Da miliziasanmichelearcangelo.org
In questi giorni, mediante numerosi articoli, vi sto parlando di esorcismi, di preghiere di guarigione e di liberazione, di imposizione delle mani e di tanti altri argomenti rapportati alla sfera delle azioni ordinarie e straordinarie di Satana avendo, ovviamente, sempre come punto fermo nelle mie trattazioni il Magistero della Chiesa e, nel contempo, sto dispensando consigli utili ai lettori per finalità di retta evangelizzazione cattolica in materia di demonologia e di istruzione sul come difendersi dai cosiddetti "falsi profeti". Vi ho parlato, ieri, del ministero di esorcistato operato direttamente da Gesù e, citando il Vangelo e le corrette interpretazioni dei Padri - a cui non si può obiettare - vi ho riportato fonti storiche ed accertate in cui si vede il Maestro operare prodigiose guarigioni, liberare gli ossessi, sanare gli ammalati vittime di male malefico (indotto dal demonio) e scacciare gli spiriti immondi sottomessi a Satana. La patristica, a tal proposito, ci insegna che anche nell'ambito degli angeli ...
... decaduti vi è una precisa gerarchia, tuttavia è altrettanto evidente che il disordine e la disobbedienza sono elementi propri delle gerarchie diaboliche, dunque, gli stessi demoni fra loro manifestano superbia e caos; ciò che a noi interessa è, comunque, stabilire che l'azione ordinaria e straordinaria di Satana e dei suoi "tirapiedi" è finalizzata esclusivamente alla conquista della nostra anima.
Approfondiremo lo studio di questa dinamica e della oscura presenza del Male - attivo - in altri articoli, ma oggi vorrei riportare alcuni episodi particolarmente eloquenti in cui è evidente l'azione del maligno e la diretta Maestà di Cristo nello sconfiggerlo.
Ragazza sofferente fa ricorso al mago e si trova nei guai
Un bambino manifesta segni strani; i genitori non approfondiscono, non ci danno importanza, pensano che crescendo tutto si metterà a posto. Anche perché i sintomi, inizialmente, sono lievi. Poi, con l'aggravarsi dei fenomeni, i genitori incominciano a rivolgersi ai medici: ne provano uno, poi un altro, sempre senza risultati. E' venuta da me una ragazza di 17 anni che era già stata visitata nelle principali cliniche d'Europa. Infine, dietro il consiglio di qualche amico o sapientone, nasce il sospetto che non si tratti di un male dovuto a cause naturali, e viene suggerito il ricorso a qualche mago. E da questo momento il danno iniziale viene duplicato. Solo per caso, in seguito a chissà quale suggerimento si ricorre all'esorcista. Ma intanto di anni ne sono passati parecchi e il male si è sempre più "radicato". (G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p. 52)
La guarigione di una ragazza attraverso la preghiera
Dietro appuntamento, entrò da me Marcella, una ragazza biondissima di 19 anni, dall'aria spavalda. Soffriva per mali di stomaco lancinanti e per un comportamento che non riusciva a dominare, né in casa né sul lavoro: dava risposte offensive, acide, senza potersi frenare. Per i medici non aveva niente. Come le misi le mani sulle palpebre, all'inizio della benedizione, mostrò gli occhi interamente bianchi, con le pupille appena percettibili in basso, e scoppiò in una risata ironica. Ebbi appena il tempo di pensare che quello era Satana, che subito mi sentii dire: "Io sono Satana", con una nuova risata. Un po’ per volta Marcella intensificò la vita di preghiera, divenne costante nella comunione e nel rosario quotidiano, nella confessione settimanale (la confessione è più forte di un esorcismo). Ebbe un progressivo miglioramento, salvo qualche passo indietro quando rallentava il ritmo di preghiera, e guarì dopo soli due anni. (G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p. 100-101)
Un giovane curato senza successo dai medici
