Estratto da
Santo Rosario
meditato
di Padre Giulio Maria Scozzaro
Il Santo
Rosario completo
* È suddiviso in 4 parti, ciascuna
parte di 50 Ave Maria; in ogni parte si meditano 5 misteri e ogni mistero
equivale a una decina di Ave Maria.
* Quando non si dice il Rosario
intero, si può recitare una sola Corona con i suoi 5 misteri (cinque decine: una
decina è composta da un Padre nostro, 10 Ave Maria, un Gloria e altre preghiere
devozionali). Inoltre le decine possono essere separate, purché la Corona sia completata nello
stesso giorno. Si può recitare una decina di tanto in tanto nella giornata, per
completare tutta la
Corona nella giornata.
Sia la decina che il Rosario
completo si possono recitare ovunque, oltre la Chiesa e la propria casa: in viaggio,
durante una pausa di riposo, nei momenti liberi, mentre si passeggia, quando si
aspetta qualcuno o l’autobus o il metrò. È cosa lodevole recitare il Rosario nel
tempo stabilito nella giornata, nell’angolo della preghiera giornaliero dedicato
all’incontro con Gesù e la
Madonna.
Il Santo Rosario è un determinato
modo di pregare Dio insieme alla Madonna, in onore della Madonna. La sua recita
calma e attenta, ne fa una preghiera contemplativa, dove “si meditano i misteri della vita del
Signore, visti attraverso il Cuore di Colei che al Signore fu più vicina”
(MC 47).
Riguardo la Corona , non molti ne hanno una
considerazione chiara, e il Papa scrive nella Lettera Apostolica sul Rosario:
«Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la Corona. Nella pratica più
superficiale, essa finisce per essere spesso un semplice strumento di conteggio
per registrare il succedersi delle Ave Maria. Ma essa si presta anche ad
esprimere un simbolismo, che può dare ulteriore spessore alla
contemplazione.
A tal proposito, la prima cosa da
notare è come la
Corona converga verso il Crocifisso, che apre così e chiude il
cammino stesso dell’orazione. In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei
credenti. Tutto parte da Lui, tutto tende a Lui, tutto, mediante Lui, nello
Spirito Santo, giunge al Padre.
In quanto strumento di conteggio,
che scandisce l’avanzare della preghiera, la Corona evoca l’incessante cammino
della contemplazione e della perfezione cristiana. Il Beato Bartolo Longo la
vedeva anche come una “catena” che ci
lega a Dio. Catena, sì, ma catena dolce; tale sempre si rivela il rapporto con
un Dio che è Padre. Catena “filiale”,
che ci pone in sintonia con Maria, la “serva del Signore” (Lc 1,38), e, in
definitiva, con Cristo stesso, che, pur essendo Dio, si fece “servo” per amore nostro (Fil
2,7).
Bello è anche estendere il
significato simbolico della Corona al nostro rapporto reciproco, ricordando con
essa il vincolo di comunione e di fraternità che tutti ci lega in Cristo» (RVM
36).
La parola Rosario significa “Corona di Rose”. La Madonna ha rivelato in
diverse circostanze, che ogni volta che si dice una Ave Maria è come se si
donasse a Lei una bella rosa e che con ogni Rosario completo Le si dona una
Corona di Rose. La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è
la Rosa di tutte
le devozioni ed è perciò la più importante.
“Il tuo Rosario, Maria, è fatto di Rose che non
periscono e non perdono mai il loro profumo. Quando dalla terra povera, oscura,
facciamo salire la nostra preghiera, viene elevata fino a te stessa per rimanere
sempre nel Cielo omaggio perenne di amore”, così Jean Galot esprime il suo amore per il Rosario.
Non dobbiamo mai tralasciare
la Corona del
Rosario, non solo portandola addosso, ma usandola spesso nella giornata, perché
è la preghiera che la
Madonna predilige e che Lei è venuta a chiedere dal Cielo.
