giovedì 5 aprile 2012

In Quaresima non dimentichiamo l'esistenza e l'attività del demonio


In Quaresima non dimentichiamo l'esistenza e l'attività del demonio“Il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo…
Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana!”, leggiamo chiaramente
 nel Vangelo. Sul diavolo e sulla lotta che i santi hanno dovuto
ingaggiare contro di lui è uscito recentemente il libro “ I santi e
il demonio” edito dalla Sugarco  che ho scritto insieme al
giornalista Carlo Di Pietro e che sta avendo un buon successo
nelle librerie.  Il diavolo esiste. La Sacra Scrittura parla di lui dal
primo all’ultimo dei Libri rivelati, dalla Genesi all’Apocalisse. Nella
parabola della zizzania il Signore afferma che la cattiva semente,
il cui scopo è soffocare il grano, è stata  seminata dal “nemico”.
Nella parabola del seminatore “viene il maligno e ruba ciò che
stato seminato”. Alcuni, con ottimismo superficiale, pensano che il
male sia una mera imperfezione accidentale in un mondo che
si evolve di continuo verso giorni migliori. Tuttavia la storia dell’uomo ha subito l’influenza del
diavolo. Ai nostri giorni vi sono segni di profonda malizia che il solo agire umano non ...
... basta a spiegare.
Il demonio, in vario modo, causa stragi nell’umanità è pervasa da una lotta tremenda contro
le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il
Signore,  fino all’ultimo giorno”. Pertanto “l’azione di satana certamente causa molti danni –
di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica – ai singoli e alla società”.
L’operato del demonio è misterioso, reale ed efficace.
Fin dai primi secoli i cristiani si resero conto di tale attività diabolica.
San Pietro così avvertiva i primi cristiani : “Siate temperanti, vigilanti. Il vostro nemico, il
diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede”.
Con la venuta di Gesù Cristo il dominio del diavolo è stato spezzato poiché Egli ci ha
liberati dal potere di satana. In virtù dell’opera redentrice di Cristo il demonio può causare vero
danno solo a coloro che liberamente lo permettono, consentendo al male e allontanandosi da Dio.
Il Signore si manifesta in molti passi del Vangelo come vincitore del demonio, liberando molti dalla
possessione diabolica. La nostra fiducia è riposta in Gesù ed Egli non permetterà che
siano tentati oltre le nostre forze.
Ma il demonio dell’uomo, affinché trasgredisca il precetto di Dio, e accecare a poco a poco i
cuori di quelli che lo ascoltano, affinché si dimentichino del vero Dio e adorino lui come Dio.
E questo, sempre. In mille modi diversi.
Il Signore, però, ci ha dato i mezzi per vincere in tutte le tentazione: nessuno pecca per necessità.
Consideriamo a fondo, in questa Quaresima, che cosa ciò significhi.
Inoltre, per liberarci dall’influsso diabolico, Dio ha anche messo accanto a noi un
Angelo, che ci aiuti e ci protegga. “Ricorri al tuo Angelo Custode nell’ora della prova:
egli ti proteggerà contro il demonio e ti porterà sante ispirazioni.
Il demonio è un essere personale, reale e concreto, di natura spirituale e invisibile.
 A causa del suo peccato si è allontanato da Dio per sempre, “perché il diavolo e gli altri
demoni furono creati da Dio naturalmente buoni; ma essi, da sé stessi si fecero cattivi.
E’ il “padre della menzogna”, del peccato, della discordia, della disgrazia, dell’odio e di
quanto c’è di cattivo e assurdo in terra. E’ il serpente astuto e invidioso che porta la morte
 al mondo, il nemico che semina il male nel cuore dell’uomo, l’unico che dobbiamo temere
se non siamo vicini a Dio.
Il suo unico scopo nel mondo, al quale non ha rinunciato, è la nostra perdizione.
E ogni giorno tenterà di perseguire questo scopo attraverso tutti i mezzi a sua disposizione.
“Questa caduta”, che presenta il carattere di rifiuto di Dio con la conseguente stato di
“dannazione”, consiste nella libera scelta di quegli spiriti creati, che hanno radicalmente e
irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo regno, usurpando i suoi diritti sovrani e tentando di
sovvertire l’economia della salvezza e lo stesso ordinamento dell’intero creato.
Un riflesso di questo atteggiamento lo si trova nelle parole del tentatore ai progenitori :
“Diventerete come Dio” o “come dei”. Così lo spirito maligno tenta di trapiantare nell’uomo
l’atteggiamento di relatività, di insubordinazione e di opposizione a Dio, che è diventato
quasi la motivazione di tutta la sua esistenza”.
Il demonio è la prima causa del male, dei turbamenti e delle spaccature che si verificano
 nelle famiglie e nella società. “Supponete, per esempio”, dice il cardinale Newman,