Ho esorcizzato Marco, colpito da una forte possessione. Era stato a lungo ricoverato e massacrato da cure psichiatriche, specie da elettrochoc, senza che desse mai la minima reazione. Quando gli fu ordinata la cura del sonno, gli hanno somministrato per una settimana dei sonniferi che avrebbero addormentato un elefante; lui non ha mai dormito, né di giorno né di notte. Camminava per la clinica con gli occhi sbarrati. Finalmente approdò all’esorcista e subito iniziarono i risultati positivi. (G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p. 79)
Una signora con problemi psicologici
Per alcune benedizioni è venuta da me la sig.ra Marta, accompagnata dal marito. Venivano da lontano e con non poco sacrificio. Da molti anni Marta era in cura da neurologi, senza alcun vantaggio. Dopo alcune domande, vidi che potevo procedere all’esorcismo, anche se era già stata esorcizzata da altri, ma senza frutto. All’inizio cadde a terra e pareva priva di conoscenza. Procedendo nelle preghiere introduttive, ogni tanto si lamentava: “Voglio un vero esorcismo, non queste cose!” All’inizio del primo esorcismo, che incomincia con le parole “Exorcizo te”, si calmò soddisfatta; queste parole chiaramente le erano rimaste impresse dagli esorcismi precedenti. Poi incominciò a lamentarsi che le facevo male agli occhi. Tutti atteggiamenti non consoni ai posseduti. Quando ritornò le volte seguenti, non sapeva capire se il mio esorcismo le aveva prodotto qualche effetto o no. Per più sicurezza, prima di mandarla via definitivamente, la accompagnai una volta da Padre Candido: dopo averle messo la mano sul capo, egli mi disse subito che lì il demonio non c’entrava. Era un caso per psichiatri, non per esorcisti. (G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p. 80-81)
Un ragazzo di 14 anni diventava improvvisamente pesantissimo
Pierluigi, di 14 anni, si presentava grande e grosso per la sua età. Non poteva studiare, era la disperazione degli insegnanti e dei compagni, con nessuno dei quali riusciva ad andare d’accordo; non era però violento. Una sua caratteristica: quando si sedeva per terra, con le gambe incrociate, nessuno riusciva a sollevarlo, come se fosse diventato di piombo. Dopo varie cure mediche, prive di risultati, fu portato da Padre Candido che incominciò a esorcizzarlo, riscontrando una vera possessione. Un’altra sua caratteristica: non era litigioso, ma con lui la gente diventava nervosa. Un giorno si era seduto a gambe incrociate sul pianerottolo della sua casa, al terzo piano. Gli altri inquilini andavano su e giù per le scale, lo scuotevano perché se ne andasse di lì, ma lui non si muoveva. A un certo punto tutti gli inquilini del fabbricato si trovarono contemporaneamente per le scale, nei vari pianerottoli, e urlavano e gridavano contro Pierluigi. Qualcuno chiamò la Polizia; i genitori del ragazzo chiamarono Padre Candido, che giunse quasi insieme ai poliziotti e si era già messo a chiacchierare col ragazzo per convincerlo a entrare in casa. Ma i poliziotti, tre giovanottoni ben piantati, gli dissero: “Si scansi reverendo, queste sono cose per noi”. Quando cercarono di muovere Pierluigi, non lo spostarono di un millimetro. Stupiti e grondanti di sudore, non sapevano che cosa fare. Allora Padre Candido disse loro: “Fate rientrare ognuno nel proprio appartamento”; e in un attimo si fece silenzio completo. Poi aggiunse: “Voi scendete ora una rampa di scale e state a guardare”. Fu obbedito. Infine disse a Pierluigi: “Sei stato bravo: non hai detto una parola e li hai tenuti a bada tutti. Ora rientra in casa con me”. Lo prese per una mano e quello si alzò e lo seguì, tutto contento, dove lo aspettavano i genitori. Con gli esorcismi Pierluigi ebbe buoni miglioramenti, ma non la totale liberazione.(G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p.81-82)
Il demonio rivela a Padre Candido i peccati di un giovane