Lei stessa ha insegnato a
recitarla bene, facendo scorrere fra le sue dita la Corona del Rosario, comunicando alla
piccola Bernardette come recitarlo, mostrandole come si usa la Corona , recitando davanti a
lei il Padre nostro e il Gloria, ma assistendo con grande gioia alle Ave Maria
che recitava la bambina.
Quindi, la Madonna è sempre presente quando
ognuno di noi recita il Rosario, perché La invitiamo a pregare con noi, e
veramente la
Madonna si associa alla preghiera che ognuno di noi recita. Non
siamo soli quando recitiamo il Rosario, ma la Madre di Dio è accanto a noi e prega
per noi, con noi e in noi; non siamo inascoltati quando con amore e fiducia
recitiamo le Ave Maria del Rosario, perché la Madre di Dio è sempre in affabile
attesa di ascoltare le nostre invocazioni al suo dolce Nome.
Non è sublime questo? Prova a
rifletterci per un po’, diventerà più fiduciosa la tua preghiera, più amore
avrai per la
Madonna , più considerazione avvertirai per il Rosario. Non ti
staccherai più dal Rosario.
Se la Madonna recita il Rosario con noi,
questa preghiera è potente proprio per questo. Ecco perché la Madonna indica il Rosario
come l’Arma potente. Anzi, è l’Arma più potente per combattere satana e il suo
esercito del male. La battaglia a livello spirituale che si combatte è
terribile, e la nostra vittoria sul male non può avvenire senza l’aiuto della
Madonna.
Proclamando l’Anno del Rosario
nell’ottobre del 2002, Giovanni Paolo II ha detto: “Riprendete con fiducia tra le mani
la Corona del
Rosario. Oggi siamo davanti a nuove sfide. Perché non riprendere in mano
la Corona ?
Il Rosario conserva tutta la sua forza e rimane una
risorsa non trascurabile nel corredo di ogni buon
evangelizzatore”.
Don Dolindo Ruotolo scriveva sul
Rosario: “La Corona non è semplicemente un oggetto
per contare una serie di Ave, di Pater, di Gloria, ma è come un libro che il
cristiano -anche il più ignorante- porta con sé e legge; è un legame di amoroso
ricordo che ci unisce a Gesù e a Maria; è una collana di perle celesti, perché
ogni granello è un tesoro di indulgenze e un pegno di misericordia per i meriti
di Gesù e di Maria.
I grani del Rosario sono come lo svolgersi di una
pellicola cinematografica, perché ricordano i grandi misteri della Redenzione e
li ripresentano all’anima. Senza il Rosario chi avrebbe più ricordato i misteri
della Redenzione? Eppure, il loro ricordo è il segreto della vita interiore, ed
è indispensabile perché noi possiamo essere cristiani veri e portare il sigillo
di Gesù”.
Il Papa Giovanni Paolo II ha
indicato a tutti la
Corona del Rosario, l’ha mostrata ai giovani negli incontri e
l’ha consegnata: “Consegno oggi
idealmente anche a voi, cari giovani, la Corona del Rosario. Attraverso la
preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il
suo Figlio!”.
Mons. Giuseppe Pullano, Vescovo
del Santuario di Tindari, innamorato di questa potente preghiera, così ha
scritto: “Il Santo Rosario è il salterio
di Maria, la preghiera più bella, quella che rende più onore alla Vergine e fa
più bene a noi perché è un insieme di contemplazione e di
orazione”.
Papa Leone XIII ha scritto
nell’Enciclica “Diuturni temporis”,
proprio per evidenziare l’importanza della Corona: “… questa meravigliosa Corona è un intreccio
di salutazioni angeliche, intercalate dall’orazione del Signore, unite dalla
meditazione. Così composto, il Rosario costituisce la forma più eccellente di
preghiera, e il mezzo più efficace per conseguire la vita eterna. Poiché, oltre
alla eccellenza delle sue preghiere, esso ci offre una salda difesa della nostra
Fede e un sublime modello di virtù nei misteri proposti alla nostra
contemplazione
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