigare e
discutere perché hanno smarrito la strada; e discutono uno contro l’altro, dicendo uno
una cosa, l’altro un’altra, perché non vedono”.
Il demonio, quando tenta, usa l’inganno: infatti non può che proporre falsi beni e una
felicità fittizia che si muta poi sempre in solitudine e amarezza.
Al di fuori di Dio non esistono, né possono esistere, il bene e la felicità veri.
Fuori di Dio ci sono solo l’oscurità, il vuoto e la tristezza più grandi. Il potere
del demonio è, però, limitato: anch’esso è sotto il dominio e la sovranità
di Dio, che è l’unico Signore dell’universo.
Il demonio non può penetrare nella nostra intimità se noi non vogliamo
(e neppure l’angelo). “E’ certo che gli spiriti immondi possono conoscere la
natura dei nostri pensieri, ma al di fuori, attraverso congetture che si fondano
su segni sensibili, come possono essere le nostre disposizioni, le parole che
diciamo, le occupazioni alle quali ci vedono più inclinati.
 Non possono però conoscere quei pensieri che non sono ancora usciti
dal segreto delle nostre anime. L’accoglienza d’accettazione o di ripulsa che
noi riserviamo agli stessi pensieri che essi ci suggeriscono, non la conoscono
nell’essenza dell’anima nostra; la conoscono invece attraverso i movimenti
dell’uomo esteriore e attraverso gli indizi che lasciamo scorgere”.
Il demonio non può violentare la nostra libertà per inclinarla al male.
“E’ chiaro dunque che nessuno  può essere ingannato dal demonio, se prima
non gli ha voluto dare il consenso della sua volontà”.
Il santo Curato d’Ars dice che “il demonio è un grosso cane incatenato che
importuna, che fa molto rumore ma che morde solo coloro ch gli si avvicinano troppo”.
Per questo l’anima che deve vincerne la forza non potrà fare senza ricorre alle
preghiere, come del resto non potrà intenderne gli inganni senza umiltà e mortificazione”.
La vita di Gesù è stata riassunta negli Atti degli Apostoli con queste parole:
“Passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo”.
 E san Giovanni, parlando del motivo dell’Incarnazione, spiega:
 “Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo”.
Cristo è il vero vincitore del demonio: “Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori”,
dirà Gesù nell’Ultima Cena, poche ore prima della Passione. Dio “decise di entrare in
maniera nuova e definitiva nella storia umana, inviando il suo Figlio a noi con un corpo 
simile al nostro, per sottrarre a suo mezzo gli uomini dal potere delle tenebre e del demonio”.
Il demonio, però, continua a detenere un certo potere sul mondo, nella misura in cui gli
uomini rifiutano i frutti della Redenzione. Ha potere su coloro che, in un modo
o nell’altro, si donano volontariamente a lui, preferendo il regno delle tenebre al regno
 della grazia.
Per questo non dobbiamo meravigliarci nell’assistere, in tante circostanze, al fatto che il
male trionfi nel mondo, e che la giustizia venga lesa. Ci deve dare molta fiducia la
consapevolezza che il Signore ci ha lasciato molti mezzi per vincere e per vivere
nel mondo con la pace e l’allegria di un buon cristiano. Fra tali mezzi ci sono:
l’orazione, la mortificazione, l’accostarsi con frequenza all’Eucarestia e alla
Confessione, e la devozione alla Vergine: insieme alla Madonna siamo sempre al sicuro.
Anche l’uso dell’acqua benedetta è un’efficace protezione contro l’influsso del diavolo:
 “Mi chiedi perché ti raccomando sempre, con tanto impegno, l’uso quotidiano
dell’acqua benedetta. – Potrei darti molte ragioni. Ti basterà sicuramente questa della
 Santa di Avila: “Da nulla fuggono i demoni, e per non far ritorno, più che dell’acqua benedetta”.
Giovanni Paolo II ci esortava a pregare più coscienti di quello che diciamo nell’ultima petizione
del Padre nostro: “Fa che non soccombiamo alla tentazione, liberaci dal Male, dal Maligno.
Fa, o Signore, che non cadiamo nell’infedeltà a cui ci seduce colui che è stato infedele fin
dall’inizio”. In questi giorni di Quaresima ci accompagneremo a essere sempre più fedeli
a ciò che Dio ci chiede: ciò comproverà che al “Non serviam” del demonio vogliamo
contrapporre il nostro personale “Serviam”: ti servirò, Signore.
Don Marcello Stanzione