Era un bel giovanotto quello che Padre Candido stava benedicendo; aveva dentro di sé un bestione più grosso di lui. Fu proprio il demonio a cercare di scoraggiare l’esorcista: “Non vedi che perdi il tuo tempo con questo qui? E’ uno che non prega mai, è uno che frequenta…, è uno che fa…”, e giù una lunga serie di peccatacci. Finito l’esorcismo Padre Candido provò a convincere quel giovane, con le buone maniere, a fare una confessione generale. Ma quello non ne voleva sapere. Fu necessario tirarlo quasi per forza in un confessionale; e lì si affrettò a dire che non aveva niente da accusare. “Ma non hai fatto questa cosa il tale giorno?”, incalzò Padre Candido. E quello, sbalordito, dovette ammettere la sua colpa. “E non hai fatto per caso anche questo?”, e il malcapitato, sempre più confuso, dovette ammettere uno per uno tutti i peccati che il Padre gli ricordava, valendosi delle dichiarazioni del demonio. Alla fine si arrivò all’assoluzione. E quel giovane andò via sbalordito: “Qui non capisco più niente! Questi preti sanno tutto!” (G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p. 112)
Un ragazzo capisce che la madre ha fatto benedire i suoi vestiti
Una mamma era affranta per le stranezze che notava in un suo figliolo: in certi momenti si arrabbiava con urla pazzesche, bestemmiava e poi, quando ritornava calmo, non ricordava nulla di questo suo comportamento. Non pregava e mai avrebbe accettato di farsi benedire da un sacerdote. Un giorno, mentre il figlio era al lavoro e, come al solito, era uscito indossando la sua tuta da meccanico, la madre fece benedire i vestiti con l’apposita preghiera del Rituale. Di ritorno dal lavoro, il figlio si tolse la tuta sporca e si rivestì senza nulla sospettare. Dopo pochi secondi si tolse i vestiti con furia, quasi se li strappò di dosso, e si rimise la tuta da lavoro senza dire nulla; non ci fu verso che indossasse più quei vestiti benedetti, distinguendoli bene dagli altri del suo guardaroba, che non erano stati benedetti. Questo fatto dimostrava ulteriormente la necessità di esorcismi su quel giovanotto. (G. Amorth, Un esorcista racconta, Bologna, EDB, 2000, p. 83)
Una donna riesce a uscire da una setta satanica
Riporto un caso accaduto in Francia. Trascrivo nella sua freschezza la relazione che ne ha fatto la psichiatra Maria Domenica Fouqueray. “Nominata medico-psichiatra in uno studio privato nell’aprile 1986, collaboro da quattro anni con l’esorcista diocesano, consenziente il nostro vescovo, mons. Renè Picandet. Richiesta della mia collaborazione, per la mia specifica competenza professionale di psichiatra, ho accettato volentieri e mi trovo in buona sintonia con l’esorcista diocesano. Uno dei primi casi che abbiamo dovuto affrontare è stato questo. Si è trattato di una donna di quarant’anni, sposata e madre di quattro figli, che lavorava come educatrice specializzata. La causa dei suoi mali era dovuta al fatto che per più di dieci anni aveva frequentato una setta satanica. Quando si rivolse a noi, era la terza volta che tentava di uscire da questa setta. Contrariamente a quanto si poteva supporre, questa donna era molto vicina a sacerdoti; e fu un sacerdote a condurla a noi. Di fatto, conduceva una doppia vita: conosceva molti sacerdoti e, tutte le domeniche, suonava l’organo alle Messe, benché non si accostasse mai ai sacramenti; poi era la grande sacerdotessa di una setta chiamata Wicca, il cui capo è Lucifero. Era stata iniziata progressivamente e, una volta entrata, sapeva che ne sarebbe uscita solo in seguito alla morte violenta a cui era destinata: il suicidio. Aveva tanta paura; voleva uscire da quella setta, ma conosceva i rischi che ciò comportava. Quando l’abbiamo incontrata la prima volta, presentava i segni di una persona depressa, tormentata, dimagrita; dormiva male, ma non aveva precedenti psichiatrici. L’esorcista, dopo aver bene esaminato il caso, ha deciso di procedere agli esorcismi: prima quindicinali, poi