di Bruno Volpe
“Il Prete sia sempre servitore. Non ceda mai alla
lusinga del potere, tanto meno si mostri arrogante o padrone della
parrocchia”: lo dice Monsignor Giuseppe
Cuccarese, Arcivescovo emerito di Pescara.
Eccellenza, il Papa ha detto con chiarezza che il Prete
deve essere umile.
“Ha perfettamente ragione e chi si crede un idolo, o si
comporta in modo arrogante e prepotente nella parrocchia, tradisce il suo
spirito di servizio. Il Sacerdote sia servitore, non deve servirsi della
Chiesa”.
E aggiunge: “In ogni circostanza della vita, chi ha
scelto di legarsi a Cristo, deve domandarsi: che cosa farebbe il Signore al
posto mio? Basta questo criterio, sicuramente non facile vista la fragilità
della condizione umana, a limitare i nostri errori”.
Il Papa ha anche lanciato un accorato allarme contro
l'analfabetismo religioso.
“Questo rischio oggi esiste. Specialmente quando noi
Preti ci allontaniamo dal Magistero della Chiesa. In questo caso, per errore o
per manie ... di protagonismo, non rendiamo un buon favore alla Chiesa, ma la
tradiamo. Se qualche fedele rimane analfabeta, ossia ignorante del Catechismo e
della dottrina, molta responsabilità è del Pastore, non della
pecorella”.
Insomma prendere le distanze dal Magistero è un
errore
“La
Chiesa è Madre e Maestra, nessuno di noi è autorizzato a
costruirsi dottrine personali e seducenti, interpretazioni stravaganti della
parola. Dobbiamo seguire in fedeltà e docilità gli insegnamenti del Papa, in
comunione con Lui”.
Il Prete deve essere
coraggioso?
“Il Sacerdote deve dire
la verità
con carità, ma ha il dovere di parlare chiaro, senza ingannare
nessuno.
La nostra missione è quella di annunciare
la Parola con
la radicalità che richiede il Vangelo, senza badare mai alla nostra
popolarità o al consenso della gente. Men che mai al protagonismo.
La nostra scala di valutazione non è quella
dell'applauso, ma solo la fedeltà alla Parola di Cristo. Persino quando questa fedeltà ci
faccia pagare un prezzo salato”.
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