 “che sulle strade di una popolosa città cada improvvisamente l’oscurità; potete immaginare,
senza che ve lo descriva, il rumore e il tumulto che si verificherebbero.
Passanti, carrozze, carretti, cavalli, tutti nel caos. Così è la situazione del mondo.
Lo spirito maligno che agisce sui figli dell’incredulità, il dio di questo mondo, come dice
san Paolo, ha reso ciechi coloro che non credono, che si trovano così costretti a litigare e
discutere perché hanno smarrito la strada; e discutono uno contro l’altro, dicendo uno
una cosa, l’altro un’altra, perché non vedono”.
Il demonio, quando tenta, usa l’inganno: infatti non può che proporre falsi beni e una
felicità fittizia che si muta poi sempre in solitudine e amarezza.
Al di fuori di Dio non esistono, né possono esistere, il bene e la felicità veri.
Fuori di Dio ci sono solo l’oscurità, il vuoto e la tristezza più grandi. Il potere
del demonio è, però, limitato: anch’esso è sotto il dominio e la sovranità
di Dio, che è l’unico Signore dell’universo.
Il demonio non può penetrare nella nostra intimità se noi non vogliamo
(e neppure l’angelo). “E’ certo che gli spiriti immondi possono conoscere la
natura dei nostri pensieri, ma al di fuori, attraverso congetture che si fondano
su segni sensibili, come possono essere le nostre disposizioni, le parole che
diciamo, le occupazioni alle quali ci vedono più inclinati.
 Non possono però conoscere quei pensieri che non sono ancora usciti
dal segreto delle nostre anime. L’accoglienza d’accettazione o di ripulsa che
noi riserviamo agli stessi pensieri che essi ci suggeriscono, non la conoscono
nell’essenza dell’anima nostra; la conoscono invece attraverso i movimenti
dell’uomo esteriore e attraverso gli indizi che lasciamo scorgere”.
Il demonio non può violentare la nostra libertà per inclinarla al male.
“E’ chiaro dunque che nessuno  può essere ingannato dal demonio, se prima
non gli ha voluto dare il consenso della sua volontà”.
Il santo Curato d’Ars dice che “il demonio è un grosso cane incatenato che
importuna, che fa molto rumore ma che morde solo coloro ch gli si avvicinano troppo”.
Per questo l’anima che deve vincerne la forza non potrà fare senza ricorre alle
preghiere, come del resto non potrà intenderne gli inganni senza umiltà e mortificazione”.
La vita di Gesù è stata riassunta negli Atti degli Apostoli con queste parole:
“Passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo”.
 E san Giovanni, parlando del motivo dell’Incarnazione, spiega:
 “Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo”.
Cristo è il vero vincitore del demonio: “Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori”,
dirà Gesù nell’Ultima Cena, poche ore prima della Passione. Dio “decise di entrare in
maniera nuova e definitiva nella storia umana, inviando il suo Figlio a noi con un corpo 
simile al nostro, per sottrarre a suo mezzo gli uomini dal potere delle tenebre e del demonio”.
Il demonio, però, continua a detenere un certo potere sul mondo, nella misura in cui gli
uomini rifiutano i frutti della Redenzione. Ha potere su coloro che, in un modo
o nell’altro, si donano volontariamente a lui, preferendo il regno delle tenebre al regno
 della grazia.
Per questo non dobbiamo meravigliarci nell’assistere, in tante circostanze, al fatto che il
male trionfi nel mondo, e che la giustizia venga lesa. Ci deve dare molta fiducia la
consapevolezza che il Signore ci ha lasciato molti mezzi per vincere e per vivere
nel mondo con la pace e l’allegria di un buon cristiano. Fra tali mezzi ci sono:
l’orazione, la mortificazione, l’accostarsi con frequenza all’Eucarestia e alla
Confessione, e la devozione alla Vergine: insieme alla Madonna siamo sempre al sicuro.
Anche l’uso dell’acqua benedetta è un’efficace protezione contro l’influsso del diavolo:
 “Mi chiedi perché ti raccomando sempre, con tanto impegno, l’uso quotidiano
dell’acqua benedetta. – Potrei darti molte ragioni. Ti basterà sicuramente questa della
 Santa di Avila: “Da nulla fuggono i demoni, e per non far ritorno, più che dell’acqua benedetta”.
Giovanni Paolo II ci esortava a pregare più coscienti di quello che diciamo nell’ultima petizione
del Padre nostro: “Fa che non soccombiamo alla tentazione, liberaci dal Male, dal Maligno.
Fa, o Signore, che non cadiamo nell’infedeltà a cui ci seduce colui che è stato infedele fin
dall’inizio”. In questi giorni di Quaresima ci accompagneremo a essere sempre più fedeli
a ciò che Dio ci chiede: ciò comproverà che al “Non serviam” del demonio vogliamo
contrapporre il nostro personale “Serviam”: ti servirò, Signore.
Don Marcello Stanzione

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