settimanali. Come psichiatra, ho cercato di capire “la porta d’accesso”, ossia i motivi che avevano spinto questa persona ad entrare in una setta satanica. La sua educazione cristiana era stata molto rigida, basata sull’osservanza delle pratiche tradizionali; non aveva scoperto l’amore di Dio. Per le scuole, frequentò un collegio di suore in cui ebbe buona formazione intellettuale, ma nessun aiuto spirituale. Il matrimonio non le fu di aiuto. Il marito, che guadagnava bene, la obbligò a lasciare il lavoro e ad occuparsi solo dei figli e della casa. Avrebbe voluto ogni tanto uscire, ma il marito era contrario. Anche le vacanze estive, trascorse in un piccolo villaggio di campagna, presso i genitori anziani, l’annoiavano, mentre lei avrebbe voluto trovare distrazioni. In un giornale mondano lesse l’invito a giornate di svago. Frequentò questo ambiente, benché si accorgesse che era molto particolare, avviando sempre più gli intervenuti alle bevande alcoliche, all’offerta di droga, all’iniziazione di una setta. Ma trovò gente premurosa, che la compensava delle carenze di casa. E ne venne sempre più coinvolta: rinnegò il Battesimo e si sottopose al nuovo battesimo della setta, in cui le fu imposto un nuovo nome. Ricevette un marchio segreto sulla coscia e firmò col suo sangue un patto con Satana, dopo aver incenerito l’atto di Battesimo cristiano. Fu iniziata alle messe nere e ad altre celebrazioni sataniche. Vide chiaramente che i riti cristiani venivano trasformati, “diabolizzati”. La messa nera è una parodia della celebrazione eucaristica (cioè la Messa), è al momento della comunione, si trasforma in un’orgia. Questa donna durante gli esorcismi, aveva gli occhi di una belva e respingeva con forza il crocifisso che le tenevamo d’avanti; alla fine vomitava (forse solo acqua) e la sua temperatura saliva fino a 41°. Maddalena (diamole questo nome) aveva partecipato a un gran numero di messe nere. Tutto questo è durato tre anni. In seguito Maddalena ha avuto solo qualche difficoltà a partecipare alla Messa nelle chiese che frequentava prima; ma ha potuto pregare e comunicarsi. C’è voluto molto tempo per la “guarigione della memoria, per la purificazione delle immagini: essa aveva molte visioni e molti incubi. Gli esorcismi sono stati sospesi quando Maddalena ha potuto condurre da sola la lotta spirituale, pregare, confessarsi e comunicarsi; ossia quando ha potuto utilizzare i mezzi ordinari di lotta contro Satana. Inoltre Maddalena non era mai stata cresimata; dopo adeguata preparazione essa stessa richiese questo sacramento che le fu impartito poco tempo dopo. (G. Amorth, Nuovi racconti di un esorcista, Bologna, EDB, 2000, p. 153-155)
Questi sono solo alcuni episodi, a cui si pò credere o meno (non sono né dogmi di fede e né Magistero), in cui si evidenziano fenomeni sovrannaturali, preternaturali o inspiegabili direttamente imputabili all'azione straordinaria di Satana e, per approfondimenti, è possibile leggere tante altre testimonianze riportate dai noti esorcisti don Leone, padre Candido, don Salvucci, don Fusco, padre Gramolazzo, mons. Gemma e tanti altri.
Ribadisco sempre, quando parlo di temi così delicati, che è bene essere preparati, non cadere nella superstizione ed evitare ogni forma di isteria ed eccessiva spettacolarizzazione dei fatti; è altrettanto importante ricordarsi di rivolgersi sempre ad esorcisti autorizzati, che spesso cooperano con medici, e di evitare chiunque altro si proponga a voi come guaritore o carismatico, senza averne le dovute autorizzazioni rilasciate dal vescovo della diocesi. Chi opera prodigi al di fuori dell'obbedienza è sovente vittima egli stesso di Satana (basti pensare a Milingo) o, comunque, non è in comunione con Roma, dunque nelle sue opere non può esserci salvezza, ma solo sciagura.
Carlo Di Pietro (M.S.M.A.
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